PERCHE' FARSI DOMANDE, A COSE FATTE?


Ieri si parlava di una conoscenza comune, e visto che io l'avevo persa di vista da un bel pò, vengo informata con tutti i particolari che la persona "è diventata di un'altra religione".
La mia interlocutrice ci resta male perchè io non faccio una piega.
A parte che secondo me non c'e' "un'altra religione", esiste semmai il credere in un'Entità Superiore e questo credo lo si manifesta con molteplici riti e varie forme e luoghi, in Chiesa per i Cattolici, in Moschea per i Musulmani, in Sinagoga per gli Ebrei, tanto per riportare quelle monoteistiche, più tutto il ginepraio di varie ed eventuali, dai Baha'i, ai Sik, agli Animimisti e poi ognuno ci metta quel che vuole, io non voglio far torti a nessuno.
Le dico solo: "-Ma ti sei chiesta il perchè?"
Pare che tutti si siano preoccupati del "cambio", nessuno ha pensato a che razza di percorso interiore si sia fatta questa poveretta per approdare a manifestare la sua fede in modo così diverso da quello di nascita. E QUI IO DIVENTO CURIOSA
..e anche molto diretta, perchè non voglio sentire altre chiacchiere, le telefono due ore dopo, per farmi raccontare dalla parte in causa le motivazioni.
E scopro una cosa molto semplice; un lutto, la certezza di trovare conforto nelle cose in cui si è nati e cresciuti, la richiesta d'aiuto verso il sacerdote CHE PERO' NON HA TEMPO PER SEGUIRE QUESTA POVERA ANIMA, essendo impegnato a gestire diverse parrocchie, sai com'è la crisi delle vocazioni, poca gente che t'aiuta, un consiglio parrocchiale fatto di pochi elementi,comunque tu vieni a Messa, prega e vedrai che le cose si sistemeranno insomma, questa porella s'e' trovata sola, disperata e trattata con superficialità. E se trovi una persona che ti sorride, ti ascolta, ti consiglia letture, ti viene a trovare, ti TORNA a trovare, ti dà dei consigli pratici, ecco che lentamente ti ci aggrappi. E' sopravvivenza, è trovare uno scopo nuovo per cui vivere.
Non la voglio giustificare, non volgio neanche approvare la sua scelta, sono qui che calcolo il valore delle cose, ed a volte, un sorriso pesa più di mille libroni e porta a riempire quel piatto della bilancia a favore di chi, fino a poco tempo fa, ti sembrava impensabile seguire.
Ora la mia conoscente due giorni a settimana ha degli incontri di studio, con cadenza regolare incontra gente del suo nuovo credo e in fondo penso che lei trovi in questa vita scandita da appuntamenti precisi, una parvenza di serenità che l'aiuta a non buttarsi dal cavalcavia dell'autostrada.
Penso che a volte basterebbe poco, tanto poco, per "tenere legata" una persona. Ma mentre adesso son tutti buoni a criticarla, prima, nel momento del bisogno, nessuno s'e' fatto avanti a darle un appoggio morale.
Che dire? tutti nasciamo, tutti moriamo, ma le persone non sono tutte uguali e reagiscono in modo diverso davanti agli avvenimenti che la vita ti propone. Anche io che scrivo di lei, nemmeno io sarei stata capace di starle vicino, se solo avessi avuto notizia dei suoi guai, siamo tutti molto presi con noi stessi, i mille impegni, la vita quotidiana che è pura frenesia, per questo non posso che rallegrarmi per lei, senza farmi troppi problemi, semmai mi posso fare una colpa, quella di averla persa di vista per troppo tempo. Appunto

Commenti

  1. si infatti, sottoscrivo in pieno. Spesso siamo così presi a correre dietro alle nostre cose che nemmeno ci accorgiamo delle sofferenze e problemi del nostro vicino di casa, purtroppo, che così si aggrappa anima e corpo a completi estranei che però in nome di Dio lo aiutano, sostengono o magari solo fanno con lui due chiacchere.
    Ma si sa che giudicare se stessi è molto più difficile che giudicare gli altri.
    Comunque passavo per un mega saluto cara.
    Salam
    Afnan

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