...E DI TUTTO QUESTO NON NE RESTERA' TRACCIA SUI LIBRI DI SCUOLA!
Scrivo sul mio blog, novella versione telematica del messaggio in bottiglia, e getto questo mio scritto in una bottiglia virtuale nell'ipotetico mare della Rete.
In principio non c'era nulla, o per meglio dire, non sapevamo che ci fosse, non si parlava ancora di villaggio globale e ognuno viveva nel suo territorio, al meglio delle sue possibilità, con l'anno scandito dalle proprie feste e ricorrenze. C'era si, qualche "infiltrato" del sud Italia, che raccontava come nel suo paese, per il due novembre i bambini ricevevano i regali che arrivavano dall'aldilà dai nonni defunti, ci sembrava una cosa un pò tirata per i capelli, però se mi giuri che da te si fa così, va bene, perchè per noi i regali li portavano invece nell'ordine : Babbo Natale in primis e la Befana, ovvio! Poi arrivò in paese una bambina del nord Italia che assicurava a tutti noi l'esistenza di una new entry, una certa SANTA LUCIA che portava i regali il 13 dicembre MA SOLO ai bambini del nord, guadagnandosi così le antipatie di mezza scuola, visto che noi eravamo centro Italia!
In terza elementare vivevamo sereni, eravamo tornati a scuola da un mese esatto e già c'erano giorni di festa, primo novembre, tutti i Santi, due novembre i morti, il tre di solito "ponte", quattro novembre anniversario della vittoria della prima guerra mondiale, se il cinque cadeva di domenica era fatta; scuola si ritornava dopo una settimana!
E questa era la nostra vita, e questi erano i nostri giorni di novembre, austeri, tetri, votati al ricordo di chi ci aveva preceduto e a casa mia tutte le sere si diceva il rosario per tutto il mese, io, mio padre e mia madre. Io piccolina, scalpitavo un pò, perchè alla fine della recita del rosario c'era tutta una serie di "rechimeterna" ( requiem aeternam!) dedicata a questo o quel parente defunto e non si finiva più. Però poi quando andavamo in Umbria e in Toscana a fare "il giro dei cimiteri" riconoscevo in quelle lapidi i nomi a cui andava il ricordo dei miei genitori e vedendo la foto del parente defunto che mi sorrideva statica, quasi quasi mi pentivo della mia impazienza di terminare il rosario e correre di nuovo ai miei giochi.
A scuola studiavamo magari a pappagallo che "gli antichi Romani avevano il culto dei Lari e dei Penati" festa che fu poi soppiantata dall'avvento del cristianesimo. E io pensavo : "giustissimo!"
Poi un giorno arrivò l'enciclopedia "I Quindici" primo impatto fuori confine con usi e costumi stranieri, anzi c'era proprio un volume dedicato alle festività nel mondo, "Feste e Costumi"volume quinto, ottima base per aprirsi un pò le idee, fra cui 'sta roba strana del travestirsi come a Carnevale da noi, però vestendosi "strano", da streghe, da vampiri, da roba macabra, in più c'era questa cosa che si andava a rompere le scatole a casa della gente chiedendo dolci e facendo scherzi (come il primo d'aprile da noi? Le nostre testoline registravano, incameravano e cercavano la sicurezza di punti in comune con la propria storia) se per caso non si ricevevano caramelle e dolci vari.
Siamo cresciuti, ognuno con la propria storia, ma in ogni caso, tranquilli nelle nostre tradizioni, o meglio nelle tradizioni in cui siamo nati e cresciuti. Io non entro nel merito della festa in sè, potrebbe essere appunto come in questo caso halloween o qualunque altra tradizione, non sarò certo io a dire (e su che basi, poi?) che è un bene o un male, non ne discuto a livello religioso, anche perchè nel mio credo tutto questo e molto altro non esiste proprio. No, il mio punto di vista è diversissimo, io penso a noi tutti che stiamo vivendo adesso questo momento storico da esseri umani che popolano il pianeta, come se fossimo quegli scavi archeologici dove prima trovano una città sepolta, poi scendono in profondità e trovano uno strato ancora più antico e magari totalmente diverso dal primo nucleo scoperto, e poi ancora e ancora come una serie di scatole cinesi, di matrioske, di quello che vuoi tu, in ogni caso, c'è sempre stato qualcosa PRIMA.
