DEL PERCHE' (e del percome) ABBIAMO BISOGNO DI RITROVARCI NEL PASSATO...
La prendo un po' alla larga... ero con i figli piccoli (ancora solo tre!) una ventina di anni fa ad una "Festa della Trebbiatura" perché volevamo fotografare il maschietto seduto al posto di guida di un trattore d'epoca e arrivammo proprio nel culmine dei lavori. La polvere nel campo, l'allegria palpabile degli uomini che con i forconi sollevavano le spighe dal pagliaio, le donne che portavano da bere, insomma, una cosa che ti faceva rimpiangere "il-buon-tempo-che-fu".
Un conoscente si avvicinò per salutarci e fare un complimento ai bambini, poi si mise a raccontarci della sua infanzia, delle trebbiature che aveva vissuto DAVVERO, con gli uomini che si scambiavano i favori, oggi tutti da te, poi tutti da me, poi ancora tutti a trebbiare dall'altro vicino e ad un certo punto, indicando gli uomini che nella rievocazione si stavano dando da fare gettando sul pianale della trebbiatrice i covoni, mi disse : "Va là, che oggi si divertono perché è finita, se dovessero tornare sui campi come quella volta, non credo sarebbero tanto felici, a quei tempi mangiavi pane e miseria e bevevi acqua e aceto, altro che il Sangiovese di oggi pomeriggio!"
La frase mi colpì al punto tale da ricordarmela con precisione dopo tutto questo tempo, e proprio ieri se ne ragionava fra di noi proprio in vista dell'evento dell'estate gabiccese, il #DiscoDiva #GabicceMonte #DiscoDivaGabicce .
Sarà bellissimo, davvero, non vedo l'ora di rivivere quel tempo, ma IN EFFETTI, PERCHE', visto che all'atto pratico sono stati anni terribili?
Si fa presto a dire "Anni '70", fermiamoci un attimo a ragionare! Intanto cominciamo a ricordare "l'austerity", con le automobili che giravano a targhe alterne, le domeniche a piedi, coi pattini, a cavallo; la gente si infuriava, ma alla fine, visto che i motori non andavano a pipì, ci si adeguava trovando le soluzioni più fantasiose che puntualmente vedevi al telegiornale della sera e sui quotidiani del lunedì. A metà degli anni Settanta vivemmo la più grave crisi della lira dal dopoguerra e
si parlava di inflazione galoppante, noi ridevamo per un termine, che ci faceva tanto "cavallo della pubblicità del bagnoschiuma Vidal" (per i più giovani, chiedete ai vostri genitori o ai nonni!) ma ad un certo punto sparirono pure gli spiccioli in metallo, sostituiti dai miniassegni in carta ( e anche qui, sempre per i più giovani, è gradito l'apporto dei "vecchi" di casa!).
Girava la voce che non era in realtà crisi monetaria bensì tutta colpa degli svizzeri (o dei giapponesi) che si fregavano il metallo per i tondelli degli orologi, comunque nelle tasche degli italiani a quei tempi trovavi oltre a qualche miniassegno mezzo rovinato, anche le terribili caramelle che davano di resto nei negozi "per far conto pari". Era finita la guerra del Vietnam nel 1975 e con quelli della mia generazione che erano cresciuti tutti i giorni con le notizie scandite dal telegiornale in bianco e nero, ci guardammo un po' smarriti, "di che cosa parleranno adesso?". Non rimanemmo orfani di argomenti, no no, era iniziata la stagione del terrorismo in Italia, le stragi impunite, i giornalisti gambizzati, gli espropri proletari, gli indiani metropolitani, l'affaire Moro, la P38, le sigle (che non erano quelle delle targhe) dei gruppi che rivendicavano gli attentati, br, nap, nar, udcc, ne ho scordata qualcuna? Perché in fondo QUELLO era il momento storico, poi c'era la vita personale, il liceo linguistico, le interrogazioni, le gite, la voglia e la paura di crescere e vedere il mondo. Insomma, non un gran periodo a ben vedere, esattamente come adesso, ma c'era un qualcosa che adesso abbiamo perso. Nonostante tutto ancora si rideva, anche se era finito il boom economico, anche se i soldi non bastavano, anche se c'era incertezza politica, avevamo voglia di ridere, sperimentare, trovare altre strade, trovare spazi nelle radio e nelle televisioni libere, realtà locali che ci rappresentavano, avevamo voglia di reagire (che poi uno reagiva buttandosi nella droga, nella lotta armata, nella politica o nella religione, ahò, quello era un problema suo) comunque allora, a differenza di adesso non avevamo un grado di sfiducia così totale verso tutto e verso tutti.
