adesso so che mi creerò delle inimicizie

ma essendo questo blog la mia casa virtuale, faccio qui quel che più mi aggrada...senza aver l'aria di demonizzare o catechizzare, riporto il lavoro fatto e preso di pari passo da un forum amico...
Rielaborato da Miti e Realtà nell'alimentazione umana" di
Armando D'Elia.. Spero possa servire!! E consiglio a tutti
la lettura del libro che ho citato.
Lo stadio putrefattivo della "carne" favorito dalla
temperatura notevole esistente nell'intestino umano crea un
terreno ideale per la moltiplicazione di ogni specie di
germi e per il manifestarsi delle più diverse infezioni;
infatti, i germi patogeni aumentano paurosamente, passando
dai normali 2.000 per millimetro cubo agli oltre 65.000.
Parallelamente, la flora intestinale utile diminuisce e tale
diminuzione impoverisce ovviamente le difese organiche.
INOLTRE
La decomposizione della carne nell'intestino produce diverse
sostanze tossiche (acido urico, urati, promaine, creatina,
acido lattico, indolo, putrescina, etil e metil mercaptano,
scatolo, etc). Parlando di acido urico, eccoci al punto:
l'organismo umano non produce l'enzima che è capace di
decomporlo (uricasi). Al contrario, gli animali carnivori
hanno un fegato in grado di eliminare grandi quantità di
acido urico, poichè dispongono del suddetto enzima.
Nell'uomo, che ne è privo, l'acido urico si accumula,
determinando tutti quegli stadi patologici della diatesi
urica, detta comunemente "uricemia". Acido urico a parte, le
altre sostanze tossiche vengono parzialmente (nei limiti del
possibile) smaltite tramite fegato e reni che, costretti ad
un super-lavoro del tutto innaturale, possono giungere, per
via dell'intaccata efficienza, a provocare epatiti e
nefriti, nonché senescenza precoce, per cui le cellule del
Kupfer non riescono più a trattenere le tossine provenienti
dall'intestino.
Sulla composizione della "carne", inoltre, va fatto notare
che è un alimento del tutto squilibrato, in quanto
prevalentemente costituito da proteine e privo quasi del
tutto di glucidi, sali minerali (1%) e vitamine. I
carnivori, per ovviare a questa povertà di sali, mangiano
anche le ossa delle loro prede. Inoltre, è sì inesatto dire
che la carne non contiene vitamine: infatti, la carne cruda,
seppur poche, contiene un numero accettabile di vitamine.
Peccato che la cottura devitaminizzi gli alimenti! La carne
cotta, inoltre, è totalmente priva di fibre: studi di
Burkitt e dei suoi collaboratori dimostrano come le
popolazioni con diete a basso contenuto di fibre presentano
statisticamente un più elevato numero di cancri del colon e
del retto (ovviamente, per la sosta prolungata che le carni
putrescenti agiscono nel tratto intestinale).
Altro dato interessante: può sembrare stupido, ma la carne
contiene "le tossine della sofferenza, dell'angoscia e del
terrore". Gli animali condotti al macello, avvertendo di
essere prossimi alla morte, producono con le loro emozioni
varie sostanze che entrano rapidamente in circolo nel sangue
(acido lattico, adrenalina, dopamina, etc) che passeranno
nel sangue di quanti mangeranno poi il suo cadavere,
intossicandoli. A questo vanno aggiunti tutti gli
antibiotici, gli ormoni estrogeni (come il DES, cancerogeno
al 100%), i vaccini, gli antitiroidei, gli anemizzanti di
tipo emolitico e i tranquillanti somministrati in dosi
massicce agli animali prigionieri negli allevamenti
intensivi; tutta "roba buona" che viene poi consumata più o
meno inconsapevolmente nutrendosi dei tessuti di quegli
stessi animali!
I bambini. La carne, nei bambini, provoca spesso enteriti,
epatiti, eczema, enterocoliti e insonnia; è stato il medico
francese Pierre Oudinot a parlare, probabilmente per primo,
di un "regime incendiario" che viene a crearsi con la
somministrazione di carne ai bambini. I bambini, in
primissima età, vengono nutriti con omogeneizzati (intrugli
di carni, zuccheri industriali e verdure), con la connivenza
di medici disinformati o prezzolati e con la benedizione
dell'industria farmaceutica e di quella della carne (che,
negli Stati Uniti, è seconda solo all'industria
automobilistica, palesandosi dunque come una delle lobbies
più potenti).
Il fatto evidente è uno: non possedendo in toto l'enzima
uricasi, il nostro organismo non è progettato per consumare
"carne" in nessuna quantità, poiché non dispone di alcunché
per decomporne le sostanze tossiemiche senza che l'equazione
costi-benefici sia catastroficamente svantaggiosa. Per di
più, basterebbe guardare alla anatomia comparata (Da Vinci
docet) per constatare che non disponiamo, nè abbiamo mai
disposto, di un'anatomia predatoria, bensì di un'anatomia
frugivora (anche le mani stesse, sono sintomo di un passato
arboricolo e fruttivoro, secondo antropologi come la
contemporanea Jane Goodall). Se aggiungiamo tutte le altre
argomentazioni che ho portato, mi sembra evidente che il
mito dell'onnivorismo è difficilmente difendibile, almeno
non con la storia delle carenze nei vegani (pura mitologia
ottocentesca) o delle proprietà benefiche della carne.
e come diceva el mi' por babbo: FATE VOBIS!


Sa dove è possibile reperire il libro di D'Elia?
RispondiEliminaSaluti