http://www.ahmadnassri.com/labs/gaza-everywhere/
http://www.ahmadnassri.com/labs/gaza-everywhere/. Provate questa applicazione, vi cambierà la vita!
Sembra uno slogan pubblicitario foriero di chissà quali meraviglie, e in effetti a ben vedere è utilissimo a far fare della buona ginnastica ad una parte del nostro corpo, che negli ultimi anni teniamo sempre meno in esercizio e della quale ci preoccupiamo solo per imbottirla bene bene di opinioni precotte.
Usate il cervello, leggetemi con attenzione, provate anche voi questo "gioco", poi mi saprete dire le vostre impressioni se siete (ancora) persone sensibili.
Con curiosità ho scritto il nome della località dove vivo, e lì per lì ho pensato che alla fine dai, non era poi andata malissimo come territorio...avevamo un bel tratto di mare, il castello di Gradara alle spalle, pure Tavullia, dai, arrivavi un bel po' in là, eh mamma mia, su, quante storie, in fondo S.Marino appare molto più piccola nella mappa, no?
Poi ho cominciato a pensare alla mia vita di tutti i giorni e mi si è stretto lo stomaco, giuro, non scherzo. Ho pensato all'impossibilità per i miei figli di raggiungere l'università e già a quel punto mi sentivo montare una rabbia sorda; ho pensato che mio marito non avrebbe potuto più andare al lavoro, semmai, in caso di permesso per uscire dal territorio sarebbe stato alla mercé della buona volontà di chi avrebbe firmato i visti. Ho pensato di botto alla casa dei bisnonni, a quel punto, fuori dalla carta e irraggiungibile e mi sono venute le lacrime agli occhi, quelle mura amatissime, quel borgo che racchiude buona parte della storia della nostra famiglia non l'avrei più visto e avrei mantenuto come una reliquia le poche foto salvate allo scempio. E che dire del luogo dove ho vissuto da piccola? Perduto, irrimediabilmente lontanissimo.
Pensateci.
Fissate intensamente la mappa con i nuovi confini e riflettete della cose che per tutti noi sono quasi noiose tanto fanno parte della nostra quotidianità. Lavarsi a qualunque orario, decidere che cibo mangiare e conservarlo in frigo se non addirittura congelarlo, solo queste due semplici azioni, diverrebbero impossibili in caso di sospensione dell'energia elettrica o dell'erogazione dell'acqua. Cosa diventerebbe la nostra vita?
Potremmo dormire con serenità, con la sicurezza di svegliarsi senza timore, o dovremmo dormire vestiti, pronti a scappare in caso di bombe perché per chi la guerra la fa a tavolino, poco importa della mia vita e dei miei affetti, anzi io non devo avere una vita e degli affetti, io me ne devo andare e lasciare la mia casa, i miei averi, le mie speranze e le mie aspirazioni a chi ha deciso un bel giorno di circondare la mia terra ed espropriarne i beni, un confine fatto a tavolino, due righe, ed oplà, sistemata la pratica, chiudiamo il cassetto. Ma io non sono un foglio, io spingo per riaprire il cassetto e fuggire da quella cartella, voglio la mia vita, la mia casa, voglio rivedere le tombe dei miei cari, e se tu non me lo permetti io divento cattiva e tenterò in tutti modi attivi e passivi di farti resistenza. E se nel mondo quella che per me è una giusta resistenza verrà considerata vana e anzi, il martellamento di una falsa opinione pubblica mi bollerà come una cattiva persona rancorosa, non me ne importa.
Dopo dieci minuti di questo "gioco" sento tutto il peso di quella che potrebbe essere la mia esistenza come un animale in gabbia e a questo punto sto proprio singhiozzando.
Non è giusto, non si può... ma lo è e lo stanno facendo.
"La storia non ha insegnato niente" sono solo parole vuote senza senso.
Dobbiamo fare qualcosa, se non altro iniziare a capire...
Sembra uno slogan pubblicitario foriero di chissà quali meraviglie, e in effetti a ben vedere è utilissimo a far fare della buona ginnastica ad una parte del nostro corpo, che negli ultimi anni teniamo sempre meno in esercizio e della quale ci preoccupiamo solo per imbottirla bene bene di opinioni precotte.
Usate il cervello, leggetemi con attenzione, provate anche voi questo "gioco", poi mi saprete dire le vostre impressioni se siete (ancora) persone sensibili.Con curiosità ho scritto il nome della località dove vivo, e lì per lì ho pensato che alla fine dai, non era poi andata malissimo come territorio...avevamo un bel tratto di mare, il castello di Gradara alle spalle, pure Tavullia, dai, arrivavi un bel po' in là, eh mamma mia, su, quante storie, in fondo S.Marino appare molto più piccola nella mappa, no?
Poi ho cominciato a pensare alla mia vita di tutti i giorni e mi si è stretto lo stomaco, giuro, non scherzo. Ho pensato all'impossibilità per i miei figli di raggiungere l'università e già a quel punto mi sentivo montare una rabbia sorda; ho pensato che mio marito non avrebbe potuto più andare al lavoro, semmai, in caso di permesso per uscire dal territorio sarebbe stato alla mercé della buona volontà di chi avrebbe firmato i visti. Ho pensato di botto alla casa dei bisnonni, a quel punto, fuori dalla carta e irraggiungibile e mi sono venute le lacrime agli occhi, quelle mura amatissime, quel borgo che racchiude buona parte della storia della nostra famiglia non l'avrei più visto e avrei mantenuto come una reliquia le poche foto salvate allo scempio. E che dire del luogo dove ho vissuto da piccola? Perduto, irrimediabilmente lontanissimo.
Pensateci.
Fissate intensamente la mappa con i nuovi confini e riflettete della cose che per tutti noi sono quasi noiose tanto fanno parte della nostra quotidianità. Lavarsi a qualunque orario, decidere che cibo mangiare e conservarlo in frigo se non addirittura congelarlo, solo queste due semplici azioni, diverrebbero impossibili in caso di sospensione dell'energia elettrica o dell'erogazione dell'acqua. Cosa diventerebbe la nostra vita?
Potremmo dormire con serenità, con la sicurezza di svegliarsi senza timore, o dovremmo dormire vestiti, pronti a scappare in caso di bombe perché per chi la guerra la fa a tavolino, poco importa della mia vita e dei miei affetti, anzi io non devo avere una vita e degli affetti, io me ne devo andare e lasciare la mia casa, i miei averi, le mie speranze e le mie aspirazioni a chi ha deciso un bel giorno di circondare la mia terra ed espropriarne i beni, un confine fatto a tavolino, due righe, ed oplà, sistemata la pratica, chiudiamo il cassetto. Ma io non sono un foglio, io spingo per riaprire il cassetto e fuggire da quella cartella, voglio la mia vita, la mia casa, voglio rivedere le tombe dei miei cari, e se tu non me lo permetti io divento cattiva e tenterò in tutti modi attivi e passivi di farti resistenza. E se nel mondo quella che per me è una giusta resistenza verrà considerata vana e anzi, il martellamento di una falsa opinione pubblica mi bollerà come una cattiva persona rancorosa, non me ne importa.
Dopo dieci minuti di questo "gioco" sento tutto il peso di quella che potrebbe essere la mia esistenza come un animale in gabbia e a questo punto sto proprio singhiozzando.
Non è giusto, non si può... ma lo è e lo stanno facendo.
"La storia non ha insegnato niente" sono solo parole vuote senza senso.
Dobbiamo fare qualcosa, se non altro iniziare a capire...


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