SALVATAGGIO DA FLOPPY A WEB ANCORA UNO!

QUESTO E' QUANTO SCRIVEVO UN TRE ANNI FA....LE COSE SONO PIU' O MENO LE STESSE, SOLO CHE FINALMENTE LA MIA COLLEGA HA OTTENUTO LE 36 ORE E FORSE ma lo scrivo in piccolo, forse, ci saranno delle buone novità!

Buona Pasqua ..e qualche piccola riflessione…

Un paio di giorni fa per posta elettronica un turista svizzero mi ha inviato una mail per richiedere informazioni su appartamenti in affitto e per avvalorare il suo scritto dove si dichiarava assiduo visitatore di Gabicce Mare mi ha allegato delle foto del palazzo del turismo.
Da quaranta anni il palazzo ha ospitato tutto quanto ha fatto e fa turismo e quasi quasi mi commuovo, perché mi rivedo il 10 aprile 1977 era Pasqua, portavo la frangetta i capelli lunghi e gli occhiali con le lenti marroni ed ero “due uffici più in là” di dove sono ora, facevo parte del personale stagionale presso l’associazione albergatori. Quella volta ero in ufficio la domenica mattina, tutte le domeniche mattina da Pasqua in poi, i pomeriggi dopo la scuola (mi portavo dietro i libri, e rispondevo al telefono, di quelli grigi con la rotella, ve li ricordate?) e da giugno in poi facevo i turni con le altre stagionali fino al 31 d’agosto. Settembre libero, primo ottobre a scuola.
Poi mi sono “spostata di una porta” e sono entrata come stagionale all’azienda di soggiorno e turismo …poi di nuovo all’associazione albergatori e poi di ritorno all’azienda..che era ancora solo "soggiorno e turismo", ma senza la gestione della spiaggia. Con la carta intestata vecchia si facevano i block notes per gli appunti e le buste si rigiravano e si incollavano con la mitica colla bianca in barattolo d’alluminio “coccoina”(però santoddio quanto puzzava!)
Nel corso degli anni ho visto cambiare un mucchio di cose,le statistiche redatte con il lapis rosso e blu prima, e dal 1993 con il computer…dal telex al fax e successivamente alla posta elettronica; lentamente le sigle cambiavano , “azienda “ restava, ma nel tempo persero molte code, qualcuno scherzando disse che comunque anche noi non avevamo più “la cura nel soggiorno e nel turismo”,e a seconda delle “nuove leggi regionali sul turismo” diventammo AST, APT, APTR e ora ( ancora per ora!) IAT; dall’antica gestione delle spiagge, manifestazioni, statistiche, tasse di soggiorno, gestione campi da tennis, pian pianino, gestione dopo gestione siamo scivolati ad oggi, e io rivedendo quelle foto, ho sentito di nuovo le voci dei miei colleghi di un tempo,e per un attimo ho avuto la percezione di essere ancora con le mitiche signore Jole e Lidia quando ai miei inizi mi dissero senza mezzi termini di scordarmi le lingue imparate al liceo e mi diedero nel corso degli anni la loro amicizia e la loro grande esperienza.
Eravamo almeno dieci persone d’estate fra personale fisso e stagionale a riempire questi uffici ora desolatamente vuoti. Negli anni settanta di fronte a noi c’era un distributore di benzina, sostituito oggi da un bar, e dove c’era la tavola calda Ariston, ora ci sono uffici, e la bella villettina liberty è stata sostituita da un palazzo , questo tanto per descrivere il paesaggio più vicino a noi.
Ad ogni cambio di gestione cambiavano anche le tabelle che indicavano la nostra presenza, allegre e colorate all’inizio poi tragicamente consumate e non più sostituite, semmai aggiornate con delle strisce di plastica che riportavano le nuove diciture e ti davano tanto l’idea della toppa nuova sul pantalone vecchio. Almeno 5 cambi negli ultimi 30 anni e noi sempre qui, da dieci a nove, e poi otto e poi via via è arrivata la mattina che mi sono ritrovata sola e anche un po’ spaesata in un palazzo sempre meno occupato, ora si sono ingranditi gli uffici dell’associazione albergatori e i nostri diventano sempre più piccoli.
Ma i turisti in generale non hanno voglia di storie in vacanza così entrano in ufficio ora come tanti anni fa e ci chiedono cose che non possiamo più dare (non stampiamo più noi il materiale pubblicitario, eppure chiedono ancora le cartoline “a gratis” e i calendarietti pubblicitari come dieci anni fa) o ci fanno richieste che non possiamo esaudire ( non siamo noi ad organizzare le manifestazioni, la viabilità estiva, i parcheggi) E poi ci sono io, che insisto a dire “noi” quando in realtà siamo una e mezza, perché ha mia collega dopo lunga storia è stata assunta con un contratto a termine e per solo 18 ore a settimana.
Vorrei scannerizzare ed inviare a mia volta al gentile turista svizzero il bigliettino di insulti che ho trovato lo scorso lunedì sotto la porta; naturalmente non firmato, si riferiva al fatto che una famiglia di Bologna era venuta qui alla ricerca di un hotel per l’estate e aveva trovato l’ufficio chiuso di domenica. Questo bigliettino sintetizza tutto…dal tempo in cui eravamo talmente disponibili al turista con orari fino le 23 d’estate, con tanto di servizio di posto pubblico telefonico al fatto che ormai restano solo i muri degli uffici ed il poco personale gira, oggi è in fiera, domani in sede in Ancona o in Provincia ,dopodomani chissà.
Nei prossimi giorni sono in programma presenze della Regione al Globe Travel Exhibition a Roma, la Mitt a Mosca, la Tur a Goteborg, senza contare Napoli e Vicenza, magari ti arriva una telefonata e tu devi essere disponibile, intercambiabile, ma nello stesso tempo c’e’ da garantire un minimo d’apertura anche ai vari Iat sparsi nelle Marche...
Sull’ultima una foto allegata s’intravede un manifesto attaccato alla vetrina, pubblicizza in tre lingue un evento in piazza…Ho provato ad ingrandirla il più possibile per cercare di leggere tutto il testo ma la foto si sgrana. Però nitido si legge in alto AZIENDA DI SOGGIORNO, KURVERWALTUNG, SYNDICAT D’INITIATIVE, TOURIST BOARD e allora mi consolo un po’, avremo cambiato diecimila sigle, ma se non altro per gli stranieri siamo sempre quelli storici del Kurverwaltung, Syndicat o Tourist Board che dir si voglia.
Se poi per dare un servizio scherzando al telefono fra varie sedi Iat ci definiamo ormai quelli che fanno non solo nozze ma anche battesimi coi fichi secchi , basta che il turista esca col sorriso , quello è affare nostro. E come tutti gli anni chi capiterà qui a Pasqua, troverà al front office il vassoio con la colomba e l’uovo di cioccolata comprati da me, con i soldini miei perché mi piace sentire la festa anche in ufficio visto che sono anni che la trascorro qui, perché in fondo ci sono io qui in prima persona , che poi ci sia dietro di me la regione, la provincia o queste nuove figure pubblico-privato con grandi nomi altisonanti, al turista non è dato sapere.
Il mio sorriso è sempre quello del 1977, sicuramente con molte rughette in più ma anche con l’esperienza degli anni che ti segnano, Buona Pasqua, allora, a tutti quelli che mi conoscono bene (e sono pochi) e a tutti quelli che pensano di conoscermi (ma sono lontani anni luce)






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