"Di manifesti funebri ed altre storie"....
Non finirò mai di stupirmi tutte le volte che vedo un manifesto funebre dove il nome del caro estinto quasi si perde in quella selva di sigle: "Cav-Grand Uff-Comm" .
Non mi è mai piaciuta questa consuetudine, forse perchè da reminiscenza scolastica ricordo quando mi fu spiegato che le famiglie nobili avevano molto spesso i nomi che si ripetevano da padre in figlio e che quindi l'apporre i titoli accanto al nome di battesimo ti faceva capire chi fra i vari ometti della casata fosse passato a miglior vita. Di nobili, appunto non ne ho conosciuti nella mia vita, e quindi quel proliferare di sigle lo vedo un pò inopportuno per noi commoners.
Altro discorso è invece quando, sotto il nome, trovo scritto la qualifica professionale, che mi fa una tenerezza immensa, tipo "Maria Rossi (maestra elementare)" magari è una persona che non ho conosciuto in vita, ma quell'accenno mi fa pensare ad una maestra d'antan, di quelle che si portavano dietro fazzolettini, cerotti e caramelle alla menta, e che quando si chinavano a correggerti la presa della penna sul foglio, ti avvolgeva in un vago, rassicurante odore di lavanda.
Di solito, quel che dico faccio, e così purtroppo, quando è toccata a me la triste incombenza di preparare il manifesto per mio padre, ho omesso quella doppia fila di sigle che ormai non avevano più un senso, così come omisi anche tutta la sfilza dei nomi di noi familiari che annunciavamo la notizia; una bella foto scattata in un momento felice, nome e cognome, data della scomparsa, giorno e orario delle esequie, il tutto annunciato da "moglie, figlia, genero e nipoti" senza altri fronzoli.
Il valore di una persona va al di là di quei riconoscimenti che arrivano per merito e per esperienza, di certo se ancora c'è gente che ti ricorda con affetto non è per le siglette apposte prima del nome, bensì per quello che tutto quanto di buono hai fatto agli altri quando eri qui.
E anche in quei momenti, ho rispettato la tua volontà, di persona disincantata davanti a certe onorificenze, anche se non eravamo del tutto contenti, abbiamo seguito alla lettera le indicazioni che ci hai lasciato per la tua lapide. Il resto, dopo quasi 4 anni sono solo ricordi personali e dolcissime tristezze tutte le volte che succede qualcosa per cui viene ancora spontaneo dire: -"Oh ! Ma questo lo devo dire immediatamente ai miei!"
E allora sorrido, quando in questi giorni leggo a cose fatte sul web e sui giornali, di manifestazioni, commemorazioni, riconoscimenti di cose che non sarebbero mai nate allora se non per tua volontà e dove tu sei stato l'anima delle idee, colui che ha iniziato tutto, SORRIDO sul serio, non è che mastico amaro perchè non c'è proprio nulla da masticare, sorrido proprio perchè ricasco nel "devo dirlo ai miei" e poi penso che tu, non solo già lo sai, ma avrai anche fatto un sorrisetto e avrai detto la solita battuta (umbra): "Vien via, vieni...."Ma come scriveva appunto Totò nella sua migliore poesia:
"Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:nuje simmo serie... appartenimmo â morte!".



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