A COSA SERVE UN BLOG

Per gli altri, non lo so, per me, è stato il naturale passaggio in chiave moderna dal diario e dai quadernetti pieni di appunti e sensazioni che da anni mi annoto dappertutto, scrivere per me è come la pasta calda e il caffè la mattina: IRRINUNCIABILE.
Leggo molti blog e sto scoprendo un mondo che prima o poi mi farà abbandonare l'insana abitudine di leggermi tutta la rassegna stampa di primo mattino e per tutta dico tutta, da destra a sinistra (o da sinistra a destra, senza pregiudizi) e anche quei treoquattro giornali stranieri che seguo in lingua originale.
Ultimamente poi, la cronaca mi mette tristezza quando non addirittura angoscia, come questa mattina, dove lo strillo del giornale locale annuncia in una provincia il suicidio di un mio coetaneo per troppi debiti e nell'altra licenziamenti a rischio per 300 operai di una (fino ad oggi!) solidissima fabbrica (ricordo, a chi si sia messo al web solo ora, che io vivo a cavallo fra due regioni)
Nei blog invece, scopro gente come me, con le sue insicurezze e i suoi affetti, con i conti da pagare e i figli da crescere.
Grazie al traduttore automatico ho letto anche blog di lingue a me totalmente sconosciute, e anche dall'altra parte dell'emisfero, c'e' gente che vive, ama, soffre e sogna come me, come noi tutti.
I blog ci salveranno il cervello, ne sono certa.


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