http://it.wikipedia.org/wiki/Merda
Questa mattina, non so da che parte incominciare. Anzi no, lo so, ma mi viene da ridere solo al pensiero di quello che vi pubblicherò. Parliamo di schifezza, lordume, sporcizia,sudiciume,deiezioni, insomma la classica PUPU'.
Ultimamente è diventato l'argomento principe nel mio vissuto quotidiano. Sulle pagine de "Il Resto del Carlino" cronaca di Pesaro, siamo stati assurti agli onori della cronaca per un episodio "di merda" successo in chiesa: "Pesaro, 13 gennaio 2014 - VA BENE che le omelie domenicali vanno rese interessanti per tenere desta l’attenzione, ma quella di ieri di padre Jacob Eusebiu della parrocchia di Gabicce Mare è stata insopportabile per molti fedeli, tanto da spingerli alla fuga immediata. E’ successo che il religioso, di nazionalità rumena, ha incaricato il chierichetto di leggere un foglietto con delle frasi «forti» come merda, che diventa prodotto organico.
DOVEVA essere forse un modo originale per dire che nulla si distrugge ma tutto si trasforma, ma i genitori del chierichetto sono scattati dalla panca andando a prendere il bambino per portarlo fuori immediatamente dal luogo sacro. Altri fedeli hanno protestato energicamente. Il frate, poco prima del patatrac, aveva preso un cestino contenente due fogli che ha consegnato ai due chierichetti presenti. Uno di loro ha dovuto pronunciare a voce alta, come gli aveva chiesto il frate, la parola incriminata, mentre l’altro bambino ha letto la più innocua “merendina”. La sollevazione a quel punto é stata unanime, alcuni hanno lasciato la chiesa, altri hanno ripreso il frate durante la celebrazione della messa. Interpellato padre Jacob Eusebiu ha detto che intende scuotere i parrocchiani, perché Gesù lo aveva già fatto nel tempio.
GIOVEDI’ scorso, due frati della parrocchia hanno girato per negozi e per il mercato settimanale per raccogliere fondi per un parrocchiano albanese che ha ricevuto lo sfratto di casa. Dopo la messa di ieri, molti parrocchiani hanno scritto o commenti duri sui social network ma anche in paese non si parlava d’altro. Il post su facebook di Pierangelo Boga diceva: «Ok, è ufficiale. La chiesa di Gabicce Mare ha seri problemi e non solo nei frati. La messa di questa mattina è stata una orazione veramente poco degna da parte di chi l’ha tenuta ma anche da parte di chi l’ha assecondata. In un periodo come questo dove molti cercano conforto nella parola del Signore la chiesa e i suoi ministri non sono in grado di offrire neanche questo conforto di speranza. Che tristezza!!!»."
Apri i social e nei gruppi locali e nazionali ti ritrovi inondato di notizie riguardo le deiezioni dei cani che non vengono raccolte e allora bisognerebbe fargli questo e quello e ai padroni mangiarsela e via altre amenità del genere.
L'Italia sta andando a rotoli e (quasi) tutti saltiamo le pagine della politica senza manco fare più commenti perchè è proprio in quei palazzi che "la merda più la giri, più puzza e più prende vigore". E io, ieri sera, complice la bellissima occasione che ci ha riuniti tutti intorno allo stesso desco, oggi come allora e speriamo anche il prossimo anno e per molti anni a venire, ho chiuso la sfacchinante serata in rilassata rassegna stampa leggendo questo articolo: "Un’ordinanza sindacale che obbliga i proprietari a sottoporre i propri cani al prelievo di sangue per l’esame del Dna, con la finalità di porre fine all’abbandono degli escrementi per le strade e proteggere la cittadinanza da rischi sanitari. È l’esperimento lanciato dal Comune di Napoli, che obbliga inoltre i proprietari a iscrivere il cane all’anagrafe canina, come previsto dalla legge. Si parte dalla V municipalità Vomero-Arenella, dove in base a un’indagine condotta dall’Asl Na1 e dall’università Federico II risulta essere maggiore la concentrazione di cani di proprietà e quindi più elevato il fenomeno di imbrattamento delle strade. Il piano sarà poi esteso a tutta la città e chi non si atterrà a quanto previsto dall’ordinanza sarà punito con una sanzione amministrativa che andrà da 25,82 a 154,94 euro. Alla polizia municipale, agli organi di polizia competenti e ai tecnici di igiene delle Asl è demandato il compito di controllare l’osservanza del provvedimento. (Fonte: Agi)"
E poi me ne sono andata a dormire.
Serena.
Allegra.
Soddisfatta.
