LA VITA E' UNA CORSA, LA VITA E' DI CORSA...


Noi forse non ce ne rendiamo conto, ma siamo in competizione continua, già dal momento del concepimento e più andiamo avanti più corriamo...Ah no? Tu dici no? Mai fatto niente, manco ai "giochi della Gioventù"? Segui il mio ragionamento, ti dimostrerò il contrario!
Quando eri feto, già hai avuto il tuo bel daffare. Dovevi dimostrarti mobile, attivo, scalciare e negli ultimi trent'anni anche essere bravo e pronto a mostrare il tuo sesso quando venivi disturbato con l'ecografia cosi i tuoi cari potevano già preparare caterve di panni rosa o azzurri a seconda del responso, anche se qualche provvida parente anziana preparava sottobanco tutine verdi o gialle, perchè: "Non si sa mai, se hanno sbagliato almeno c'è roba neutra"
C'era sempre chi era più pronto di te, già posizionato per il parto meglio di te,ma alla fine, con l'aiuto del Signore, belli o brutti nascon tutti.
E anche qui, le comiche, quant'è che pesavi tu alla nascita? Sii? Ma non lo sai che sei nato il giorno in cui in ospedale nacque quel bambino lungo 55 centimetri che pesava quasi 6 chili? A posto, spiazzato!
Ognuno cresce nelle proprie famiglie ed è l'orgoglio dei propri cari, ma quando ci si incontra dal pediatra e vieni decantato per la tua precocità, ci sarà sempre qualcuno in sala d'aspetto che decanterà precocità doppie, a volte sfiorando il ridicolo, e mentalmente spero che qualcuno formuli il pensiero: "MA VA! QUATTRO MESI, E ANCORA NON GLI HANNO DATO LE CHIAVI DELLA MACCHINA?"
Tutti camminano, ma c'e' sempre quello che a nove mesi camminava, quello che non ha mai gattonato e l'altro che volendo, avrebbero potuto iscriverlo alla maratona di New York.
L'orgoglio poi non ha pari quando finalmente dal "Lallworter" si arriva alla prima parola di senso compiuto e a quel punto tutto il parentado si scatena a far dire al pargolo tutte e tre le cantiche della Divina Commedia.
Vai alla scuola per l'infanzia? Le nonne si sciolgono alla prima poesia, non parliamo poi di quelli che arrivano alla scuola primaria sapendo già leggere, scrivere e far di conto.
Pazienza i nonni che non possono assolutamente essere imparziali, ma quando arriviamo a casi in cui i bambini invece che "10" prendono "100" sul quaderno, forse anche gli educatori e i genitori si dovrebbero dare una regolata.
Intanto si continua a vivere e partecipare a questa "gara" strisciante, in cui tu devi andare a scuola benissimo, nello sport senza pari, e già che ci siamo, ci buttiamo su anche lo studio di uno strumento musicale, visto mai!
L'adolescenza brucia tutte le tappe e tu ti ritrovi a rincorrere quello che per millenni hanno rincorso tutti, il primo batticuore, il primo bacio, il primo grande amore, il secondo grande amore, il terzo grande amore, che forse è grande davvero visto che state assieme da un mese ormai! E incombono i traguardi classici, il patentino, la patente, e mentre ti senti onnipotente con la BMW del padre sotto le chiappe, a questo punto in casa c'e' qualcuno che fa le novene per vederti rientrare sano e salvo, e che si sta rendendo conto di averti dato tutto,troppo, subito, senza manco che tu l'abbia chiesto.
Ma ormai sei partito per questa grande corsa, e ci stai prendendo gusto anche tu. Trovi un lavoretto che ti permette di non gravare troppo sulle spese universitarie sostenute dalla famiglia? Ci sarà sempre qualcuno che avrà trovato non solo lavoro definitivo ma anche tutti trentaelode sul libretto.
Un lavoro, un lavoro serio, una casa, una moglie, dei figli, una posizione. E nella cerchia dei tuoi conoscenti ci sarà quello che ti sfotterà, strizzandoti l'occhio, perchè tu, dopo cinque anni, in ditta sei sempre allo stesso livello, mentre lui..ehhh, lui ci ha saputo fare ed è dirigente. Comunque si arriva ad un punto dove le cose per un attimo si assestano e ci si ritrova tutti, ma proprio tutti alla stessa "INTERTAPPA"?(ehhh che belle reminiscenze da "Giro d'Italia")
Diciamo che c'e' un momento della vita dove ci si ritrova tutti alla stessa linea di ri-partenza, ma a questo punto è come se la corsa andasse sempre più in discesa e vince chi resta attaccato il più possibile alla bandierina. C'e' chi comincia a soccombere alle malattie, c'e' chi nasconde le devastazioni del fisico in vario modo, c'e' chi non accetta di diventare anziano, e invece di correre, correre, anzi scivolare, si cerca di rimanere sempre nella zona della partenza dell'intertappa e lasci andare avanti gli altri il più possibile.
Ma poi, siamo umani, c'e' un inizio e una fine per tutti, e anche tu, alla fine correrai la discesa che ti porterà finalmente in pozione orizzontale, sicuro, riposato e per sempre tranquillo.
Non credere però che sia finita, potrai sperare di essere fra quelli ricordati per sempre, o quelli dimenticati nel giro di due generazioni. E poi? Poi i figli, i nipoti, i pronipoti, tutti protesi a correre una gara che non porta assolutamente a niente...
Così è fatto il mondo

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