POI QUI in ogni caso la location aiutava!
D'estate qui a Gabicce Mare c'era di tutto, non si dormiva mai, si lavorava di giorno e si viveva la notte ognuno a modo suo, io ero un elastico che tentava di strapparsi da casa, ma tira tira, poi avevo gli orari ferrei dettati da un padre in divisa e una madre che la divisa non la indossava, ma ce l'aveva inside e questo elastico, tàn, si tirava e tornava indietro.
Frequentavo assiduamente (ovvero tutte le volte che riuscivo a tirare l'elastico!) la discoteca più famosa e trasgressiva d'Europa e questo poteva sembrare un controsenso agli occhi di chi mi vedeva così drasticamente legata alle regole familiari, e devo dire che certe cose le ho sapute proprio da adulta, negli ultimi anni di vita dei miei genitori e sono stata contenta che ci siamo lasciati avendo chiarito tra di noi anche la più piccola ombra, visto che da adolescente ce ne sono state veramente tante....
Ormai siamo prossimi all'evento e non vedo l'ora di ritrovare i miei anni settanta per tre lunghi giorni, sarò felicissima di viverli, anche perché dopo quelli ci sono stati gli anni ottanta, i novanta il duemila e ogni anno l'ho vissuto intensamente e in ogni anno ci son state gioie e dolori, e alla fine dell'evento non sarò nostalgica, perché in fondo rientrerò nei miei panni di donna matura, moglie e mamma felice e se sono quello che sono adesso è anche perché ho transitato indenne allora quel terribile-bellissimo decennio.
Comunque non potrei mai fossilizzarmi in un determinato periodo; a quei tempi c'era gente che davvero viveva solo per il sabato sera e l'uscita in discoteca. Arrivare a Gabicce Mare era un mito che per chi poteva, raggiungevano in treno, in autostop, in infornate di macchinate pazzesche, pure in Vespa anche da molto lontano.
Francamente non vorrei rivivere in toto gli anni '70. Metti per esempio i compiti in classe. Facciamo l'ipotesi: se io potessi rivivere quelli di matematica con l'esperienza di adesso, come li vivrei? Esattamente come allora: un incubo!
Ma l'evento di Gabicce Mare non me lo perderò; parteciperò soprattutto con lo spirito di ritrovare e condividere con tutti quelli che ci saranno, il sorriso, l'entusiasmo e quella voglia di "buttare all'aria il mondo" che ci manca in questo terzo lustro del nuovo millennio. Ci vediamo tutti qui, dai!
Un conoscente si avvicinò per salutarci e fare un complimento ai bambini, poi si mise a raccontarci della sua infanzia, delle trebbiature che aveva vissuto DAVVERO, con gli uomini che si scambiavano i favori, oggi tutti da te, poi tutti da me, poi ancora tutti a trebbiare dall'altro vicino e ad un certo punto, indicando gli uomini che nella rievocazione si stavano dando da fare gettando sul pianale della trebbiatrice i covoni, mi disse : "Va là, che oggi si divertono perché è finita, se dovessero tornare sui campi come quella volta, non credo sarebbero tanto felici, a quei tempi mangiavi pane e miseria e bevevi acqua e aceto, altro che il Sangiovese di oggi pomeriggio!"
La frase mi colpì al punto tale da ricordarmela con precisione dopo tutto questo tempo, e proprio ieri se ne ragionava fra di noi proprio in vista dell'evento dell'estate gabiccese, il #DiscoDiva #GabicceMonte #DiscoDivaGabicce .
Sarà bellissimo, davvero, non vedo l'ora di rivivere quel tempo, ma IN EFFETTI, PERCHE', visto che all'atto pratico sono stati anni terribili?
Si fa presto a dire "Anni '70", fermiamoci un attimo a ragionare! Intanto cominciamo a ricordare "l'austerity", con le automobili che giravano a targhe alterne, le domeniche a piedi, coi pattini, a cavallo; la gente si infuriava, ma alla fine, visto che i motori non andavano a pipì, ci si adeguava trovando le soluzioni più fantasiose che puntualmente vedevi al telegiornale della sera e sui quotidiani del lunedì. A metà degli anni Settanta vivemmo la più grave crisi della lira dal dopoguerra e
si parlava di inflazione galoppante, noi ridevamo per un termine, che ci faceva tanto "cavallo della pubblicità del bagnoschiuma Vidal" (per i più giovani, chiedete ai vostri genitori o ai nonni!) ma ad un certo punto sparirono pure gli spiccioli in metallo, sostituiti dai miniassegni in carta ( e anche qui, sempre per i più giovani, è gradito l'apporto dei "vecchi" di casa!).
