AHIA ! Ma siamo sicuri che i 60 di adesso sono i nuovi 40?
Da oltre un anno non scrivo più. Ma ho vissuto molto e molto è cambiato. Assaporo questa nuova vita a Potenza Picena e mi godo ogni momento. In un anno è successo di tutto: sono iscritta a Scienze della Comunicazione all'Università di Macerata ( ed è stato il mio regalo per i sessant'anni). Ho sostenuto esami e nonostante tutto, sono in pari fino ad ora con il piano di studi. Il "nonostante tutto" è legato agli eventi mondiali, non starò qui a scrivere ulteriormente sulla pandemia di Covid-19, già troppi ne hanno parlato; è partita in burletta, siamo finiti in lockdown. Ne siamo usciti e stiamo convivendo con il virus, tra realisti e negazionisti. Mi è nata la prima nipote, figlia di Maria Claudia e di Alessio, insomma un anno pieno e nonostante tutto le difficoltà dovute alla lontananza dai figli sparsi per l'universo mondo, sereno quel tanto che basta.
Ma oggi è successa una cosa piccola che mi ha devastato, sono uscita da un supermercato iperclimatizzato e, a piedi, stavo raggiungendo la stazione, quando non so come, non so perchè, ho avuto un mancamento e sono caduta rovinosamente a terra. Per fortuna, l'istinto mi ha aiutato e come ai vecchi tempi dell'infanzia e dei primi occhiali con le lenti che ancora infrangibili non erano, ho avuto l'accortezza di cadere toccando terra con il ginocchio. Risultato: ginocchio destro escoriato, spalla e gomito sinistro doloranti. Appena a terra ho allungato le mani per recuperare le mie borse, sola a quell'ora nella canicola di una città pressoché deserta,ho cercato di tirarmi almeno seduta e reinfilarmi la scarpa destra, volata a pochi metri da me. E' sopraggiunta una ragazza che mi ha aiutato a tirarmi su e si è preoccupata di chiedermi se mi girava la testa o avessi avuto qualche altro problema. Il tutto sarà durato cinque minuti, ma poi, dopo averla ringraziata e ripreso dolorante la mia strada, ho cominciato a tremare da battere i denti.
Il terrore.
Sai quando senti di aver superato un confine? Ecco, mi si è presentata davanti a me la vecchiaia beffarda, questa mattina in treno mi stavo organizzando mentalmente per il week end, questo pomeriggio arrancavo lentamente tanto che pure un paio di auto si sono fermate, pur avendo loro il verde e io il rosso pedonale, per farmi passare.
E ho cominciato a fare la conta dei piccoli incidenti domestici di questi ultimi mesi, a ripensare all'ultimo check up che bellissimo non è stato, al fatto che dopo il lockdown faccio fatica a camminare, ho il terrore degli assembramenti, odio il treno che mi porta al lavoro, e si, sono indubbiamente cambiata ( in peggio, me ne rendo conto).
Mi sono disamorata di molte cose, ne sto apprezzando altre. La solitudine, innanzi tutto; il vivere a casa, circondata dall'alta siepe di alloro che mi protegge dal mondo, la possibilità comunque di leggere on line ogni qualsivoglia testo, il fatto di aver dato gli esami collegata al computer e non in presenza, oltre a un numero imprecisato di piccole cose da "orso solitario" tanto lontane da quello che poco meno di un anno fa ancora apprezzavo.
E ho riaperto questo blog, un porto sicuro, tutto mio, in mezzo al brouhaha urlato dal vivo e sul web.
Adesso mi riprenderò sicuramente, o per lo meno farò di tutto per ritrovare la Luisarita caciarona di qualche mese fa. Per ora, è tutto.
Almeno credo....



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