Più o meno dieci anni fa, è arrivato Halloween anche da noi a dare una spallata alle nostre convinzioni, magari non devoti cattolici osservanti, ma abitudinari di sicuro, in fondo non so a casa vostra se avete i santi, ma i morti li abbiamo TUTTI, e all'inizio c'è stata una levata di scudi pazzesca, i media, articoli di giornale, trasmissioni sulle conseguenze del villaggio globale, a scapito delle tradizioni nostrane, qualcuno si appellato pure contro l'unione europea, e i corsi d'inglese già alle elementari, comunque è andata così. Halloween si è piazzato nelle nostre vite con tutto il suo merchandising e prepotentemente si è consolidato.
Io, da parte mia, ce l'ho messa tutta per tenere Halloween fuori dalla porta, ho vissuto tutto questo travaglio, e mi sono ritrovata anche io fra genitori fra il rassegnato e lo scocciato alle feste organizzate dalla scuola, che poi parlando fra di noi, eravamo tutti contrari a questo "alouìn", ma che sarà mai, e intanto, bombardati, anno dopo anno cadevamo come pere, sacrificati sull'altare della "modernità". Ci sono stati anche quelli che la facevano poca lunga e dicevano "Io, mio figlio lo tengo a casa,punto" e quelli che magari "In giro a chiedere dolci no, siam mica dei poretti, te li compra la mamma, ti mascheri con i tuoi compagni giocate e state in casa" insomma ognuno ha tentato all'inizio di opporsi in qualche modo, ma una ricetta comune non c'è stata...intanto son passati gli anni
e stamattina sono qui, fra il triste e il faceto, a sfogliare i giornali che da giorni ci hanno propinato gran consigli su come intagliare la zucca e metterci la candela dentro, come travestire da fantasma o da scheletro il proprio pargolo in questo momento di crisi e sono felicissima di non avere più figli piccoli, perchè credetemi, per una della mia età leggere "la zucca della tradizione" fa male, molto male. La tradizione di chi? Mia, ultracinquantenne non di sicuro! E allora penso a qualche mia antenata ai tempi degli antichi romani, proprio una come me, nel momento di passaggio fra i riti cristiani che stavano subentrando all'altarino di casa con i Lari, probabilmente si sarà sentita come mi sento io ora. Ancora più triste quando sento affermare che "HALLOWEEN NON E' NELLA NOSTRA TRADIZIONE". Sarebbe più corretto scrivere: "non è della tradizione in cui questa mia e le precedenti generazioni sono cresciute".
Ieri pomeriggio ho visto gruppetti di bambini mascherati aggirarsi nei (pochi) negozi aperti a chiedere il famigerato "dolcetto o scherzetto", con le mamme a seguito che tenevano i cestini già stracolmi. I negozianti comunque non si sono fatti trovare impreparati, pronti per l'assalto c'era chi aveva preparato già dal giorno prima caramelle e dolcetti da distribuire.
Delusione ancora più totale vedere postare su Facebook foto "hallowinesche" da parte di famiglie supermegacattolico-credenti-che-non-si-perderebbero-una-messa-la-domenica: " Sai com'è Luisarita, si fa per i bambini, bisogna ADEGUARSI AI TEMPI".
E penso alla mia antenata che tentando di difendere il suo culto dei Lari e dei Penati perchè in quello era cresciuta e in quello lei credeva, sicuramente qualcuno le avrà detto "adeguati e smetti di pregare davanti a 'ste statuine".
La stessa espressione sgomenta l'ho vista negli occhi di mio marito, quando ieri sera è rientrato dal lavoro e mi ha raccontato cosa ha visto nella città dove lavora lui e cosa c'era in treno quando lui è rientrato.
Si, noi siamo una generazione di passaggio... i figli dei nostri nipoti considereranno del tutto normale mascherarsi da zombie il 31 ottobre e andranno in giro allegramente cantando filastrocche della nostra tradizione per Halloween e le scuole organizzeranno gare d'intaglio della zucca.
PERCHE' COSI' SI E' SEMPRE FATTO, PERCHE' COSI' SEMPRE SI FARA'....
"Fino al prossimo scossone, fino alla prossima festa che sostituirà l'antica tradizione" e anche lì ci saranno generazioni di passaggio che si sentiranno come mi sento io ora.
E non se ne parlerà mai nei libri di scuola, se non (forse!) un rigo o due dove si riporterà che - "a cavallo fra il secondo e il terzo millennio, in Europa subentrò Halloween soppiantando gli antichi riti per i defunti" - il bambino penserà "giustissimo!" e dopo aver finito di studiare il paragrafo di storia, correrà a vedere se son pronti i dolci a forma di ragnatela che ha messo in forno la mamma
e se il papà è già arrivato a casa con la zucca più bella di tutta la via!
