INTEGRALMENTE INTEGRATI

"Nessun uomo è un isola" e già qui andiamo a litigare, perchè per me questa frase è legata indissolubilmente a Thomas Mann. Ma qualcuno la lega a Thomas Merton oppure si rifà direttamente a John Donne e avrebbero ragione tutti.
Così è la vita, siamo tutti identici ognuno nella sua diversità ma  non siamo un'isola, così per sentirci parte di qualcosa, ci attacchiamo disperatamente a dei modelli.
Nella mia vita ho "calato le braghe" solo una volta e ancora mi dispiace, questa storia l'ho raccontata sul blog, era il 1970 e ancora brucia. L'anno in cui a luglio sono arrivata ad abitare qui, l'anno in cui ad ottobre ho iniziato la prima media, l'anno in cui qualcuno si è divertito a mettermi  per mesi dall'inizio della scuola gli scarti delle merendine nelle tasche del mio giaccone  ricavato da un vecchio cappotto della divisa di mio padre (cappotto adoratissimo comunque da me), ma non era un capo standard di quelli portati allora dalle ragazzette mie coetanee, così i miei con l'arrivo della tredicesima, mi comprarono un magnifico cappotto nuovo alla moda,  tanto per mettermi "al pari"delle altre.
Io l'avrei risolta con una buona dose di cazzotti e una bella scagnarata dal preside, ma i miei decisero per una soluzione più soft, amen. Essere al pari di che?
Adesso che ho il pieno controllo della mia vita, prima che la demenza senile faccia il suo giusto corso, faccio quel che mi sento e mi vesto come mi va, attraversando una collosa pagina di etichette che vanno dall'araba tout court, alla contadina, alla vecchia al "ma come stai bene oggi" se per caso nel mio bailamme indovino qualche mise che aggrada gli altri.
Ma poiché io a questi "altri" non rompo le scatole, non vedo perchè tale categoria le deve rompere a me.
Mah! Sembra quasi che abbiamo paura di mostrarci per quel che siamo. Mi capita la ragazza straniera che ha un nome bellissimo nella sua lingua ma si vergogna e si fa chiamare con un nome italiano, così come per dimostrare agli altri, quanto sono bene integrati,ci sono quelli che rinnegano le loro origini e si amalgamano così bene alla massa da perdere la loro connotazione originale, adeguandosi in tutto e per tutto loro malgrado; credo  che così facendo però, perdiamo belle splendide occasioni di integrazione e conoscenza diretta e ci facciamo riempire la testa dai mezzi di comunicazione con i soliti luoghi comuni.
Per esperienza, io sono quella che ama le chiacchierate davanti a tavolate di cibo; non c'è nulla di meglio che scoprire tradizioni, tipicità e punti in comune davanti ad un bel piatto tipico, con spiegazione diretta degli ingredienti da parte di chi ti ha invitato.
Una volta ero convinta che ci avrebbero salvato i bambini con la loro ingenuità, purtroppo  ormai anche i bambini sono pieni di preconcetti, abbiamo fatto uno splendido lavoro e dove non ci siamo arrivati noi, ci ha pensato la tivù buonista.
Abbiamo la memoria corta, ci dimentichiamo che un secolo fa eravamo noi gli emigranti che infestavano terre ricche e timorate, abbiamo fatto strada e ci siamo sbarazzati del passato; invece dobbiamo fare i conti con gli italiani, i nuovi italiani, i figli degli immigrati che son qui e ormai siamo alla terza generazione di persone arrivate, stabilite, allocate, che parlano il dialetto locale bene e anche meglio delle popolazioni indigene (ricordo  anni fa in ufficio la mia monumentale gaffe con il signore dai tratti nordafricani che parlava un trevigiano da paura).
Da ragazzina avrei voluto vivere a Gerusalemme. Davvero! Vivere in un posto dove Dio se lo pregano pubblicamente al venerdì gli islamici, al sabato gli ebrei e la domenica i cristiani. Pensa che roba. Mi incuriosiva anche da piccola questa cosa qui, tanto che una volta chiesi alla suora che ci faceva catechismo:  "Ma dal lunedì al giovedì che fanno? Sono tutti peccatori?"
Non ricordo la risposta, ininfluente di sicuro. Se avessi avuto risposte a tutte le domande idiote che ho formulato nel corso degli anni, probabilmente non sarei ancora qui a brugolare sul blog, a stupirmi della vita!

Commenti

  1. brava!!!se ti stupisci ancora è segno che hai un cuore puro!!che hai ancora fede e speranza!ciao!loredana

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