CALDERARA - URBINO TRE NOVEMBRE, DOMENICA



La voce squillante mi coglie impreparata in questa  mattinata ventosa ad Urbino: "Ohi, brutta bestia ma dove sei? Esci fuori dal camper che son qui davanti a te!"

Ma...noi abbiamo parcheggiato ieri sera proprio in fondo al parcheggio, e altri camper arrivati dopo di noi coprono la visuale, ora, se questa che mi chiama, a meno che IN QUESTO MOMENTO non è sotto il greppo, come fa a dire che sta davanti a me? Riconosco il numero di cellulare, è una mamma di pattinaggio, una mamma d'antan, di quelle che ho conosciuto ai tempi della mia prima figlia e dei primi campionati italiani.

Lei mi sente un pò dubbiosa nella mia risposta e mi fa: "Ma, non sei QUI A CALDERARA? " "No, non sono a Calderara, sto lavorando questa mattina ad Urbino, e ormai sono diversi anni che mia figlia non gareggia più!"

Questo è un blog pubblico, quindi ometterò tutto il resto della telefonata, perchè in fondo la mia conoscente pensava con piacere alla giornata di gare con la speranza di rivedermi dopo anni, visto che le ragazze si sono perse di vista, la mia ormai si è laureata, lavora e allena, la sua ha fatto un'altro percorso e ancora studia e pattina.

In effetti, non ci pensavo più che in questo periodo c'erano i campionati uisp di pattinaggio artistico a rotelle specialità "livelli", dopo tanti campionati italiani di categoria, eravamo approdati a questi quando le ragazze erano arrivate in età da lavoro stagionale, proprio perchè davano la possibilità di gareggiare in autunno inoltrato riuscendo a prendere impegni per il lavoro estivo che dava la possibilità di metter via un pò di soldini tutti loro, ma  che assolutamente non prevede giorni liberi ed orari di 6 ore se non sulla carta e quindi impossibilitate ad allenarsi o gareggiare.

Così c'eravamo conosciute, lei della serie "sto qui per poco, poi torno alle gare di categoria" io, anzi "noi", un pò terra terra, ci stava bene stare ai livelli, ben sapendo perfettamente che eravamo prossimi al game over, anche perchè l'età dell'oro stava terminando e la vita ci stava cominciando a prendere a schiaffoni... infatti scrivevo già il 28 dicembre del 2006

