Preghiera (Anonimo del XVII sec.)
FA' CHE LA MIA VECCHIAIA SIA ESEMPLARE PER TUTTI

Signore, sai meglio di me che io sto invecchiando e un giorno sarò vecchio.
Aiutami in qualche modo, a non sentirmi in dovere di dire sempre qualcosa, su ogni argomento e in qualsiasi occasione. Evitami il desiderio ardente di intromettermi negli affari altrui. Fà che il mio conversare non diventi penoso, e che l'aiuto che dò agli altri non diventi imposizione.

So bene che è un peccato non utilizzare tutto il mio bagaglio culturale: ma tu sai, Signore, quanto io desidero conservare alcuni amici. Concedimi di saper evitare, nei miei discorsi, dettagli senza fine: dammi il dono di aver capacità di arrivare subito all'essenziale.

Sigilla le mie labbra sulle mie sofferenze e sui miei dolori: queste realtà stanno aumentando, e il desiderio di esternarle diventa sempre più forte, con il trascorrere degli anni. Non sono capace di chiederti la grazia per gioire del racconto delle altrui pene: aiutami però a sopportare le mie con vera pazienza cristiana.

Vorrei chiederti una memoria migliore, dammi almeno una crescente umiltà, e una minore presunzione quando i miei ricordi sembra si scontrino con quelli degli altri.

Insegnami a comprendere la lezione, fondamentale nella vita, che anch'io posso trovarmi in errore.

Conserva ragionevolmente dolci le mie maniere: un vecchio arcigno e acido è il più bel capolavoro del demonio. D'altra parte, alle volte, Signore, quasi non desidero di essere un santo, perchè è molto arduo vivere con alcuni di essi! Fammi vedere cose belle in luoghi impensati, e talenti preziosi in persone inattese.
(sec. XVII, in un convento di Gloucester)



Di questa, su internet ne girano parecchie varianti... io l'ho scaricata dal sito www.chiesadinapoli.it quindi dovrebbe essere la più accreditata... però mi piace molto anche la versione al femminile che la vede scritta da una presunta suora inglese.
In ogni caso, ci fa pensare, e mettere in moto le rotelle del cervellino non fa mai male

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