Mi voglio un mondo di bene!



Proprio per non ridurmi così,a dare il correttore sullo schermo del computer, ho cominciato a valutare come e quando andarmene, possibilmente con stile, con un minimo di vista all'occhio che mi permetta di essere ancora abbastanza efficiente in casa e altro non chiedo.
Credevo mi dispiacesse di più inoltrarmi in certi discorsi, ma come sempre voglio essere coerente con quel che dico e che penso, e non nascondo che da quando ho iniziato a pensarci mi sento molto più sollevata.
Le avvisaglie ci sono state questa estate. L'incidente notturno dovuto a una non più fresca prontezza di riflessi, gli occhi che a settembre hanno iniziato a darmi dei segnali eloquenti e in ultimo la voglia di non dover più dimostrare niente a nessuno.
Ho scelto questo lavoro tanti anni fa e l'ho amato tantissimo. Ora non lo amo più, perchè tanto ho dato, quasi niente mi è stato riconosciuto, anzi! Diciamo che guardando quella lunga schermata dei versamenti e leggere a ritroso la mia vita,mi rendo conto si, della gran fortuna che ho avuto di lavorare divertendosi, anche perchè la mia abitudine a vedere le cose con ottimismo molto spesso mi ha fatto sorvolare molti aspetti sgradevoli, molte imposizioni o situazioni in cui supinamente ho ceduto; quasi viene da sorridere ripensando a tutte le volte che ho allattato i figli rispondendo con voce flautata al telefono (chiaramente NON dal front office), lo dovessi fare ora, col senno di poi, risponderei che finchè non mi scadono TUTTI i termini dell'orario ridotto per maternità, col cavolo che rientro, ma quelle volte , c'era da dimostrare che una donna che fa i figli non è una scansafatiche e allora torna appena puoi al lavoro, sveglia la figlia alle sei del matttino, portala dai nonni di corsa, entro le 07.30 devi timbrare l'ingresso (fine anni ottanta, ora ci siamo evoluti, si entra alle 08.00, volendo dalle 08.00 alle 09.00, semmai recuperi)
Ripeto,ho avuto comunque fortuna, per il momento non mi sembra che nessuno dei miei figli mostrino segni di disadattamento, speriamo non si trovino mai nella vita in una qualche situazione in cui riaffiori l'immagine di una mamma urlante perchè doveva arrivare in tempo al lavoro, ma dovendo anche distribuire loro fra nidi, materne, elementari e medie, l'immagine non era certo della mamma del Mulino Bianco, bensì dell'interprete di un film di Dario Argento.
La parola che mi sono sentita dire di più in tutto questo tempo è stata: "abbi pazienza"
Abbi pazienza, e ringrazia che lavori, se no col cavolo che il mutuo si paga con uno stipendio solo, abbi pazienza e fai questo e quello per avere quella visibilità che dimostri che l'ufficio è aperto, il "capoccia" di turno è contento, l'articolo sul giornale che enfatizza le aperture festive degli uffici informazioni è a prova di smentita, e tutti sono felici e contenti, e poi scusa, non hai i tuoi genitori? Molla i figli da loro, no?
E allora, traduci i testi, fai il tuo orario la mattina ed accompagna in gita i gruppi, il pomeriggio, tanto cosa vuoi che sia, è solo una volta a settimana,torni alle 23, i bambini qualcuno li avrà già messi a dormire, ci guadagni pure in serenità no? Sbattiti a qualunque orario, vai " a collaborare" con questo e quell'altro ente, in fondo chi lavora nel turismo deve fare sacrifici...
Pasqua, con la prima affluenza di gente è incontrovertibile, ma mi sono sempre chiesta l'importanza fondamentale dell'apertura di questo ufficio che montano non è, la mattina del 26 dicembre! La logica imporrebbe un'apertura POMERIDIANA, visto che la mattina di Santo Stefano nessuno circola per strada, tutti si godono le gioie nel Natale, al massimo qualche bolognese che ha la seconda casa al mare arriva verso mezzogiorno per l'aperitivo,magari al pomeriggio dopo il pranzo c'e' più voglia di uscire a fare un giro ANCHE qui da noi e trovare un ufficio aperto e prendere materiale per la prossima estate sarebbe interessante... ma poichè il proverbio dice: "lega l'asino dove vuole il padrone", puntualmente sono stata al mio posto dalle nove-alle-tredici, comandato, appunto.
Ricordo quelle volte in cui io e la mia collega (sfigata, poveretta perchè è arrivata qui da precaria una decina di anni fa quando lo sfacelo era cominciato, e io brutta stronza che le racconto sempre la nostra mitica "età dell'oro" ai tempi dell'Azienda di Soggiorno, tanto per rinfrancarla un pò!)abbiamo dovuto telefonare e chiedere NOI l'autorizzazione a stare aperte fuori orario in concomitanza di manifestazioni di cui LORO non avevano calcolato la visibilità)
Mi sono sempre chiesta perchè sulla carta tutto è garantito, il permesso per andare a fare il pap-test, avvalersi della 104 in caso di parente disabile, il part time... Sulla carta c'è tutto!
