NON IMPORTA CIO' CHE FAI...

Un regalo inaspettato e meraviglioso può essere una mattinata come quella di ieri, aria frizzantina ma non troppo, calda quel tanto da riscaldarti senza farti sudare, perché si, ecco è giunta l’ora del mitico caffè a Rimini..
‘Mbeh, che c’è? Non mi sono spiegata? Ho riletto la frase, ha ragione tu, ho lasciato troppe cose in sospeso, adesso mi spiego.
Ogni coppia nel corso degli anni ha proprie ricorrenze e tradizioni, e sono momenti unici ed irripetibili, proprio perché sono solo di “quella” coppia e non di altre, al diavolo i-san-valentini-al-ristorante, io sono andata con Claudio a Rimini a prendere un caffè ed una pasta e ci siamo andati IN BICICLETTA.
Pare una cavolata, vero? Ma adesso ti prendo per mano e ti porto con me, anzi con noi.
Immagina una mattina di tutta tranquillità, dove la stagione è finita, il lungomare e le ciclabili non sono ingombre e noi con le nostre normalissime biciclette si parte a passo lento, affiancati, chiacchierando. Ed è un momento unico e meraviglioso, quell’andare svagati in bicicletta come se non avessimo alle spalle figli-casa-orari-da-rispettare, ma in fondo succede una volta soltanto, una volta ogni anno e in un’ora e mezzo arriviamo al porto dove c’è un bar piccolino di quelli poco pretenziosi, con i suoi tavolinetti esterni posizionati sul canale, niente di che o quasi. Si perché al suo interno smazzano colazioni e vassoi di paste superlative che mangi senza remore, tanto poi hai altri 17 km da fare in bici per tornare indietro ed il caffè è così buono e cremoso tanto che lo zucchero fa fatica a scendere in fondo alla tazzina.
Un vero momento di goduria per il palato, per gli occhi e soprattutto per la compagnia (eheheheh).
Poi, rinfrancati dal caffè, difficilmente rientriamo subito a casa, di solito si fa il giro in centro, quest’anno digressione al parco, fino al posto di lavoro di Claudio.
In fondo, pensavo, siamo fortunati, io posso vedere il mare tutte le mattine prima di entrare in ufficio, lui si gode il trascorrere delle stagioni mentre passa per la ciclabile al parco, sotto gli alberi. E poi con la bicicletta vai dove vuoi ed è una vera soddisfazione poter decidere anche all’ultimo secondo l’itinerario da seguire.
Allora pensavo al dialogo avuto con una signora qui in ufficio giorni fa, lei si lamentava che il marito voleva andare a Sharm o qualunque altro posto da poter dire al ritorno con i conoscenti: “siamo-stati-qui-e-li-visto-questo-fatto-cose” mentre invece lei molto più pratica si sarebbe accontentata anche di un weekendino sotto casa, in un centro benessere magari, ma qualcosa da fare assieme per loro e non per gli altri.
Quando le ho detto le cavolate che facciamo noi, pensavo le prendesse un colpo, ma le ho spiegato un po’ il mio punto di vista e cioè, non importa cosa fai, importa COME lo fai e soprattutto con CHI lo fai.Forse l’avrò già scritto, non ricordo (sono o non solo la segretaria ad honorem del circolo “amici di Alois Alzheimer”?) ma uno dei ricordi più belli è di una sera prima di una gara di pattinaggio, camper parcheggiato, figli addormentati e note di una musica romagnola in lontananza. Mettersi a ballare davanti al camper è stato facile e io mi sentivo felice e contenta e veramente appagata; altro che la principessa Sissi alla corte di Vienna!


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