Girava la voce che non era in realtà crisi monetaria bensì tutta colpa degli svizzeri (o dei giapponesi) che si fregavano il metallo per i tondelli degli orologi, comunque nelle tasche degli italiani a quei tempi trovavi oltre a qualche miniassegno mezzo rovinato, anche le terribili caramelle che davano di resto nei negozi "per far conto pari". Era finita la guerra del Vietnam nel 1975 e con quelli della mia generazione che erano cresciuti tutti i giorni con le notizie scandite dal telegiornale in bianco e nero, ci guardammo un po' smarriti, "di che cosa parleranno adesso?". Non rimanemmo orfani di argomenti, no no, era iniziata la stagione del terrorismo in Italia, le stragi impunite, i giornalisti gambizzati, gli espropri proletari, gli indiani metropolitani, l'affaire Moro, la P38, le sigle (che non erano quelle delle targhe) dei gruppi che rivendicavano gli attentati, br, nap, nar, udcc, ne ho scordata qualcuna? Perché in fondo QUELLO era il momento storico, poi c'era la vita personale, il liceo linguistico, le interrogazioni, le gite, la voglia e la paura di crescere e vedere il mondo. Insomma, non un gran periodo a ben vedere, esattamente come adesso, ma c'era un qualcosa che adesso abbiamo perso. Nonostante tutto ancora si rideva, anche se era finito il boom economico, anche se i soldi non bastavano, anche se c'era incertezza politica, avevamo voglia di ridere, sperimentare, trovare altre strade, trovare spazi nelle radio e nelle televisioni libere, realtà locali che ci rappresentavano, avevamo voglia di reagire (che poi uno reagiva buttandosi nella droga, nella lotta armata, nella politica o nella religione, ahò, quello era un problema suo) comunque allora, a differenza di adesso non avevamo un grado di sfiducia così totale verso tutto e verso tutti.
POI QUI in ogni caso la location aiutava!
D'estate qui a Gabicce Mare c'era di tutto, non si dormiva mai, si lavorava di giorno e si viveva la notte ognuno a modo suo, io ero un elastico che tentava di strapparsi da casa, ma tira tira, poi avevo gli orari ferrei dettati da un padre in divisa e una madre che la divisa non la indossava, ma ce l'aveva inside e questo elastico, tàn, si tirava e tornava indietro.
Frequentavo assiduamente (ovvero tutte le volte che riuscivo a tirare l'elastico!) la discoteca più famosa e trasgressiva d'Europa e questo poteva sembrare un controsenso agli occhi di chi mi vedeva così drasticamente legata alle regole familiari, e devo dire che certe cose le ho sapute proprio da adulta, negli ultimi anni di vita dei miei genitori e sono stata contenta che ci siamo lasciati avendo chiarito tra di noi anche la più piccola ombra, visto che da adolescente ce ne sono state veramente tante....
Ormai siamo prossimi all'evento e non vedo l'ora di ritrovare i miei anni settanta per tre lunghi giorni, sarò felicissima di viverli, anche perché dopo quelli ci sono stati gli anni ottanta, i novanta il duemila e ogni anno l'ho vissuto intensamente e in ogni anno ci son state gioie e dolori, e alla fine dell'evento non sarò nostalgica, perché in fondo rientrerò nei miei panni di donna matura, moglie e mamma felice e se sono quello che sono adesso è anche perché ho transitato indenne allora quel terribile-bellissimo decennio.
Comunque non potrei mai fossilizzarmi in un determinato periodo; a quei tempi c'era gente che davvero viveva solo per il sabato sera e l'uscita in discoteca. Arrivare a Gabicce Mare era un mito che per chi poteva, raggiungevano in treno, in autostop, in infornate di macchinate pazzesche, pure in Vespa anche da molto lontano.
Francamente non vorrei rivivere in toto gli anni '70. Metti per esempio i compiti in classe. Facciamo l'ipotesi: se io potessi rivivere quelli di matematica con l'esperienza di adesso, come li vivrei? Esattamente come allora: un incubo!
Ma l'evento di Gabicce Mare non me lo perderò; parteciperò soprattutto con lo spirito di ritrovare e condividere con tutti quelli che ci saranno, il sorriso, l'entusiasmo e quella voglia di "buttare all'aria il mondo" che ci manca in questo terzo lustro del nuovo millennio. Ci vediamo tutti qui, dai!





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