Si, viaggiare!

Ci sono effettivamente molti modi di viaggiare e devo dire che lavorando in un ufficio turistico ne ho viste di ogni e di dove. Noi, in famiglia, si viaggia in camper, vuoi perche' siamo tanti, vuoi perchè quando i figli erano piccoli la soluzione camper permetteva di viaggiare e mantenere contemporaneamente i ritmi di casa; poi arriva un bel momento che i figli crescono, qualcuno spicca il volo, nel camper si sta sempre più larghi e si arriva, appunto a quest'anno, dove per la primissima volta nella storia di casa nostra, siamo andati all'estero in DUE in un camper che conta SETTE posti letto.
L'occasione ce l'ha fornita la figlia più' piccola, in occasione di una gara di pattinaggio in Slovenia (che peraltro adoriamo. Non s'è capito cosa? Eh eh eh: sia la figlia, sia lo sport, sia la Slovenia! ). Qualche problema per "ranazzare" 4 giorni di ferie in un periodo dove i permessi per noi sono un miracolo, e si parte!!!
Figlia in bus con la rappresentativa italiana, noi soli soletti, anche un po' imbarazzati per tutta questa libertà inaspettata
I primi due giorni sono stati dedicati al programma delle gare, ma successivamente abbiamo potuto fare quanto stabilito, cioè tornare al lago di Bled.
E invece no.
Chi mi conosce lo sa bene, il mio problema è avere la cotta per mio marito dopo tutti questi anni, peggio di una quindicenne, e data la mia veneranda età, non credo faccia bene alla salute farsi venire le capriole al cuore e il nodo allo stomaco tutte le volte che il losco (porello!) figuro mi passa davanti agli occhi, ma fedele al motto "il matrimonio s'inventa ogni mattina", questo è lo scotto da pagare.
Solo che io oltre a cercare di passare la vita a dimostrargli il mio affetto glielo dico anche, lui invece e' molto più serio, quadrato e riservato di me, magari non me lo dice spesso, ma il suo affetto me lo dimostra.
SEMPRE.
Cosi', visto che sono ancora in convalescenza mentale dopo la scomparsa della mamma, mi ha fatto credere che saremmo andati a Bled, e invece m'ha portato a Lipica.
Dice:"che c'entra?", Ehhh, appunto, esistono mete turistiche e mete del cuore. Lipica, appunto per me e' una meta del cuore, ricordo dei telefilm visti da piccolina, quando il mio mondo era ancora in bianco e nero, si diceva per dare importanza ad una cosa:"l'ha detto alla tivvù Ruggero Orlando", portavo la frangetta e le treccine e poiché il mio occhio sinistro era imprigionato fra lenti a contatto e cerotti vari, naturalmente, quasi per dispetto io ero innamorata di tutto ciò che è cavallo (dal dressage alla corsa furiosa in riva al mare) e del tennis. In pratica, quello che comportava scosse, sollecitazioni e traumi, cosa sconsigliatissima date le mie condizioni. Ho amato visceralmente la serie "Vacanze a Lipizza" e Claudio, come balsamo per l'anima, mi ha fatto la sorpresa di portarmi proprio li'.
Sconsiglio la località' alle cacciatrici di outlets, alle animatrici di movide, a tutti coloro che devono fare della propria vacanza, non tanto una sorta di "rigenerazione mentale" quanto una bandiera da raccontare agli amici per farsi invidiare un pochetto., A Lipica, non c'è nulla di tutto questo, cioè: si,c'e' un hotel, un casino', un magnifico campo da golf, ma altro non c'e', a parte i cavalli, le loro stalle, il loro parco, natura, silenzio e un paesaggio che solo il Carso può' proporre.
Che poi, a dire il vero, non e' andata propriamente così, siamo arrivati a Lipica quando era in corso una festa, con musica e stand gastronomici, e vi assicuro che addormentarsi in camper con Dan Ponjer che canta dal vivo ben oltre la mezzanotte è un'esperienza,ad un certo punto, quando attacca "Ederlezi" e le uniche parole che so sono "Sa o Roma dà Sa o Roma, babo babo, eeee Ederlezi, Ederlezi" mi son messa a bofonchiarle anche io mezza addormentata, sfatta dal caldo e dai ricordi.
Siamo anche tornati a Izola, e anche qui fortuna, fatalità o vai a sapere perché, siamo incappati in una serata musicale, una banda in piazza. Avevamo faticosamente raccapezzato due posti in una panca davanti ad un bar, quando ho visto tre vecchiette, una pareva mamma gli ultimi tempi, così, con l'andatura incerta e anche molto smagrita. Ci siamo alzati e le abbiamo fatte sedere, e per un attimo non eravamo più' ad Izola ma sulla "panchetta" di Sestino, ad ascoltare le facezie toscane di mamma e delle sue amiche. Non riuscivo a togliere gli occhi di dosso dalla signora che cantava a mezza voce le musiche che suonava la banda e continuavo a dire: "Guarda, Claudio, guarda come canta" e mio marito con pazienza la guardava e mi diceva:"Si vede che son canzoni popolari"
In fondo faccio come i gamberi, un passo avanti e due indietro e quando nel campeggio, il gestore che ha ancora i nostri dati sul computer mi chiede in tedesco dove sono i figli che cinque anni fa erano ad Izola con noi, io rispondo che cambiano tante cose, i figli crescono i miei genitori sono morti, e quel "meine Eltern sind gestorben" ti salta fuori da tutto il discorso e ti campeggia davanti agli occhi, l'ineluttabilità della cosa è questa, non sono in vacanza a Sestino, e noi qui in Slovenia e fra qualche giorno ci si ritrova tutti assieme, non ci sono proprio più, fine della famiglia di origine, ora si va avanti con le proprie forze.
Diciamo la verità, non abbiamo una gran voglia di rientrare a casa, cosi decidiamo di far nostra la frase trovata nella presentazione della mappa della Slovenia "Il viaggio è più importante della meta" e giriamo le spalle all'autostrada decidendo di tornare per vie sconosciute.
... Che poi sconosciute non sono, e ci rendiamo conto che il pattinaggio, i miei genitori e i viaggi sono legati indissolubilmente fra loro, perché davanti a noi si snoda tutta la litania dei luoghi: Staranzano-Pieris-Fiumicello-S.Giorgio di Nogaro e i ricordi sgomitano per avere la preminenza gli uni sugli altri e ricordiamo con affetto tutte le gare, tutte le situazioni, tutte le interminabili telefonate al cellulare che rendevano i miei genitori gonfi d'orgoglio per le prodezze dei nipoti.
Attraversiamo Chioggia ed e' una festa per gli occhi, decidiamo di fermarci sotto una pianta per fare una sacrosanta dormita, il camper pieno di prodotti sloveni, compresa la famosa (ora per noi!) Cockta, una cosa tutta slovena, non è Coca cola non è il chinotto, comunque buonissima, non c'è bisogno di cercare una trattoria, basta aprire il frigo e la vacanza sta venendo a casa con noi.
Poi alla fine arriviamo. Stanchissimi, stravolti dal caldo, ma sicuramente molto più sereni. Ho troppe cose da affrontare tutte assieme e sono sola in tutto ciò, queste giornate mi ci volevano anche perché mettere della distanza fisica fra i problemi e me, ha reso tutto più diluito. Ce la posso fare. Si, direi davvero che ce la posso fare. Stringo in mano un oggettino per me importantissimo, il logo di Lipica riprodotto in una moneta da cinque centesimi. Grazie, Claudio! Sopportami ancora con pazienza, ne sto venendo fuori


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