CONSIDERAZIONI SPICCIOLE...

Non capisco, giuro, non capisco. Sto vivendo un momento che un domani sarà studiato sui libri di scuola, liquidato in tre pagine sui libri normali, mezzo paragrafo sul "Bignami" e sarà intitolato "la decadenza dell'Italia del terzo millennio"? Francamente, me lo chiedo.
Io non ho competenze in materia politica, sono solo una che legge molto, tutto e il contrario di tutto e poi cerco di fare una personalissima opinione sui fatti, senza inquinamenti di destra o di sinistra (e manco d'insù o d'ingiù)
Le cose stanno così: Bossi dice che l'Italia gli fa schifo? Che l'unica alternativa è la Padania? Cominci a girare a qualche associazione onlus il suo lauto stipendio che gli proviene da Roma Ladrona e si guadagnerà la mia stima. (E su Bossi chiudo il mio telegrafico pensiero senza manco considerare il Trota...)
Berlusconi dice che è tutta una gigantesca macchinazione a suo danno? Che non ha nulla di cui vergognarsi? Per molto meno un qualsiasi amministratore di condominio avrebbe rassegnato le dimissioni. Colpa dell'amministratore che non ha le palle per rimanere al suo posto anche se gli criticano l'operato? Perfetto. Cancellatemi dai libri Vox populi, vox dei e darò la massima considerazione alle notti insonni del nostro soggetto principale .... passate a lavorare per il bene dell'Italia
Un pensierino a Bersani? Col suo : "dimettiti-dimettiti-dimettiti" mi fa venire in mente quelle madri stremate al supermercato che continuano a dire: "fa basta, fa basta, fa basta" al figlio che continua imperterrito a fregarsene saltabeccando fra le corsie e mettendo le mani dappertutto.
Di Pietro candida il figlio e si amareggia perchè l'Idv molisano gli si rivolta contro? Poverino, perchè ce l'hanno con lui? In fondo, che ha fatto,se ha a cuore il futuro del suo rampollo?
Se le cose stanno così,per favore qualcuno abbia il coraggio di ammettere che si,saremo anche andati sulla Luna, ma siamo poi tornati alle corti feudali e alle famiglie che facevano e disfacevano.
E' stato sempre così? "Dice de si, solo che prima nun se sapeva tanto"
Vabbè, scusate, allora io sono l'ultima degli imbecilli, cresciuta nel rispetto delle istituzioni, dell'ordine costituito e dell'idea che se ognuno di noi avesse fatto bene il compito assegnato, grande o piccolo che fosse stato, ne sarebbe scaturito un beneficio per tutta la comunità.
Il guaio è che non mi ci ritrovo più, mi sento perennemente presa in giro, sul lavoro, quando vado a fare la spesa, quando tento di fare qualcosa di buono per i miei figli e mi sto agitando. E comincio a capire perchè nei film succede che il personaggio più tranquillo, quello defilato, alla fine s'incacchia, si arma e pianta un casino buttandoci dentro anche gente che non c'entrava proprio niente.
Vedo troppa gente arrabbiata, anzi no, esasperata, intorno a me, purtroppo siamo tanti, tutti arrabbiati, ma manca ancora la scintilla per far si che ci si riappropri di una coscienza pulita, che il sudore della fronte sia quello di onesto lavoro (per tutti) e non sudarella di"mamma-mia-mi-staranno-intercettando", siamo ancora dei pecoroni che basta che ci buttano a panem et circenses, ci va ancora bene così. Siamo tutti un pò dei Fantozzi che davanti al Megadirettoregalattico il quale fa credere di essere un asceta,e dice che non esiste la poltrona di pelle umana e tutti gli altri benefits, ci buttiamo con entusiasmo nell'acquario dei pesci, o per dirla alla Orwell nel suo "1984", abbiamo la stessa apertura mentale dei prolets (che non sono i proletari, rileggetevi qualcosa del libro, magari rapidamente da wikipedia e capirete cosa intendo). Io non auspico una rivoluzione di piazza, di quelle che portano sangue e distruzione, se abbiamo imparato qualcosa dalla Storia dovremmo anzi evitare a tutti i costi una situazione così dove magari potrebbe emergere una figura dittatoriale a rimettere ordine e non la finiremmo più.
Io spero fortissimamente in una rivoluzione delle coscienze, delle persone comuni che si riappropriano della propria vita e che cambiano le regole dell'economia e della finanza con la sola forza delle scelte personali. Sarebbe meraviglioso, utopistico forse, ma non impossibile. Basterebbe disobbedire alle regole, e con questo intendo anche semplicemente scegliere di comprare una cosa che serve piuttosto che una che crei status symbol, riscoprire il valore di una bella passeggiata con gli amici, piuttosto che una serata alle slot machines. Tanto più andiamo male, quanto più si moltiplicano i gratta-e-vinci e i sistemi per giocare e vincere (seeehh) rendite faraoniche. Il grandissimo giornalista e scrittore Luca Goldoni, riportava su un suo libro dove raccontava i suoi anni da corrispondente dall'estero che per capire il grado di povertà di un Paese, bastava semplicemente guardare quante lotterie ci fossero. Ci ho sempre pensato. Una volta da noi esisteva il lotto. Un'estrazione a settimana. La lotteria, quella del sei gennaio. E poi il totocalcio ogni settimana per gli irriducibili. Adesso siamo arrivati alle lotterie istantanee.
Riappropriamoci della nostra vita e dei nostri valori.
Io, nel mio piccolo ho già cominciato da un pezzo.
Per quanto ancora?


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