E manco tanto appesantita perchè avevo cucinato a parte, per me.
Però poi ho sognato che nonostante le problematiche incombenti del nostro Paese, tutto era passato in secondo piano, i suicidi dei senza lavoro, la gente che veniva sfrattata, i giovani precari, addirittura il mondo dello sport, dei contratti megamultimiliardari, dell'effimero televisivo, delle soubrette che si accompagnano con i Prominenten del momento. Tutto, dico, tutto in secondo piano. Si parlava oramai solo delle deiezioni degli animali.
Arrivarono trasmissioni di cucina che illustravano quali cibi somministrare ai nostri animali da compagnia per evitare di fare cacche troppo puzzose. Ormai i personaggi pubblici presenziavano in televisione, spiegando con aria cattedratica come avevano risolto il problema della cacca animale. Intanto le tasse aumentavano, la gente continuava a morire, ma eravamo tutti talmente lobotomizzati che avremmo creduto senza problemi a qualunque panzana ci fosse stata propinata, l'importante era salvaguardare il mondo dalla popò!
A Napoli, montò la rivolta. Ma mica quella urlata nelle piazze, no, Innanzi tutto, sparirono i cani dalle strade. Spariti gli animali, sparito il problema? No, i padroni insegnarono ai loro pelosi a farla in casa, organizzandogli un ambiente ad hoc. La cacca veniva poi raccolta in contenitori e spedita in busta anonima direttamente vuoi alla camera, vuoi al senato, vuoi a questo o quel politico che in quei giorni era magari sull'onda delle cronache.
Ma non partiva solo da Napoli. Le notizie, criptate, volavano sul web, e a Roma ben presto si trovarono impossibilitati a smaltire tutta la merda che stava arrivando per posta o tramite corriere da ogni angolo più remoto d'Italia. La stampa estera ci andava a nozze e pubblicava articoli su articoli corredati da foto degli addetti all'apertura e allo smaltimento delle buste. Fatte così bene, che bisognava aprirle per forza, perchè i primi tempi dopo aver visto che nel mucchio erano finite gettate (e perse) anche importanti missive, gli addetti dei rami del parlamento, i portaborse, perfino "i nani e le ballerine"d'antica memoria dovevano per legge vagliare ogni singola busta, ogni singolo pacco. Per tutto il mondo, ormai, eravamo diventati UN VERO PAESE DI MERDA.
Stamattina mi sono svegliata che ancora ridevo.
Buon fine settimana a tutti!
Ultimamente è diventato l'argomento principe nel mio vissuto quotidiano. Sulle pagine de "Il Resto del Carlino" cronaca di Pesaro, siamo stati assurti agli onori della cronaca per un episodio "di merda" successo in chiesa: "Pesaro, 13 gennaio 2014 - VA BENE che le omelie domenicali vanno rese interessanti per tenere desta l’attenzione, ma quella di ieri di padre Jacob Eusebiu della parrocchia di Gabicce Mare è stata insopportabile per molti fedeli, tanto da spingerli alla fuga immediata. E’ successo che il religioso, di nazionalità rumena, ha incaricato il chierichetto di leggere un foglietto con delle frasi «forti» come merda, che diventa prodotto organico.
DOVEVA essere forse un modo originale per dire che nulla si distrugge ma tutto si trasforma, ma i genitori del chierichetto sono scattati dalla panca andando a prendere il bambino per portarlo fuori immediatamente dal luogo sacro. Altri fedeli hanno protestato energicamente. Il frate, poco prima del patatrac, aveva preso un cestino contenente due fogli che ha consegnato ai due chierichetti presenti. Uno di loro ha dovuto pronunciare a voce alta, come gli aveva chiesto il frate, la parola incriminata, mentre l’altro bambino ha letto la più innocua “merendina”. La sollevazione a quel punto é stata unanime, alcuni hanno lasciato la chiesa, altri hanno ripreso il frate durante la celebrazione della messa. Interpellato padre Jacob Eusebiu ha detto che intende scuotere i parrocchiani, perché Gesù lo aveva già fatto nel tempio.
GIOVEDI’ scorso, due frati della parrocchia hanno girato per negozi e per il mercato settimanale per raccogliere fondi per un parrocchiano albanese che ha ricevuto lo sfratto di casa. Dopo la messa di ieri, molti parrocchiani hanno scritto o commenti duri sui social network ma anche in paese non si parlava d’altro. Il post su facebook di Pierangelo Boga diceva: «Ok, è ufficiale. La chiesa di Gabicce Mare ha seri problemi e non solo nei frati. La messa di questa mattina è stata una orazione veramente poco degna da parte di chi l’ha tenuta ma anche da parte di chi l’ha assecondata. In un periodo come questo dove molti cercano conforto nella parola del Signore la chiesa e i suoi ministri non sono in grado di offrire neanche questo conforto di speranza. Che tristezza!!!»."