In principio non c'era nulla, o per meglio dire, non sapevamo che ci fosse, non si parlava ancora di villaggio globale e ognuno viveva nel suo territorio, al meglio delle sue possibilità, con l'anno scandito dalle proprie feste e ricorrenze. C'era si, qualche "infiltrato" del sud Italia, che raccontava come nel suo paese, per il due novembre i bambini ricevevano i regali che arrivavano dall'aldilà dai nonni defunti, ci sembrava una cosa un pò tirata per i capelli, però se mi giuri che da te si fa così, va bene, perchè per noi i regali li portavano invece nell'ordine : Babbo Natale in primis e la Befana, ovvio! Poi arrivò in paese una bambina del nord Italia che assicurava a tutti noi l'esistenza di una new entry, una certa SANTA LUCIA che portava i regali il 13 dicembre MA SOLO ai bambini del nord, guadagnandosi così le antipatie di mezza scuola, visto che noi eravamo centro Italia!
In terza elementare vivevamo sereni, eravamo tornati a scuola da un mese esatto e già c'erano giorni di festa, primo novembre, tutti i Santi, due novembre i morti, il tre di solito "ponte", quattro novembre anniversario della vittoria della prima guerra mondiale, se il cinque cadeva di domenica era fatta; scuola si ritornava dopo una settimana!
E questa era la nostra vita, e questi erano i nostri giorni di novembre, austeri, tetri, votati al ricordo di chi ci aveva preceduto e a casa mia tutte le sere si diceva il rosario per tutto il mese, io, mio padre e mia madre. Io piccolina, scalpitavo un pò, perchè alla fine della recita del rosario c'era tutta una serie di "rechimeterna" ( requiem aeternam!) dedicata a questo o quel parente defunto e non si finiva più. Però poi quando andavamo in Umbria e in Toscana a fare "il giro dei cimiteri" riconoscevo in quelle lapidi i nomi a cui andava il ricordo dei miei genitori e vedendo la foto del parente defunto che mi sorrideva statica, quasi quasi mi pentivo della mia impazienza di terminare il rosario e correre di nuovo ai miei giochi.
A scuola studiavamo magari a pappagallo che "gli antichi Romani avevano il culto dei Lari e dei Penati" festa che fu poi soppiantata dall'avvento del cristianesimo. E io pensavo : "giustissimo!"
Poi un giorno arrivò l'enciclopedia "I Quindici" primo impatto fuori confine con usi e costumi stranieri, anzi c'era proprio un volume dedicato alle festività nel mondo, "Feste e Costumi"volume quinto, ottima base per aprirsi un pò le idee, fra cui 'sta roba strana del travestirsi come a Carnevale da noi, però vestendosi "strano", da streghe, da vampiri, da roba macabra, in più c'era questa cosa che si andava a rompere le scatole a casa della gente chiedendo dolci e facendo scherzi (come il primo d'aprile da noi? Le nostre testoline registravano, incameravano e cercavano la sicurezza di punti in comune con la propria storia) se per caso non si ricevevano caramelle e dolci vari.
Siamo cresciuti, ognuno con la propria storia, ma in ogni caso, tranquilli nelle nostre tradizioni, o meglio nelle tradizioni in cui siamo nati e cresciuti. Io non entro nel merito della festa in sè, potrebbe essere appunto come in questo caso halloween o qualunque altra tradizione, non sarò certo io a dire (e su che basi, poi?) che è un bene o un male, non ne discuto a livello religioso, anche perchè nel mio credo tutto questo e molto altro non esiste proprio. No, il mio punto di vista è diversissimo, io penso a noi tutti che stiamo vivendo adesso questo momento storico da esseri umani che popolano il pianeta, come se fossimo quegli scavi archeologici dove prima trovano una città sepolta, poi scendono in profondità e trovano uno strato ancora più antico e magari totalmente diverso dal primo nucleo scoperto, e poi ancora e ancora come una serie di scatole cinesi, di matrioske, di quello che vuoi tu, in ogni caso, c'è sempre stato qualcosa PRIMA.
