Non è mica tutta colpa nostra se siamo "venuti fuori" così!


A una cena di lavoro, sere fa. All'inizio i soliti convenevoli, poi , una volta messi a tavola, dopo  aver calmato l'appetito, parte la serata e ci si dà ai ricordi. Come sempre, la colpa è tutta della musica, quella di un karaoke che ci ripropone canzoni di trent'anni fa, di quelle che  quando le senti, gli occhi si illuminano, le teste si alzano, le cervicali si allentano e improvvisamente i capelli non sono più sale-e-pepe ma lunghi sulle spalle con frangetta annessa e il pantalone diventa improvvisamente "a zampa d'elefante".
Poi  ti sorprendi a dire: -"Ehhh, questa SI che è musica, mica quella di adesso!" e poi ti viene la lacrimuccia, perchè era esattamente quello che dicevano "i nostri" a "noi" quando alla fine di qualche tavolata, partivano  le musiche di Casadei (inteso come Secondo, non Raoul) e tutto il repertorio di "parlamid'amoreMariù,Bellezzainbicletta,Ciribiribin" con annessi e connessi.
Già, ma quale è stata in fondo la nostra adolescenza musicale dalla metà degli anni '70 in poi?
Per quanto riguardava la cosiddetta disco music, noi eravamo dei privilegiati, c'era la BAIA DEGLI ANGELI in primis e tanti altri locali come il Tana, il Tabù e l'Akimbo (vabbè, quella era la discoteca dei piccoli, ma meno male che c'era) che ci rendeva in un certo senso specialissimo fieri di abitare qui.
D'altro canto c'era la musica impegnata, quella dei cantatori, che ci affascinava con i suoi temi forti, in fondo stavamo vivendo con beata incoscienza gli anni di piombo, magari non così intensamente come i nostri coetanei delle città, però l'onda lunga delle problematiche arrivava anche da noi tramite le canzoni di Claudio Lolli, Venditti, Guccini.
Poi c'era la musica delle radio. Ohmamma quante! Spuntavano come i funghi le radio private, non sapevi mai se la mattina dopo avresti ritrovato la radio della sera prima, all'inizio un'orgia esagerata di onde medie a modulazione di frequenza, poi pian pianino cominciarono ad affermarsi radio locali che hanno fatto la storia degli ultimi quarant'anni. Qualcuna sopravvisse poco, qualcuna durò anni, e quando terminò le sue trasmissioni lasciò un gran vuoto, molte altre sono ancora con noi, ma i nostri figli le danno per scontate, ora si creano le proprie compilations scaricandole direttamente dal computer e scalpellandosele nelle orecchie tramite gli auricolari.
Ma fate mente locale! Ma ve la ricordate la musica commerciale di quei tempi? Ah ci state pensando? Ci siete arrivati? Vi viene da ridere? Eh eh eh, me l'immaginavo che ci arrivavate anche voi. Bene, in primis da oggi, non prenderemo più in giro i nostri figli appassionati di anime o di manga giapponesi con tutti quei personaggi fuori norma che non si sa se son maschi, femmine o panda giganti quando cascano in acqua. Qualche ritardatario all'appello? Eh, mo' ti dico! Non possiamo più dire nulla, perchè se per caso i figli si coalizzassero e facessero qualche ricerca sul web, scoprirebbero che le nostre, di adolescenze sono state infestate da cantanti a dir poco particolari e non mi riferisco ai travestimenti del primo Renato Zero, ma a tutto quel sottobosco di Cugini di Campagna, Alunni del Sole, vari ed eventuali  che ti cantavano in falsetto dolcissime canzoni di cuore, amore, mani che tremano, frutti proibiti,foglie che cadono, vestiti che si abbassano.
Non siamo credibili, proprio no, come possiamo raccontarci ai nostri figli come integerrimi paladini, quando le nostre adolescenze sono state funestate dalle varie prime volte pubblicamente cantate? Una per tutti: La prima volta di Andrea e Nicole, un 45 giri  del 1976 (e meno male che non ci fecero un ellepì) se ci ripenso adesso mi vien da ridere, l'unica cosa che posso dire, io non l'ho comprato allora... preferivo di gran lunga La prima volta di Gisto e Cesira di Andrea Mingardi. Capivo poco o nulla del testo, ma almeno mi divertiva, così come il disco di Benito Urgu, sempre del 1976. Cercatelo sul web, un sorriso ve lo strappa.

Tra i sospiri nostrani e quelli di Donna Summer  in "Could it be magic"  o quelli di Giorgo Moroder in "Knights in white satin", tanto per divertirci a fare due citazioni, in fondo siamo cresciuti bene...magari un pò ASMATICI, con una visione dei rapporti fra ragazzi e ragazze sicuramente mooolto falsata, ma che dire? Fino a qui ci siamo arrivati! Fra vent'anni magari saranno i nostri figli a qualche cena a ricordare la loro meravigliosa musica, quella che attualmente a noi non ci dice proprio niente. ma sono questi i (bellissimi)  corsi e i ricorsi della storia , no?

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