Apri i social e nei gruppi locali e nazionali ti ritrovi inondato di notizie riguardo le deiezioni dei cani che non vengono raccolte e allora bisognerebbe fargli questo e quello e ai padroni mangiarsela e via altre amenità del genere.L'Italia sta andando a rotoli e (quasi) tutti saltiamo le pagine della politica senza manco fare più commenti perchè è proprio in quei palazzi che "la merda più la giri, più puzza e più prende vigore". E io, ieri sera, complice la bellissima occasione che ci ha riuniti tutti intorno allo stesso desco, oggi come allora e speriamo anche il prossimo anno e per molti anni a venire, ho chiuso la sfacchinante serata in rilassata rassegna stampa leggendo questo articolo: "Un’ordinanza sindacale che obbliga i proprietari a sottoporre i propri cani al prelievo di sangue per l’esame del Dna, con la finalità di porre fine all’abbandono degli escrementi per le strade e proteggere la cittadinanza da rischi sanitari. È l’esperimento lanciato dal Comune di Napoli, che obbliga inoltre i proprietari a iscrivere il cane all’anagrafe canina, come previsto dalla legge. Si parte dalla V municipalità Vomero-Arenella, dove in base a un’indagine condotta dall’Asl Na1 e dall’università Federico II risulta essere maggiore la concentrazione di cani di proprietà e quindi più elevato il fenomeno di imbrattamento delle strade. Il piano sarà poi esteso a tutta la città e chi non si atterrà a quanto previsto dall’ordinanza sarà punito con una sanzione amministrativa che andrà da 25,82 a 154,94 euro. Alla polizia municipale, agli organi di polizia competenti e ai tecnici di igiene delle Asl è demandato il compito di controllare l’osservanza del provvedimento. (Fonte: Agi)"
E poi me ne sono andata a dormire.
Serena.
Allegra.
Soddisfatta.
E manco tanto appesantita perchè avevo cucinato a parte, per me.
Però poi ho sognato che nonostante le problematiche incombenti del nostro Paese, tutto era passato in secondo piano, i suicidi dei senza lavoro, la gente che veniva sfrattata, i giovani precari, addirittura il mondo dello sport, dei contratti megamultimiliardari, dell'effimero televisivo, delle soubrette che si accompagnano con i Prominenten del momento. Tutto, dico, tutto in secondo piano. Si parlava oramai solo delle deiezioni degli animali.
Arrivarono trasmissioni di cucina che illustravano quali cibi somministrare ai nostri animali da compagnia per evitare di fare cacche troppo puzzose. Ormai i personaggi pubblici presenziavano in televisione, spiegando con aria cattedratica come avevano risolto il problema della cacca animale. Intanto le tasse aumentavano, la gente continuava a morire, ma eravamo tutti talmente lobotomizzati che avremmo creduto senza problemi a qualunque panzana ci fosse stata propinata, l'importante era salvaguardare il mondo dalla popò!
A Napoli, montò la rivolta. Ma mica quella urlata nelle piazze, no, Innanzi tutto, sparirono i cani dalle strade. Spariti gli animali, sparito il problema? No, i padroni insegnarono ai loro pelosi a farla in casa, organizzandogli un ambiente ad hoc. La cacca veniva poi raccolta in contenitori e spedita in busta anonima direttamente vuoi alla camera, vuoi al senato, vuoi a questo o quel politico che in quei giorni era magari sull'onda delle cronache.
Ma non partiva solo da Napoli. Le notizie, criptate, volavano sul web, e a Roma ben presto si trovarono impossibilitati a smaltire tutta la merda che stava arrivando per posta o tramite corriere da ogni angolo più remoto d'Italia. La stampa estera ci andava a nozze e pubblicava articoli su articoli corredati da foto degli addetti all'apertura e allo smaltimento delle buste. Fatte così bene, che bisognava aprirle per forza, perchè i primi tempi dopo aver visto che nel mucchio erano finite gettate (e perse) anche importanti missive, gli addetti dei rami del parlamento, i portaborse, perfino "i nani e le ballerine"d'antica memoria dovevano per legge vagliare ogni singola busta, ogni singolo pacco. Per tutto il mondo, ormai, eravamo diventati UN VERO PAESE DI MERDA.
Stamattina mi sono svegliata che ancora ridevo.
Buon fine settimana a tutti!


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