C'est l'amour, l'amore, L'AMMMORE ! L'importante è l'amore

Oh, allora come la mettiamo? Qui parlano tutti della famiglia, chi ce l'ha, chi non ce l'ha, chi la vorrebbe avere, chi l'ha  perduta.
Soprattutto se ne parla come sempre all'italica maniera : "sei PRO o CONTRO le unioni omosessuali?"
Ormai, chi mi conosce, quando mi incontra la mattina per strada potrebbe dirmi : "Buongiorno, con chi ce l'hai stamattina?" 
Perché questo senso d'insofferenza verso le persone non riesco a nasconderlo più...  e questo particolare momento mi riporta indietro agli anni settanta,  all'introduzione del divorzio in Italia. Io ero una ragazzetta che non si filava tanto la politica, ma avendo genitori che amavano leggere i quotidiani per poi discuterne a tavola, qualche cosa recepivo anche io. 
La mia era una famiglia tradizionale, ipercattolica, (più babbo che mamma, comunque ...) sotto un certo punto di vista,  tutti davano per scontato l'idea che  i miei genitori potevano avere sul voto da dare al referendum sul divorzio e invece, oppla là, mio padre era pro, mia madre contro. 
Mio padre era favorevole all'introduzione del divorzio in Italia perchè era una questione di coscienza, non era detto che se ci fosse stato, tutti  i matrimonio si sarebbero automaticamente sciolti; mamma invece temeva che senza un vincolo "obbligatorio e sempiterno" molte donne, soprattutto le casalinghe, avrebbero dovuto sopportare la parte più dura.
A tavola era una micro "tribuna politica", più si avvicinava il momento, più si moltiplicavano i battibecchi. E io mi divertivo.
Un manifesto mi aveva colpito molto: c'era una donna, di mezza età,  vestita in maniera dimessa, le braccia allargate, la borsa della spesa sul braccio e lo slogan che diceva: "Ho lavorato una vita con mio marito e adesso lui mi caccia e a me cosa resta? Niente! NIENTE!" 
Intuivo, fatalmente che il discorso si stava spostando, qui l'amore non c'entrava più nulla, la famiglia, era un pò il capro espiatorio di tutti, alla fine, sia i favorevoli che i contrari  utilizzavano questo referendum spostando l'attenzione dal bene della  famiglia alle interpretazioni politiche, così, riassumendo se  votavi DC, fatalmente eri contro il divorzio, se eri PCI eri favorevole, non parliamo dei RADICALI, che quelli nell'immaginario  erano per l'harem !
 Cominciavo ad approfondire leggendo i quotidiani anche io, avidamente, e scoprii che la legge sul divorzio c'era già, il referendum era stato indetto per "rendere partecipi col voto, anche  noi dei piani bassi..."
E adesso la storia si ripete: famiglia classica babbo, mamma, bambino? Famiglia separata con genitori "riaccompagnati" e magari  dei fratellastri o sorellastre che fa tanto matrigna di Cenerentola? Due mamme, due babbi? Un babbo solo? Una mamma sola?  
 (Tra parentesi, possibile che nella nostra bella lingua che riesce con dei giri da funambolo a trovare definizioni come "personale non docente, operatore ecologico" et similaria, non esista un qualcosa di meno aggressivo e tetro di "sorellastra, fratellastro, patrigno e matrigna? E non mi tirate fuori  "figli di primo/secondo letto" perchè quella è ancor più squallida)
Io la penso come allora pensava mio padre, posso essere o non essere d'accordo, ma  vivendo in un paese che si reputa democratico,  devo accettare che ci possano essere altre realtà da quelle storicamente consolidate e ci vuole l'intelligenza e la propria coscienza per fare scelte personali, d'affetto e non imposte
Un pò, come stare in una biblioteca molto fornita... Ci sono tantissimi libri da scegliere ed ognuno sceglie di leggere quello che più gli piace. E lo legge silenziosamente seduto accanto ad un altro lettore che sta silenziosamente leggendo un'altro libro che non deve essere necessariamente una copia di quello che stai leggendo tu.
Quando io, da adolescente, stretta in un ruolo che non mi piaceva, una volta per fargli dispetto  dissi a mio padre che avrei preferito essere la sorella  di una conoscente,  figlia di una persona che ai miei occhi pareva  senza problemi di sorta, mio padre mi disse molto serenamente : - "Tu non sai cosa c'è dietro una porta chiusa!"
In effetti è così, ora a distanza di quarant'anni capisco  quanto  perbenismo, luoghi comuni  si nascondono dietro una facciata  che è solo ad uso e consumo di chi guarda.
Figuriamoci se dopo dette premesse io abbia voglia di schierarmi pro o contro le unioni civili... 

Ho un'idea, certamente, ma influenzata non tanto dalla leggi della politica quanto  dall'amore e il rispetto fra le persone. 

Semmai proporrei a certi personaggi agèes che  tanto si sbattono e fremono per convincere della bontà della loro idea, di fare un passo indietro, ricordarsi come si diceva nel 1970 quando venne approvato il divorzio in Italia e qualche anno più tardi quando si votò il referendum abrogativo. 
Stessi discorsi, stessi scenari truculenti.... 
Oh, quanta noia.....



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