LETTERA APERTA AI TURISTI DEL FERRAGOSTO 2013
Carissimi (ossignur, sembro S.Paolo, ma come attacco questa
lettera se non così? Mica posso scrivere : “ah belli”, oppure “pregiatissimi”!)
Allora, come tutti gli anni siamo arrivati alla vigilia del
Ferragosto e siete tutti incarogniti perché vi ho visto arrivare a frotte,
tutti con lo stesso ragionamento : “C’è la crisi, i posti negli alberghi ci saranno senza problemi” .
E invece no, non è
così, perché avete scordato un piccolissimo particolare, SIAMO ITALIANI e da
bravi italiani, lesti a mugugnare ma scarsi ad agire (perché ormai abbiamo
perso voglia e fiducia, ormai facciamo
fatica ad infiammarci anche per le prodezze sportive, disincantati, tempo pochi
mesi, verranno fuori storie di combine a
tavolino o dopaggi vari), L’UNICA COSA BUONA CHE ABBIAMO FATTO IN INVERNO E’STATO
quell’essere bravi a barcamenarci fra gli aumenti della benzina, quelli delle
tasse, gli stipendi che non crescono (e fortunato chi ce l’ha ancora uno
stipendio regolare! ) e quei quattro irrinunciabili giorni a Ferragosto siete
riusciti tutti, in qualche modo, a farli saltare fuori.
Quindi siete arrivati
assaltando di tutto, non c’è assolutamente nulla di libero fino alla mattina di domenica 18 agosto, e
ognuno ha trovato la formula magica per le proprie tasche, dalla pensione
completa alla camera e colazione, all’ospitata dall’amico che ha fatto il
militare con te trent’anni fa, ma fa comodo rispolverare perché abita al mare.
Da ieri vi siete affollati in ufficio, deponendo tutte le
vostre nevrosi qui da noi con la speranza che dall’altra parte
del front office, ci siano le fatine con le bacchette magiche.
E qui vi sbagliate, noi non abbiamo le bacchette magiche,
abbiamo piuttosto poderose roncole per combattere la vita di tutti i giorni, perché
si, abbiamo il mare e probabilmente è un gran vantaggio mentale poter sedersi
sugli scogli in estate e in inverno lasciando vagare i pensieri, ma purtroppo
questa non è una zona franca, siamo in Italia pure qui, e quindi anche noi del
posto paghiamo le bollette, abbiamo problemi per arrivare alla fine del mese,
non sappiamo cosa succederà ai nostri figli perché hanno lavori a tempo
determinato, e la stagione 2013 comunque si valuta nel suo insieme, non sono
certo questi quattro giorni di tutto esaurito che faranno la differenza alla fine della giostra
ferragostana.
Non dimentico che ancora alla fine di luglio c’era gente che
cercava lavoro estivo, e in questi giorni frenetici mi chiedo che fine abbiano fatto: rassegnati forse? Magari andati a fare qualche raccolta di frutta o
pomodori nelle campagne? Assunti in nero? Sta di fatto che ora siamo tutti
protesi in questa tremenda frenesia nazionale per cui domani è Ferragosto e
BISOGNA DIVERTIRSI.
Normale, in questo periodo, non trovare un idraulico, un
dentista; è ferragosto, il periodo si è
sempre più ridotto, ma quest’anno, complice il calendario saremo tutti in festa
almeno per 5 giorni, poi lunedi
ricominceranno le magagne, si ricomincerà a dividere i soldi col bilancino, dieci euro
per la benzina, cinque per la spesa al discount, tocca andare a dare il saldo
per i libri di scuola dei ragazzi, gli abbonamenti che aumentano, sperare che
non si rompa qualche elettrodomestico, comunque oggi è ancora mercoledi,
possiamo ancora sognare per un po’.
Com’è triste vedere la gente che ci chiede una mappa del
posto e poi ci racconta la loro vita; con soddisfazione rimarca il fatto di essere in
ogni caso al mare, bene o male, in spiaggia si è tutti uguali con costume ed
asciugamano, poi si, c’è chi prende l’ombrellone e c’è chi va alla spiaggia
libera e arrivano poi quelli che chiedono tutti i prezzi perché devono fare i conti per valutare se andare in
quattro a Gradara conviene il mezzo pubblico o il privato. Io per esempio me ne
vado a casa a spalle basse, me lo sento addosso il peso di tutte queste storie.
Cari turisti, vi
prego, dietro il front office degli uffici informazioni, ci sono persone come voi,
con i vostri stessi identici problemi,
noi che vi sorridiamo ma che diamo un occhio all’orologio e che quando
vediamo che avremmo dovuto chiudere quaranta minuti fa, ci viene l’angoscia, perché
anche noi abbiamo delle vite, dei compagni, dei figli, degli impegni e degli
orari da rispettare, ma non ce la sentiamo di chiudervi la porta in faccia, e
in questi giorni apriamo prima dell’orario previsto perché voi ci vedete già in ufficio e non vi interessa sapere che
stiamo comunque lavorando scaricando la posta e predisponendo il front office,
a voi interessa entrare e parlare, parlare, parlare….. incredibile, quanta
voglia avete di raccontarci le vostre vite. A ben pensare, tutto ciò ha del
comico, siamo nell’era di internet, ormai
è normale anche per gente della mia età, fare le foto e metterle su
Facebook, comunicare via mail piuttosto che telefonare, videochiamare, parlare, condividere, ma…… essere ASCOLTATI diventa sempre più difficile.
Ecco perché
siete qui, ad inchiodarci con le vostre nevrosi, sapete che in ogni caso, qui,
in un ufficio informazioni, nessuno vi negherà un cenno di assenso e un
sorriso, mentre probabilmente al bar del vostro paese vi avrebbero mandati a
quel paese almeno un centinaio di volte.
Noi vi ascoltiamo, ma voi, non ne approfittate! SIAMO TUTTI
UMANI, e visto che il tempo ne avete poco, godetevi la vacanza e non venite più
e più volte da noi anche nella stessa giornata!
Su, fate i bravi…. Il materiale l’avete avuto, tutte le
indicazioni ve le abbiamo date, ora ANDATE.. ANDATE …!!!
Commenti
Posta un commento