"Non credo che nel 2007 mi vedrete più molto in giro per piste di pattinaggio o allo stage federale. Cioè se possiamo si, ma se dovessimo scegliere fra un'uscita con la famiglia ed uno stage, chiaramente nel 2007 anteporremmo gli affetti. Questo e' quanto. Il 2006 si chiude con un'enorme sferzata alle nostre vite che ha fatto maturare a tutta la famiglia una consapevolezza nuova. Se prima per il pattinaggio abbiamo fatto follie (finanziarie e non) adesso i ragazzi pattinano semplicemente per il gusto di tenersi in forma facendo una cosa che a loro piace.
Già il proposito vale da oggi, mentre il mondo è a Rimini, io non ho preso le ferie e son a far ben altro, finché e' durato è stato divertente, ma ci volevano un lutto improvviso, due ricoveri ravvicinati di mia madre e un trasferimento di competenze sul lavoro per farci capire a tutti che si, lo sport ha un'enorme valore, MA NON E' L'UNICA RAGIONE DI VITA.
Abbiamo perso il migliore amico di mio marito che stava benissimo, ha scherzato e coccolato i suoi tre figli ed e' andato a dormire e non s'e' svegliato più, e ora il rimpianto per noi di aver lasciato la bella abitudine che avevamo dai tempi dei figli in fasce di vedersi sotto le feste noi che partivamo e andavamo da loro e l'anno dopo viceversa perché sotto le feste da diversi anni (troppi) le ferie erano sacre per seguire stages e spettacoli di pattinaggio. Magari scrivo così e il prox anno siamo li a brugolare a bordo pista di nuovo, ma adesso lasciatemi urlare tutto il rimpianto che abbiamo perchè quando ci si sentiva al telefono per organizzarci, noi eravamo quelli superimpegnati sui pattini e tutto passava in seconda linea. Logico, non si cambia il corso degli avvenimenti, ma se ci fossimo visti di più, adesso avremmo ulteriori ricordi e non questi sensi di colpa....
L'ultimo dell'anno? Assieme alle persone che più stimo e che per le quali ho grande affetto e poi via qualche giorno cuttini cuttini noi di famiglia a far cose di cui avevamo perso il gusto e la dolcezza....
Mi dispiace per chi pensa che a livello pattinaggio noi ci siamo comportati male e che ci siano state chiacchiere o quant'altro, il tempo mi darà ragione, ma per il 2007 i propositi son ben altri e MOLTO LONTANI DALLE ROTELLE a cui comunque dobbiamo molto, se non altro perchè girando per le piste, con molti del forum ci siamo proprio conosciuti di persona. E' che ad un certo punto la vita ti dà una sventola e tu ti "svegli" e ti accorgi che ci sono cose che non puoi rimandare perchè a forza di posporre alla fine potresti non avere più il tempo di farle....e questo è il nostro caso.
Nel 2007 cercheremo di vivere una slow life dove sicuramente ci sarà ancora il pattinaggio che ormai è nel dna ma non sarà più al posto d'onore....UN AUGURIO A CHI COMUNQUE E' RIUSCITO E RIESCE A MANTENERSI SULLE ROTELLE NONOSTANTE LE SBERLE DELLA VITA (PERCHE' CHIARAMENTE NON SIAMO GLI UNICI CHE HANNO VISSUTO DELLE TRAVERSIE, troppa gente conosco, più nota e non, che ha vissuto momenti anche più drammatici ) E A CUI AMMIRO LA FORZA E LA DETERMINAZIONE D'ANIMO....però, in ogni caso.....
noi si passa la mano...
(riassunto: 4 luglio, cambiamenti sul lavoro, ergo: fine della disponibilità di tempo per seguire i figli a pattinaggio; ultima sett. di agosto, lutto; metà settembre primo ricovero mamma; inizio dicembre secondo ricovero d'urgenza mamma...l'indirizzo di un buon esorcista please??)"


In ogni caso siamo ancora stati abbastanza attivi anche se sempre più distaccati, ed ancora ci siamo, ma ormai sono i figli, che, autonomi, si muovono per gli impegni sportivi, noi abbiamo tirato i remi in barca, ed ho tentato di farlo capire alla mia buona conoscente, ancora legata al rito della foto sul podio con la coppetta in mano, magari pure una in mezzo a mamma e papà sorridenti. Che ci sta tutta quando hai una pargola di 5 anni, ma a venticinque e oltre a me fa un po' sorridere, senza offesa per nessuno, in fondo il mondo è bello perché è vario!


Sarà che le cose noi le viviamo a capofitto, profondamente, quando poi arrivano i titoli di coda, ci alziamo e ce ne andiamo senza problemi, perchè non ci possono essere rimpianti quando hai dato tutto quello che potevi e questa è una regola aurea che vige in famiglia da tempo immemorabile, non solo per lo sport; qualunque cosa noi abbiamo vissuto, l'abbiamo affrontata con entusiasmo e rispetto, poi, finita un'esperienza, se ne comincia una nuova con la stessa voglia di fare.

Così oggi lei è li a soffrire a bordo pista guardando la gara della figlia, e io mi godo questa prima domenica lavorativa ad Urbino, e non lo scrivo con ironia, davvero, francamente mi sto divertendo, si, me la sto godendo per davvero, mi pare d'essere tornata sui banchi di scuola, a molte cose rispondo di getto, su qualche risposta ci devo ragionare, solo una m'ha fatto venire i sudori freddi. E domani si cambia ufficio e si cambia città, in un allegro girotondo culturale, dove l'esperienza personale si fonde le notizie specifiche del luogo, ma come diceva la mia mitica signora Jole Ascani, da cui tutto o quasi ho imparato quando pavida stagionale avevo paura di aprire la bocca o quasi: "Tu, innanzi tutto sorridi, sorridi sempre, e poi parla!" E io sorrido, parlo, distribuisco mappe della città e ricetta della crescia sfogliata e intanto immagazino infomazioni. Ho tutto un mondo da scoprire qui!

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