DI GETTO.....
Se fosse, non chiedo di poter vivere una vita diversa.
Perché a questa che mi è stata data mi sono adattata,
con tutti i suoi problemi,
le abbondanti lacrime,
le gioie della famiglia.
Va bene così.
Ma se mi fosse data la possibilità di scegliere,
vorrei tornare su questa terra ed essere una pietra.
Vorrei essere una pietra di Porta Marina,
oppure di Porta Galiziano.
Una pietra di una casa di via Mugellini,
su lo Comune
oppure parte della Collegiata.
Tutto mi va bene, purché io possa stare sempre qui.
Vorrei essere una pietra lavata dalla pioggia,
vorrei poter essere scaldata dal primo sole in estate
vorrei essere il rifugio di due innamorati che si baciano al buio
e che progettano una vita insieme.
Qui, senza andare via, solleticata da una piccola lucertola,
sentire le manine di una bimba che strappa la parietaria e si attacca le foglie alla maglia, formando un fiore verde.
Vorrei amplificare voci
che parlano il dialetto tanto amato,
sussultare al passaggio dei carri della festa
commuoversi durante le processioni
gioire col presepio vivente.
Essere una pietra e sentirsi il peso degli anni e della storia,
accetterei anche d’essere incisa, con le iniziali di persone che suggellarono una promessa
e poi tanti anni dopo, sentirsi accarezzare quei tratti da mani rugose
ma col cuore gonfio d’amore come il giorno che intrecciarono i loro nomi.
Vorrei essere una pietra.
E non andarmene mai più.



Commenti
Posta un commento