Cara Giuliana, cara Maria....

Verso la fine di novembre, inizi di dicembre 1965, vivevo un momento magico.   Che tutti abbiamo vissuto e (credo, spero! ) pochi dimenticato.
L'attimo in cui dalla matita non escono più goffi ghirigori ma parole di senso compiuto (eh si, perché noi avevano la matita, la gomma e "lo guzzamatite", altro che Replay cancellabile!)  l'attimo in cui smetti di sillabare le lettere  due a due e inizi a leggere tutta la frase.
Il "miracolo" per me, avvenne in piazza, di sera. La prima cosa che lessi nella mia vita fu "CASSA DI RISPARMIO DELLA PROVINCIA DI MACERATA"  e fu una cosa improvvisa. Quante volte sarò andata in piazza  da sola o con i miei genitori? Eppure fu proprio quella sera, e ricordo pure quello che indossavo: la sciarpa rossa, in testa il   fazzoletto bianco morbido di lana, con il bordo a strisce azzurre  e il disegno  dei cavallini a dondolo tutto intorno.
Niente di che, eravamo andate in piazza, io e mamma, e salendo da via Mugellini, sulla sinistra, come sempre "quella" scritta illuminata che improvvisamente assume un senso.
Come descrivere l'attimo magico?
Come descrivere l'eccitazione che mi prese, quando, proseguendo nella lettura, feci mia anche l'insegna  "ALBERGO RISTORANTE CENTRALE"?
Mia madre se ne accorse  e si emozionò con me.
Quella sera, dopo cena, mio padre mi mise in mano il libro che mi stava leggendo, "Pinocchio",  il librone grosso con la copertina blu, dei Fratelli Fabbri Editori,un altro mitico must della mia generazione e mi disse che da quel momento in poi avrei potuto leggerlo da sola.
Che emozione, uscire il giorno dopo e raccontarlo a scuola alla maestra. Eh si, maestra Giuliana, e anche tu, maestra Maria! La prima mi ha insegnato a leggere, la seconda ad amare la parola scritta più di ogni altra cosa.
Maestra Maria che dalla seconda alla quinta elementare ci hai preso per mano e  che ci hai  fatto conoscere le canzoni di Mikis Theodorakis e che mi hai  sempre stimolato a scrivere racconti e poesie, proprio in questi giorni ti penso tantissimo, perché come dire, dopo l'incubo degli attentati di Parigi, le penne si sono scatenate e gli scritti si sono susseguiti, tutti contro tutti, la verità dov'è?
Tu mi hai insegnato a considerare la notizia nuda e cruda, senza orpelli. Se piove, piove, se c'è il sole, c'è il sole senza mettere altre cose intorno se non necessarie.
Quindi figurati come mi sento, quando vedo su Facebook, gente allegramente acculturata e che con la parola si guadagna il pane quotidiano, sbrodolarsi nei "mi piace" più assurdi...
Questa è una di quelle situazioni dove vorrei veramente abitare su di un'isola deserta, anzi no, peggio, uno scoglio battuto dal vento e dalle onde,  abitare nascosta e protetta in un faro, senza sapere nulla, senza conoscere nessuno. No, non ce la posso fare, quando vedo personaggi pubblici (locali e non) che mettono il loro plauso a post decisamente di fonte  poco onesta, oppure persone che invocano la libertà di opinione purché la mia opinione sia uguale alla sua. Tu, cara maestra Maria, che ci hai insegnato il contradditorio, come ho già scritto altre volte nel blog,  dividendo la classe in due e facendoci giocare "alle elezioni americane", con tanto di programma, dibattiti e naturalmente i due contendenti ( di allora) Nixon e Humphrey, hai ancora voglia di ascoltare la gente? Io no, non più per questo ho spento la televisione, per questo sono diventata molto selettiva anche alla radio, per questo la mia cerchia è sempre più ristretta. Non perché voglio essere circondata da persone che mi diano ragione, assolutamente no, ma solo perché faccio sempre più fatica a trovare degli interlocutori obiettivi.
Ti ricordi quando ci spiegasti cosa voleva dire "Per un punto, Martin perse la cappa"?
Ti ricordi quando ci spiegasti che l'istruzione è l'arma più potente e la  buona conoscenza porta alla comprensione del prossimo?
Io ho tutto qui, nella mia testa, come un film. Con me hai seminato bene. Quando scrivo ci penso venti volte e ventuno volte cancello, cerco di non farlo troppo di getto, mi ricordo le buone regole della grammatica, l'uso del corsivo, delle parentesi e delle virgolette.
Tutto vi devo, care maestre mie.
Per questo ora che siamo sui social, leggo molto, condivido poco e generalmente controllo la veridicità delle fonti.
Siamo in un'epoca dove non ci si può più fidare della carta stampata. Innanzi tutto bisognerebbe chiedersi : "Stampata da CHI ?" Di che fazione politica sei, di che colore, a cosa vuoi arrivare?
Ad uso e consumo di tutti, soprattutto per non dimenticare mai cosa porta l'uso della parola, ecco qua tratto da "Maria Luigia donna in carriera" scritto da Luca Goldoni, Rizzoli editore,  dalla pag. 132 in poi : ...un curioso documento giornalistico contrappunta le varie fasi del suo avvicinamento a Parigi, Seguire attentamente l'evoluzione dei titoli apparsi sul "Moniteur":
"L'antropofago è uscito dal suo nascondiglio"
"L'orco della Corsica è sbarcato a Golf-Juan"
"La tigre è arrivata a Jap"
"Il tiranno ha attraversato Lione"
"L'usurpatore sarebbe a 60 leghe dalla Capitale"
"Bonaparte avanza a grandi passi ma non entrerà mai a Parigi"
"Napoleone sarà domattina sotto i nostri bastioni"
"L'Imperatore è arrivato a Fontainebleau"
"Sua Maestà Imperiale ha fatto la sua entrata alle Tuileries in mezzo ai suoi fedeli sudditi"

Qui c'è voluto qualche tempo, oggi si capovolgono le opinioni nel giro di un amen!
Finché potrò, anche per onorarvi e ricordarvi, io comunque cercherò sempre di scrivere solo di quel poco che conosco, rifacendomi ad esperienze verificabili, possibilmente tentando di stare alla larga il più possibili da luoghi comuni e pregiudizi, statene certe, maestre mie!

Commenti

Post più popolari