LA FORTUNA DI VIVERE DUE VOLTE!


Per chi mi conosce e per quei pochi che mi seguono sul web, si sarà capito che ho pochi punti fermi e pochissime aspirazioni. Data l'età, ogni occasione è buona per fare dei bilanci, non c'è bisogno di aspettare le classiche scadenze come 31 dicembre, il giorno del compleanno, l'anniversario di matrimonio, il giorno in cui cadde il muro di Berlino...potremmo andare avanti per ore, giusto?

Una cosa bellissima però mi è successa, non così per caso ma come conseguenza della scelta fatta, quella di essere tornata ad abitare a Potenza Picena,. Non avevo fatto piani precisi, c'era solo questa grande voglia di tornare a vivere dove sono stata  veramente felice e una volta raggiunto l'obbiettivo,  ho lasciato fare al caso. Così per il compleanno dei sessant'anni a scelta fra un tatuaggio e l'iscrizione all'università di Macerata ho scelto la seconda  opzione e  sono stata accolta ed accettata in un mondo meraviglioso fatto di giovani colleghi di studio con i quali mi sono trovata benissimo e adesso, alle soglie dell'ultimo esame prima della tesi, vorrei tentare di fissare in questo scritto, il momento in cui ho avuto l'esatta percezione di quello che sarebbe stata la mia vita se avessi avuto la fortuna di continuare ad abitare qui e cercherò di descrivere quell'attimo anche se so già in partenza che le parole son poca cosa davanti a certe sensazioni. Immaginatevi il corso, immaginatevi che siamo tre persone che abbiamo sostenuto un esame parziale e  dobbiamo aspettare una quarta persona che verrà a pranzo con noi, immaginatemi nel mezzo del corso che aspetto le mie  colleghe di studio e per un attimo i miei capelli sottili e spettinati allora biondo cenere (e oggi solo cenere) i miei jeans, gli scarponcini e il giaccone sono quasi gli stessi di tanti anni fa e  mi sono sentita così viva, felice, entusiasta tanto che  sorridevo a tutti quelli che passavano per strada  senza un motivo alcuno.

Ero io, con i miei  sessantadue anni e nello stesso tempo ero la stessa del 1979, ma molto meno tormentata, più serena, senza problemi. Abbracciavo con l'occhio le mura, la piazza, i libri della Feltrinelli e quelli della libreria di fronte  e mi sentivo così riconoscente a questa città e a tutto quello che mi aveva dato.

Non sto "facendo finta di" sto veramente vivendo lo stesso copione due volte e non sto ripetendo gli stessi errori! Fantastico, davvero

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