Più o meno dieci anni fa, è arrivato Halloween anche da noi a dare una spallata alle nostre convinzioni, magari non devoti cattolici osservanti, ma abitudinari di sicuro, in fondo non so a casa vostra se avete i santi, ma i morti li abbiamo TUTTI, e all'inizio c'è stata una levata di scudi pazzesca, i media, articoli di giornale, trasmissioni sulle conseguenze del villaggio globale, a scapito delle tradizioni nostrane, qualcuno si appellato pure contro l'unione europea, e i corsi d'inglese già alle elementari, comunque è andata così. Halloween si è piazzato nelle nostre vite con tutto il suo merchandising e prepotentemente si è consolidato.
Io, da parte mia, ce l'ho messa tutta per tenere Halloween fuori dalla porta, ho vissuto tutto questo travaglio, e mi sono ritrovata anche io fra genitori fra il rassegnato e lo scocciato alle feste organizzate dalla scuola, che poi parlando fra di noi, eravamo tutti contrari a questo "alouìn", ma che sarà mai, e intanto, bombardati, anno dopo anno cadevamo come pere, sacrificati sull'altare della "modernità". Ci sono stati anche quelli che la facevano poca lunga e dicevano "Io, mio figlio lo tengo a casa,punto" e quelli che magari "In giro a chiedere dolci no, siam mica dei poretti, te li compra la mamma, ti mascheri con i tuoi compagni giocate e state in casa" insomma ognuno ha tentato all'inizio di opporsi in qualche modo, ma una ricetta comune non c'è stata...intanto son passati gli anni e stamattina sono qui, fra il triste e il faceto, a sfogliare i giornali che da giorni ci hanno propinato gran consigli su come intagliare la zucca e metterci la candela dentro, come travestire da fantasma o da scheletro il proprio pargolo in questo momento di crisi e sono felicissima di non avere più figli piccoli, perchè credetemi, per una della mia età leggere "la zucca della tradizione" fa male, molto male. La tradizione di chi? Mia, ultracinquantenne non di sicuro! E allora penso a qualche mia antenata ai tempi degli antichi romani, proprio una come me, nel momento di passaggio fra i riti cristiani che stavano subentrando all'altarino di casa con i Lari, probabilmente si sarà sentita come mi sento io ora. Ancora più triste quando sento affermare che "HALLOWEEN NON E' NELLA NOSTRA TRADIZIONE". Sarebbe più corretto scrivere: "non è della tradizione in cui questa mia e le precedenti generazioni sono cresciute".
Ieri pomeriggio ho visto gruppetti di bambini mascherati aggirarsi nei (pochi) negozi aperti a chiedere il famigerato "dolcetto o scherzetto", con le mamme a seguito che tenevano i cestini già stracolmi. I negozianti comunque non si sono fatti trovare impreparati, pronti per l'assalto c'era chi aveva preparato già dal giorno prima caramelle e dolcetti da distribuire.
Delusione ancora più totale vedere postare su Facebook foto "hallowinesche" da parte di famiglie supermegacattolico-credenti-che-non-si-perderebbero-una-messa-la-domenica: " Sai com'è Luisarita, si fa per i bambini, bisogna ADEGUARSI AI TEMPI".
E penso alla mia antenata che tentando di difendere il suo culto dei Lari e dei Penati perchè in quello era cresciuta e in quello lei credeva, sicuramente qualcuno le avrà detto "adeguati e smetti di pregare davanti a 'ste statuine".
La stessa espressione sgomenta l'ho vista negli occhi di mio marito, quando ieri sera è rientrato dal lavoro e mi ha raccontato cosa ha visto nella città dove lavora lui e cosa c'era in treno quando lui è rientrato.
Si, noi siamo una generazione di passaggio... i figli dei nostri nipoti considereranno del tutto normale mascherarsi da zombie il 31 ottobre e andranno in giro allegramente cantando filastrocche della nostra tradizione per Halloween e le scuole organizzeranno gare d'intaglio della zucca.
PERCHE' COSI' SI E' SEMPRE FATTO, PERCHE' COSI' SEMPRE SI FARA'....
"Fino al prossimo scossone, fino alla prossima festa che sostituirà l'antica tradizione" e anche lì ci saranno generazioni di passaggio che si sentiranno come mi sento io ora.
E non se ne parlerà mai nei libri di scuola, se non (forse!) un rigo o due dove si riporterà che - "a cavallo fra il secondo e il terzo millennio, in Europa subentrò Halloween soppiantando gli antichi riti per i defunti" - il bambino penserà "giustissimo!" e dopo aver finito di studiare il paragrafo di storia, correrà a vedere se son pronti i dolci a forma di ragnatela che ha messo in forno la mamma
e se il papà è già arrivato a casa con la zucca più bella di tutta la via!


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