DI OBBLIGHI E PIACERI...
Due giorni fa, approfittando di una pausa, ho preso il mio fido borsone e mi sono inerpicata sul S. Bartolo in cerca di qualcosa da cogliere. La fortuna mi ha assistito e credo che riuscirò a bissare l'esperimento dello scorso anno fatto con le olive da conservare in salamoia.
Ero felice, stanca e spettinata, estremamente soddisfatta, con le braccia a pezzi. Io, il mio cane, la natura, cos'altro potevo chiedere di più?
Intanto riflettevo: io lavoro in un ufficio e sono felicissima quando posso scapparmene a fare una passeggiata in spiaggia (vuota) o sulle coste del parco naturale del S. Bartolo, ma se dovessi alzarmi tutte le mattine e zappettare in campagna, sarei lo stesso così entusiasta? Poi ho ripensato ad un dialogo avuto anni fa con una persona che lavorava in campagna e che invidiava la mia presunta sicurezza fra le quattro mura di un ufficio; approfondendo l'argomento alla fine convenimmo che l'ideale sarebbe stato lavorare sei mesi in ufficio e sei mesi all'aperto, mare, campagna o montagna che fosse.
Già già, conosco gente che è dietro una scrivania, ma dipinge cose che parlano all'anima, cosi come conosco artigiani che parlano almeno un paio di lingue e che starebbero benissimo a fare trattative, così, camminando, riflettevo del perchè non ci si potesse organizzare in turni, del tipo: questo qui è il lavoro, questa settimana chi fa le traduzioni? Chi va ad asfaltare la strada? Chi coglie l'insalata? Chi va a pulire i fossi? Chi riscuote i soldi?
Insomma, organizzare i centri abitati come tanti piccoli microcosmi autosufficienti. Niente elezioni comunali, niente schieramenti solo tanta buona volontà da parte di tutti solo perchè si vive e si respira la stessa aria. Sarebbe magnifico: ognuno potrebbe mettere a frutto le proprie potenzialità ed avere tanto tempo libero in più, magnifico ed utopico nello stesso tempo, ma a me piace. Così come mi piacerebbe vedere ragazze che crescono sapendo tagliare una pianta e ragazzi che sanno tenere un'uncinetto in mano, così come un arricchimento per tutti. E poi animali liberi per le strade, car sharing per chi si deve muovere al di là dei confini comunali, niente televisione, solo tante serate " a veglia" dove gli uomini siedono e raccontano e programmano e in un altro angolo donne che cucinano chiacchierando e bambini che finiscono i compiti e i gruppi non sono rigidamente divisi ma perfettamente integrati fra loro. Gare di abilità per tutti, ma senza fare dell'agonismo un altare su cui sacrificare la vita, insomma una vecchia vita nuova: vecchia perchè si riprenderebbe il meglio delle cose trascorse e nuova per la rivalutazione delle persone, non più viste come "macchine-da-lavoro-per-guadagnare-e-spendere", persone vere, persone vive! Lasciatemi sognare, almeno è gratis!
Ero felice, stanca e spettinata, estremamente soddisfatta, con le braccia a pezzi. Io, il mio cane, la natura, cos'altro potevo chiedere di più?
Intanto riflettevo: io lavoro in un ufficio e sono felicissima quando posso scapparmene a fare una passeggiata in spiaggia (vuota) o sulle coste del parco naturale del S. Bartolo, ma se dovessi alzarmi tutte le mattine e zappettare in campagna, sarei lo stesso così entusiasta? Poi ho ripensato ad un dialogo avuto anni fa con una persona che lavorava in campagna e che invidiava la mia presunta sicurezza fra le quattro mura di un ufficio; approfondendo l'argomento alla fine convenimmo che l'ideale sarebbe stato lavorare sei mesi in ufficio e sei mesi all'aperto, mare, campagna o montagna che fosse.
Già già, conosco gente che è dietro una scrivania, ma dipinge cose che parlano all'anima, cosi come conosco artigiani che parlano almeno un paio di lingue e che starebbero benissimo a fare trattative, così, camminando, riflettevo del perchè non ci si potesse organizzare in turni, del tipo: questo qui è il lavoro, questa settimana chi fa le traduzioni? Chi va ad asfaltare la strada? Chi coglie l'insalata? Chi va a pulire i fossi? Chi riscuote i soldi?
Insomma, organizzare i centri abitati come tanti piccoli microcosmi autosufficienti. Niente elezioni comunali, niente schieramenti solo tanta buona volontà da parte di tutti solo perchè si vive e si respira la stessa aria. Sarebbe magnifico: ognuno potrebbe mettere a frutto le proprie potenzialità ed avere tanto tempo libero in più, magnifico ed utopico nello stesso tempo, ma a me piace. Così come mi piacerebbe vedere ragazze che crescono sapendo tagliare una pianta e ragazzi che sanno tenere un'uncinetto in mano, così come un arricchimento per tutti. E poi animali liberi per le strade, car sharing per chi si deve muovere al di là dei confini comunali, niente televisione, solo tante serate " a veglia" dove gli uomini siedono e raccontano e programmano e in un altro angolo donne che cucinano chiacchierando e bambini che finiscono i compiti e i gruppi non sono rigidamente divisi ma perfettamente integrati fra loro. Gare di abilità per tutti, ma senza fare dell'agonismo un altare su cui sacrificare la vita, insomma una vecchia vita nuova: vecchia perchè si riprenderebbe il meglio delle cose trascorse e nuova per la rivalutazione delle persone, non più viste come "macchine-da-lavoro-per-guadagnare-e-spendere", persone vere, persone vive! Lasciatemi sognare, almeno è gratis!


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