Educazione, innanzi tutto!

A forza di correre per fare tutto quello che la vita di oggi ci impone, siamo sempre più stressati e insofferenti. Lo so, perchè lo vivo di persona, e per quanto riguarda lo stess, giuro potrei portare la bandiera, così pure se parliamo di insofferenza, perchè, complice anche l'età, si è sempre meno tolleranti e i nervi non li ho più a fior di pelle,mi hanno già sorpassato, stanno già imboccando l'autostrada e io dietro a loro, tentando di raggiungerli.
Ma c'e' un posto dove non si deve perdere la calma in nessun modo, ed è il luogo di lavoro, qualunque esso sia, a maggior ragione se il lavoro impone il contatto con il pubblico. Anche di questo ne sono testimonial da innumerevoli anni, in situazioni personali veramente difficili, ma tutte le volte mi son fatta forza pensando che in ufficio non ci sto più di 6 ore al giorno (al massimo nove, con i rientri) e ho tutto il resto della giornata per fare le mie esternazioni e che comunque se ho la luna storta io non è che la situazione migliora se me la prendo con l'inconsapevole turista.
Mia madre è vedova e anziana. Mia madre è di quelle persone che credono ancora in certe istituzioni e se dovesse mettersi a scrivere, sono sicura che scriverebbe, "farmacia", "municipio", "ufficio postale" con l'iniziale maiuscola perchè c'è dell'innato rispetto per certi luoghi.
Quindi, porella, lunedi 19 aprile, quando ha risposto al videocitofono al perentorio richiamo: "POSTA!" , mentre stava per chiedere se c'era appunto per lei, visto che solitamente, pur abitando in condominio è suo il campanello che viene sistematicamente suonato per primo, la voce del giovane fuori dal portone ha proferito: -"SE NON MI APRE BUTTO TUTTO PER TERRA!".
Mia madre, appunto è anziana, cammina col bastone, e anche se in casa ha una buona mobilità non è che sia famosa per la scioltezza di movimenti, e quindi lei ha tardato quell'attimo di troppo che comunque è servito a far saltare i nervi al giovane postino di cui non è dato sapere l'identità, perchè ad una mia precisa richiesta poi il giorno successivo al locale ufficio postale, mi è stato risposto che la gestione dei postini viene da Pesaro e che quindi manco loro sanno chi viene e chi fa certe zone.
Va bene, torniamo a noi. Arrivo a casa e la trovo in evidente stato d'agitazione. Mi faccio raccontare il fatto e lei me lo racconta solo quelle sette-otto volte, perchè si sa, l'anziano ripete sempre le stesse cose, l'anziano è petulante, l'anziano è anziano...(MA NON SARA' CHE SIAMO UN PO' INVIDIOSETTI PERCHE' LORO CI SONO COMUNQUE ARRIVATI E NOI A CORRERE E BRUGOLARE COME I MATTI SCOPPIEREMO MOLTO PRIMA ? basta, chiudo la parentesi e torno al fatto)
La cosa che le dispiaceva di più era proprio che comunque lei è sempre una che quando il postino suona, apre il portone, anche se spesso la posta non è assolutamente per lei; che comunque col videocitofono vede chi è, quindi non è nemmeno una sprovveduta che apre a tutti quelli che passano, insomma c'era rimasta malissimo, tanto che poi è andata a suonare ad una vicina di pianerottolo che s'e' offerta lei di andare a vedere cosa c'era nelle cassette condominiali visto che mia mamma stava proprio agitata.
E TRA PARENTESI LA POSTA NON ERA PER LEI.
Però il postino, quando suona, non sa cosa ha dall'altra parte della porta. Potrebbe esserci una persona con delle disabilità, potrebbe non esserci nessuno, potrebbe esserci una persona che al momento non riesce ad arrivare al citofono con i tempi da centometrista. E allora è inutile fare gli scatti bizzosi, perchè visto che qualcuno ha cercato di minimizzarmi la cosa adducendo il fatto dei turni, del salario basso, dei problemi familiari, potrei mostrare almeno 5 casi di persone profondamente provate ma che nel momento del lavoro danno il massimo dell'impegno e della competenza(li conosco di persona, non sto qui a dir balle).
Conosco personalmente una postina che lavora in una zona disagiata del centro Italia,che potrebbe avere uno spirito incattivito verso tutto e tutti,visto che è rimasta vedova in giovane età, però ha un'empatia tale con le persone che quando deve consegnare la posta nelle frazioni più sperdute, magari s'allunga anche in farmacia per portare il medicinale all'anziano che vive solo in casa.
Quindi, anche in Posta c'è gente valida, validissima, non voglio fare i tutt'erba un fascio...
Ma adesso io cosa faccio se non sfogarmi sul mio blog e consolare mia madre che si sente ancora più anziana di-quelli-che-non-contano-più-niente?
A dire la verità, all'ufficio postale mi hanno dato il numero di telefono del caposquadra (impossibile da rintracciare) e mi han dato da compilare la famosa "lettera di cortesia".
Ho contato le 17 righe del foglio, e so (per lavoro, sai quanti ne leggo?) che i reclami anche se mascherati da lettere di cortesia, a meno che non vengano sponsorizzati dal Gabibbo, dalle Jene e dalle trasmissioni di servizio, fanno la solita fine, cioè rien de rien, non risolvono il problema.
Che in fondo non è un falso problema, è solo un piccolo problema.
Ma se a mia madre, agitandosi, le prendeva un'infarto, e io magari in un'impeto di rabbia andavo a dar fuoco alla moto del postino, la colpa di chi sarebbe stata? Della causa o dell'effetto?
A questo punto ho pensato,faccio prima, la divulgo sul web.
In fondo non chiedo molto,solo, semplicemente l'educazione che dò nelle risposte, io, nelle ore di lavoro....
Chiedo troppo?


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