MATTI, SIAMO DEI MATTI!
“Siamo dei matti! Noi qui stiamo benissimo, certo per chi ci vede,
parcheggiati in un posto poco panoramico, potrebbe sembrare il
contrario…peccato per quella coppia belga, non saprà mai quanto ci ha
influenzato nelle nostre scelte e di
conseguenza, nella nostra vita”
Questa era la riflessione di Claudio, all’ora di pranzo, il
29 settembre a Castelli, mentre io apparecchiavo il tavolinetto nel camper e
tiravo fuori tutte le cosine buone preparate da mia suocera per il rientro a
casa.
In effetti, sì, quanta gente incontriamo nella nostra
vita? Troppi ci sfuggono, tanti ci
sfiorano e non ci lasciano un segno, qualcuno lo frequentiamo con iniziale
entusiasmo ma magari poi non è come
pensavamo e ci si lascia anche in malo modo; su qualcuno riponiamo molte aspettative
puntualmente tradite, poche, pochissime
volte indoviniamo la comunione di animi e pensieri.
Poi ci sono i perfetti sconosciuti, che resteranno tali per
tutta la vita, ma un loro gesto, una parola, o anche il solo comportamento può
influire “pesantemente” sulla propria vita.
Guardate noi, per esempio, abbiamo inseguito un sogno.
Ho già raccontato in un altro post della nostra tragicomica
gita con le bambine (allora SOLO due!) e
come
un miraggio stanchi, sudati ed esausti, guardavamo quella coppia in camper che mangiava con piatti e bicchieri seduta al fresco del loro camper, godendosi la vista del lago. In effetti, è andata così, in quel caso non si trattava d’invidia (“sana” o no, sempre invidia è!), ma quella coppia che allora aveva la nostra età di oggi, ci ha mostrato un modo di vivere per noi impensabile quanto irraggiungibile.
E mentre i due, ignari di aver suscitato il nostro
interesse, si facevano gli affari loro dentro il camper, noi sbirciavamo
avidamente le sedute imbottite, il tavolino apparecchiato, la quotidianità di
un pasto comodo come a casa trasportato davanti a un paesaggio meraviglioso e confrontavamo
i nostri panini, il gelato spalmato amorevolmente su tutti e quattro noi, la
piccola che (giustamente) frignava perché non era il massimo tentare di dormire
accovacciata nel passeggino mentre la sorella la pizzicottava e noi col
pensiero eravamo già nel camper, nel NOSTRO CAMPER, con le bimbe fresche e pulite, beatamente addormentate nei
loro lettini mentre la brezza del lago accarezzava loro i capelli e nel frattempo io e Claudio rilassati come ai
primi tempi a due, facevamo un brindisi, guardandoci negli occhi intrecciando le braccia e bevendo l’uno dal
bicchiere dell’altro.
un miraggio stanchi, sudati ed esausti, guardavamo quella coppia in camper che mangiava con piatti e bicchieri seduta al fresco del loro camper, godendosi la vista del lago. In effetti, è andata così, in quel caso non si trattava d’invidia (“sana” o no, sempre invidia è!), ma quella coppia che allora aveva la nostra età di oggi, ci ha mostrato un modo di vivere per noi impensabile quanto irraggiungibile.
E mentre i due, ignari di aver suscitato il nostro
interesse, si facevano gli affari loro dentro il camper, noi sbirciavamo
avidamente le sedute imbottite, il tavolino apparecchiato, la quotidianità di
un pasto comodo come a casa trasportato davanti a un paesaggio meraviglioso e confrontavamo
i nostri panini, il gelato spalmato amorevolmente su tutti e quattro noi, la
piccola che (giustamente) frignava perché non era il massimo tentare di dormire
accovacciata nel passeggino mentre la sorella la pizzicottava e noi col
pensiero eravamo già nel camper, nel NOSTRO CAMPER, con le bimbe fresche e pulite, beatamente addormentate nei
loro lettini mentre la brezza del lago accarezzava loro i capelli e nel frattempo io e Claudio rilassati come ai
primi tempi a due, facevamo un brindisi, guardandoci negli occhi intrecciando le braccia e bevendo l’uno dal
bicchiere dell’altro.
Che dire? Per noi, in fondo è stato sempre così, se una cosa
ci è piaciuta, l’abbiamo sempre studiata, approfondita, e abbiamo cercato di
farla nostra. Intanto abbiamo provato a noleggiare più volte uno di quei “cosi”, orientatissimi già al
camper e non verso la roulotte, proprio perché
pur essendo più ingombrante comunque garantiva in viaggio divertimento e
tranquillità ai figli ( che col passar degli anni erano arrivati a quattro). Ogni tanto ripensavamo ai nostri sconosciuti
mentori e mentalmente gli auguravamo tutto il bene e tutto il bello del mondo
per i loro viaggi; noi dopo anni di noleggio, ci stavamo apprestando a comprare
il nostro mezzo, che nel corso degli anni ha racchiuso la vita di famiglia,
gioie, dolori, soddisfazioni e delusioni delle gare dei figli, pranzi e cene e
mega colazioni impostate sulle tipicità dei posti che visitavamo (i dolci di
Vipiteno, figli cari, quelli non ve li scorderete mai, per esempio!), insomma
una vita, anzi sei vite e qualche volta anche otto vite racchiuse e ordinate
fra dinette, gavoni, bagnetto e armadi e quando c’era qualche soldino, via a
fare una miglioria, a foderare i divanetti in alcantara, a rendere più calda e
accogliente la mansardina utilizzando fogli di sughero per le pareti….
Tutte le volte che mi capitano turisti in ufficio che mi
chiedono informazioni sul territorio perché sono di passaggio con il camper, io mi faccio in quattro e anche in
otto, in un certo senso per saldare un immaginario conto con chi
inconsciamente ci ha instradato sulla vita dell’abitar viaggiando; certo è che
sarebbe meraviglioso (quanto improbabile) incontrare di nuovo la famosa coppia che ha “generato”
inconsapevolmente dei nuovi camperisti!



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