Peccato che quando tu voglia avvalertene, c'è sempre qualcosa che ti impedisca di usufruirne. Non dico balle e non voglio piangermi addosso, per carità, ma basterebbe dare un'occhiata al mio fascicolo personale: giorni d'assenza per malattia non arriviamo alle 5 dita di una mano; periodi di gravidanza, praticamente il minimo consentito dalla legge; padre paralizzato, ma anche lì lo lavavo, lo vestivo, gli facevo la barba, gli davo la colazione e all'ora d'apertura ero pronta e sorridente al front office! Come me ce ne sono state tante di donne che messe in situazioni di "ricatto morale", hanno dato tanto. Chiariamo subito una cosa, quando scrivo ricatto morale,non intendo mica cose a luci rosse , lungi da me tali discorsi; intendo quelle frasette dette e non dette, del tipo: "ah va beh, fa come vuoi, ma se poi ti spostano (ti trasferiscono, ti metti sotto una cattiva luce col dirigente) vedi un pò se ti conviene".
E CHIARAMENTE, POICHÉ SEI UNA PERSONA LIGIA, NON TI CONVIENE E TORNI SUI TUOI PASSI.
Un pò come quella volta in cui avevo chiesto a mio marito di avvalersi LUI del periodo di maternità, perchè così sarei rientrata al lavoro in tempo per i mesi più problematici del nostro Moloch "la stagione" , ma il bambino avrebbe avuto qualcuno di famiglia che l'avrebbe accudito almeno fino a quando lo avessero accettato al nido. FALLA TU LA DOMANDA, LA LEGGE TE LO PERMETTE! Lui, porello, ci provò, MA NON OTTENNE NULLA, cioè forzando la mano ce l'avrebbe anche fatta, ma poi, che fai? TI METTI IN CATTIVA LUCE COL SUPERIORE?
Lasciatemelo dire: 'sti superiori e 'sti dirigenti devono avere dei gran brutti impianti elettrici nei loro uffici, guarda tu, che per un nonnulla rischi sempre di finire in ombra!
Eppure c'è stato un tempo in cui si lavorava senza guardare assolutamente l'orologio, c'era da organizzare manifestazioni, contattare persone, pianificare il calendario estivo, fare in modo che ci fosse almeno una manifestazione quasi tutti i giorni. Ed era bellissimo! Poi piano piano ci hanno "spogliato" e trasferisci le competenze oggi, trasferisci le competenze domani, ora io sono qui in questo Palazzo che casca a pezzi (e non solo metaforicamente!) una Giovanni Drogo al femminile nella fortezza Bastiani (che sto a ddì? Sto citando il "IL DESERTO DEI TARTARI” di Dino Buzzati).
E la cosa più divertente che IO non ho nessun potere decisionale, non ho un economato da gestire, non sono io che appalto le pulizie o le manutenzioni, ma sono quella che si sente il coro delle prefiche : EH! Ma questo palazzo FA SCHIFO! E' MALTENUTO! ...Tu dammi il modo e io te lo rendo un fiore! Ma ho sempre dovuto aggrapparmi a mezzucci, come quella volta che per installare il timer alle luci della vetrina, ho studiato un escamotage per cui se fosse andata bene, sarebbe andato a gloria dell'ufficio, se fosse andata male, ne avrei risposto io in prima persona.
E' andata bene, per fortuna. Così come quella volta che per effettuare degli spostamenti, non essendoci i soldi, mi sono improvvisata muratore ed ho fatto delle modifiche GRATIS toute seule! Così come è andata bene tutte le volte si è evitato brutti articoli contro l'operato o le scelte di questo ufficio. Non sarebbero stati diretti verso la sottoscritta, ma poichè i capi stanno nei loro scranni e la faccia qui ce la metto sempre e comunque io, ho sempre tamponato situazioni "a rischio".Potrei parlare di cose moolto pesanti, ma mi astengo per non annoiare, e poi certe cose verranno fuori al momento opportuno, se no ai nipoti che racconterò un giorno?
In tutti i vari passaggi di enti, ho sempre dovuto imparare a farmi conoscere da chi mi dava ordini di servizio, ma arriva un momento in cui appunto, un lutto, un problema fisico, o semplicemente, il nuovo-che-avanza ti fa dire basta. Netto, forte e preciso. Ho 51 anni, non devo dimostrare più niente a nessuno, la mia esperienza l'ho messa a frutto, le mie battaglie le ho fatte, adesso fate voi.
Io, da parte mia, comincio a lavorare per uscire da questo meccanismo e lasciare il posto al rampant worker di turno...Io ho dato. Tutti han preso.

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