Il mio Dio, il tuo Dio, il Dio di chissà chi!


Sono per il rispetto, sempre e comunque, sono per le cose che ci uniscono, non per quelle che ci dividono, sono per i ponti piuttosto che per i muri, e stamattina pensavo che se ci mettessimo a tavolino a controllare chi dalla religione di nascita è approdata ad una conversione totalmente diversa penso che i conti andrebbero a pareggio.
Mostrami una luterana che è passata al cattolicesimo, e io ti mostrerò una cattolica romana (nel senso di Chiesa, non nel senso di regione) che è passata in età avanzatissima al Protestantesimo.
Sparlami di quella che ha inalberato uno “straccio” in testa e si dichiara islamica (veramente TU m’hai detto maomettana, che è quanto di più dispregiativo potevi dire, ma non te la faccio lunga, ti ho già consigliato tramite sms di consultare almeno la pagina di Wikipedia, è corta, te la cavi con meno di cinque minuti poi torni a vedere il GF in tivvù) e io ti passo il numero di telefono di una signora nata in Algeria e convertita al cristianesimo quando ha conosciuto e sposato il suo italianissimo marito.
Poi ci sono coppie meravigliose come la mia amica P. e suo marito A. che han fatto crescere i figli nel rispetto e nella CONOSCENZA di entrambe le loro fedi, senza pestarsi i calli; oppure vogliamo parlare della mia amica I., sola ed anziana che dopo la morte del marito trova maggiore conforto nelle visite dei Testimoni di Geova piuttosto che nella sua che comunque continua a praticare ?
Allora magari si potrà dire che come la metto io, viene un gran minestrone, il ché ci sta tutta, però bisogna anche far conto con chi religioso non è, e che tranquillamente lo dichiara davanti a tutta una classe di scuola dell’obbligo, proprio pochi giorni fa, puntualmente raccontato dalla mia pargola piccola che non si è scomposta più di tanto, anzi me l’ha detto con un certo stupore, perché comunque quel professore è una tanto gran brava persona, come se il fatto di non appartenere a nessuna religione organizzata lo dovesse mettere perbenisticamente parlando in cattiva luce.
Lo conoscevo da anni, che fosse ateo non lo sapevo, e la cosa non mi tocca minimamente; chi sono io per pontificare chi è nel giusto e chi è nel presunto torto?
La fede è una cosa TROPPO personale per poterne parlare a cuor leggero. La forza e l’intensità del nostro rivolgersi verso l’ALTO è un discorso intimistico.
Se prego davanti ad un palo della luce e sono convinta che quel palo mi salverà dal castigo, allora mi salverò, perché ci credo con tutta me stessa e se altro non mi hanno insegnato nella vita devo per forza rivolgermi a quello in cui sono cresciuta.
Ma se dentro l’anima germoglia un’inquietudine che ti pone interrogativi ai quali la tua religione di nascita non riesce a darti risposte sia pur sollecitate ai vari sacerdoti, imam, rabbini, sciamani ...allora l’unica cosa da fare è studiare per cercare le risposte e trovare la pace del cuore.
Studiare, leggere di tutto, essere anche petulanti in questa ricerca , perché se ti poni delle domande vuol dire che qualcosa fondamentalmente non va, e trovare risposte vuol dire anche trovare la pace interiore.

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