DALPASSO, A REGGIO EMILIA ANCORA C'E'!



Film-amarcord alla tedesca:
spiaggia, amori e bimbi persi

Si gira ai Bagni Gino. Il regista veniva al mare a Pesaro
CHIUSA AL TRAFFICO ieri mattina viale Trieste all’altezza dell’hotel Cruiser. La protezione civile era stata posizionata ai lati della strada per fermare auto e moto, mentre le biciclette potevano passare, ma con calma. E’ la stata chiesta alla città questa cortesia dalla produzione tedesca di un film, che prevedeva per ieri alcune scene ai bagni «Gino». Un centinaio di comparse (uomini e donne soprattutto pensionati, giovani coppie e bambini), fatte arrivare apposta con due corriere dall’Austria erano state posizionate in spiaggia con costumi e accessori di metà anni sessanta. L’orologio del tempo infatti era stato riportato indietro di oltre 40 anni, perché il regista del film, il tedesco Oskar Roehler, ha voluto ricreare il clima, i colori, e le situazioni di quando lui stesso veniva in vacanza a Pesaro con i genitori intorno al 1966. Nella scena girata ieri, il protagonista del film (il bambino che interpreta Roehler da piccolo) si smarriva in spiaggia perché il padre nel frattempo si era «assentato» dietro ad una ragazza. Una scena che ha portato via una mattinata intera per metterla a punto.
LA TROUPE, esclusivamente tedesca, aveva pensato davvero a tutto. Non solo ha sistemato gli ombrelloni di legno ma anche gli sdraio, le seggiole di ferro, il bar all’interno del chiosco attrezzato con semplici scaffalature bianche e una macchina del caffè da mercatino d’antiquariato. Molti pesaresi si sono accalcati ai lati dello stabilimento per vedere qualche ciak ma hanno capito davvero poco perché le scene si svolgevano a ridosso del mare. Per il titolare dei bagni, Gino Guidi, vestito col cappellino bianco d’ordinanza, i ricordi di quegli anni sono precisi: «Più dei tedeschi, a metà anni sessanta eravamo pieni di inglesi e svedesi. Sì, c’erano anche i tedeschi ma l’invasione vera era degli inglesi. Qui gli alberghi erano pieni. Ma comunque, in spiaggia gli ombrelloni avevano un ordine più preciso, qui sono tutti piantati a caso, e poi di un colore diverso, mentre i nostri erano tutti uguali e ben ordinati. Che tempi...». Per farli sembrare abbronzati, gli «attori» sono stati cosparsi di creme e pitture scurenti. Provenendo dall’Austria, erano già tutti di un pallore autunnale. Oggi la troupe si sposta a Gabicce per girare alcuni «interni» dopo averne fatti anche al «Napoleon». Il film si chiamerà «La sorgente della vita».


Ed infatti da alcuni giorni qui sono tutti in fibrillazione. E scuriosando ai bordi del set, ripensano al passato e parlano dei loro "amarcord".
Io, invece penso che dovrei farmi crescere il pelo sullo stomaco E MUNIRMI DI UN LANCIAFIAMME,altrimenti non ne vengo a capo. Praticamente non sto sgomberando la casa dei miei genitori, semplicemente ci vado a passare i pomeriggi, spostando con cautela cose, sistemandone altre, ritrovando oggetti che non c'erano manco più nei miei ricordi di bambina,tipo una bomboniera del matrimonio dei miei genitori (30 giugno 1958!) completa di confetti e due, ben due bomboniere della mia prima comunione (30 giugno 1968) complete anch'esse di tulle e confetti, nonchè ricevute di pagamento di assicurazioni, messalini in latino, tutti i portamonete e tutte le montature di occhiali usati in famiglia negli ultimi quarant'anni e nel fondo di un cassetto, dentro una scatolina di pelle marrone, il mio alter ego, la protesi oculare!
La scatolina si apre a scatto, ben imbottita e protetta da una garzina, quasi beffarda,dentro c'e' questa iride esattamente uguale a quella buona che mi fissa in modo vacuo.
La prendo in mano e mi commuovo ripensando ai numerosi viaggi in treno per andare a Reggio Emilia, in una specie di villettina bianca, a farmi controllare e misurare e provare e riprovare e ritornare e riprovare e dopo qualche mese ancora misurare, provare e riprovare questa benedetta protesi fino a che io stessa, stremata ho detto BASTA ai miei genitori, riconoscendo ed apprezzando tutti i loro sforzi (e l'assottigliamento dei loro risparmi) ma a quattordici anni ti rendi conto che l'adolescenza è spietata e già era dura affrontarla con gli occhiali a lenti scure, figuriamoci con una protesi che per quanto fosse fatta bene (e per quei tempi era avveniristica, ve lo giuro!) sarebbe stato sempre un corpo estraneo, poco mobile.
Poichè certe cose sono come imparare ad andare in bicicletta,non si dimenticano mai, mi viene automatico il gesto di inserire la protesi in loco e poi vado allo specchio.
Ciò che vedo in fondo mi piace, e quasi quasi ho il rimpianto di essermi ribellata alle cure, e mi viene pensato che invece di darmela vinta, i miei avessero ancora insistito, forse sarei esattamente quella che sono diventata nel corso degli anni, ma sicuramente mi sarei risparmiata un bel pò di battutacce e di umiliazioni, una delle più brucianti per esempio, quando venni a sapere che si diceva "sarebbe meglio che non lavorasse a contatto con il pubblico, perchè con quell'occhio spaventa la gente"
E' il mio personalissimo "amarcord",mi rivedo ribelle alla protesi perchè volevo andare in spiaggia, nuotare, andare sott'acqua senza tante preoccupazioni, avevo paura di ballare e metti che mi fosse cascata in pista, magari alla Baia degli Angeli, ihhh che figuraccia! No, no, allora meglio niente e se mi si deve apprezzare, mi si deve prendere come sono, nature, più o meno, perchè fra lenti colorate e frangetta lunga, non ero poi così coraggiosa e spavalda come volevo apparire.
Dovevano passare tanti giorni, doveva ancora arrivare Claudio che sarebbe riuscito a togliermi le lenti scure e darmi la consapevolezza e la forza che da venticinque anni provo...
Basta. Anche a questo giro non ho combinato nulla, ho solo spostato oggetti da una parte all'altra e non ho sgomberato un bel niente, ma me ne torno a casa mia con
l'entusiasmo di mostrare la protesi ai figli (la piccola s'e' spaventata un bel pò, gli altri non ne vogliono proprio sentir parlare, la protesi è tornata a dormire in un cassetto) e la curiosità di cercare su internet la piccola villetta bianca.
Incredibile, digito il cognome, ed ecco che mi appare il link, e da li mi sorride bonario un volto che credevo aver dimenticato.
E.... se ci riprovassi????

Commenti