E' IL PRIMO OTTOBRE...

...e a scuola si va, e ci accompagnano mamma e papà,
ciao vecchio asilo, grandi siam già,
e finalmente a scuola si va!
NOI SIAMO LE COLONNE DELLA PRIMA ELEMENTAR!
MAIUSCOLE E MINUSCOLE SIAM PRONTI AD IMPARAR!
E SE CON L'ARITMETICA I CONTI DOBBIAM FAR,
LA SFIDEREMO INTREPIDI, NON CI FARA' TREMAR,
LA SFIDEREMO INTREPIDI, NON CI FARA' TREMAR!
"Tra le rose e le viole", ora più non canteremo,
tutti in coro intoneremo, questa piccola canzon!
Caro, vecchio disco a quarantacinque giri che per anni, praticamente mi ha dato la sveglia il primo ottobre assieme al profumo dell'arvoltolo (semplicissima frittella di acqua, farina e sale, croccante ai bordi, morbida nel centro)che mio padre preparava solo nelle grandi occasioni, e il primo giorno di scuola lo era, appunto!
Era bello tornare a scuola il primo d'ottobre, c'era un senso logico, l'estate era veramente finita, le foglie cadevano e gli alberi si sfoltivano, c'erano le mele rosse, le melograne, l'uva in tante qualità, c'era la voglia di rivedersi con le compagne di scuola, qualcuna d'estate la perdevi sempre di vista, e poi c'era la voglia di mettere mano a quei libri "IL MONDO E' LA MIA PATRIA" e "LA PORTA" belli, nuovi, fiammanti, che aspettavano solo di essere aperti per rivelarci tutti i loro segreti.
In particolare io, bambina fortunata, ho fatto le elementari in un posto bellissimo dove tutto per me era perfetto, l'appartenenza alle classi era stabilita dai fiocchi (rosa, per la prima elementare; verde in seconda; blu terza; rosso in quarta e finalmente in quinta il FIOCCO TRICOLORE ...e l'esame, aihmè!)
La scuola era in centro, pochi,larghissimi gradini, un'immenso portone, i bagni "alla turca", e la stufa di terracotta nell'aula.
Lì ho imparato ad amare Mikis Theodorakis, e dietro le mie spalle campeggiavano la riproduzione della Primavera del Botticelli e quella di Lucrezia Panciatichi del Bronzino; i primi anni col banco nero, di quelli con il buco per la boccetta dell'inchiostro, sostituita dal vasetto di plastica con i fiori (finti)e ognuno aveva il suo personalizzato, il mio era con i tranci di roselline rosa in boccio, gli ultimi anni nei modernissimi banchi in formica e le sedie marroni e noi ridevamo come le matte perchè dicevamo formìca e non fòrmica.
C'era l'esame di seconda elementare, c'erano quelli che venivano bocciati, ma non si buttavano dalla finestra, o tantomeno i genitori facevano denuncia al Tar, c'ero io con gli occhiali scuri che sembravo la "figlia del Padrino", c'erano i geloni, e c'erano le cartelle molto meno ergonomiche di queste, ma le nostre erano saldamente piantate sulle spalle e ogni anno che passava il babbo faceva un buco sulle cinghiette per adeguarla alla crescita (E si, perchè allora la cartella te la portavi avanti almeno per tutti i 5 anni delle elementari, quelle di adesso vanno a seconda della moda e comunque tutti gli studi di ergonomica vanno a farsi benedire perchè la maggior parte del popolo studente, lo vedo pascolare con gli zaini direttamente poggianti sulla regione lombare)
Erano gli anni di Nixon e Humprey, e credo che, a parte i diretti interessati, solo quelle della mia classe ricordano che erano stati avversari per la corsa alla Casa Bianca proprio perchè, la nostra avveniristica insegnante aveva diviso la classe in due e per un periodo avevamo giocato alle elezioni americane, ritagliando articoli di giornale dedicati ai candidati di allora. Inutile specificare che ero nel gruppo di Humprey....sempre le cause perse io!
Anche alle traumatiche medie, in una nuova città, con nuove conoscenze e alle superiori dove alternavo il lavoro estivo con lo studio, il primo ottobre era un bel momento per ricominciare finendo di lavorare alla fine di agosto, al massimo nella prima settimana di settembre, rimaneva tutto il tempo per riprendersi dallo stress della stagione...
E anche allora, il primo d'ottobre era caratterizzato dal mangiadischi, col vecchio disco del coro dell'Antoniano che gracchiava un pò e la colazione in famiglia.
Bei tempi.


confermo, gli zaini sono davvero terribili
RispondiEliminavolevo chiederti qualè il titolo originale di questa canzone volevo riascoltarla quanti ricordi
RispondiEliminacredo: "noi siamo le colonne"
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