PRENDI UN UOMO...

L'occasione è graditissima; sistemare vecchi scatoloni, attività peraltro da prendere con molta calma, perché in realtà, le prime quindici volte che ci  metto mano, non faccio altro che riaprire, anzi SCOLLARE  pagine ingiallite di vecchi quaderni dove appuntavo di tutto; foto mie da piccola in caserma; foto dei miei genitori, foto dei figli piccini.

Il tutto mescolato senza ordine apparente.
E allora penso che probabilmente è stata la fretta a farmi sgombrare i cassetti, buttando tutto dentro gli scatoloni senza metodo, ed è lì, in fondo che appaiono dei libri vecchissimi, quelli che un domani faranno parte della mia raccolta di libri di varie confessioni religiose.
Nasco cattolica, mi esprimo ecumenica, più mi invecchio, più mi "allargo" ( e non solo ci circonferenza!)
Mettiamola così: nutro una folle invidia per coloro che sono stati allevati e cresciuti nello stesso credo, senza porsi mai domande, accettando il tutto supinamente.
Alla soglia dei sessant'anni, sento che mi sta crescendo il lato spirituale, mentre mi stanno sempre più stretti decreti ed imposizioni da qualunque situazione arrivino.
Spesso mi chiedo il perché di questo mio cervello curioso, mi sarebbe tanto piaciuto essere una persona tranquilla e serena, forte delle proprie convinzioni  dalla nascita e invece...
Facciamo un esempio pratico: prendiamo un uomo e facciamo finta che sia una quelle bamboline di carta da ritagliare e vestire. Se dovessimo considerarlo legato ai dettami della religione islamica, dovremmo lasciargli la barba e  vestirlo mantenendo l' awrah  coperta (da ombelico alle ginocchia); fosse un sikh,  lo vestiremmo con  un turbante che nasconda i capelli mai tagliati e raccolti in una crocchia, lasciandogli barba e baffi; fosse un Testimone di Geova, dovrebbe mantenere un viso pulito e rasato; fosse un ebreo, dovrebbe indossare kippa e  filatteri; potrei andare avanti per ore, ma questo piccolissimo esempio serve a spiegare come ogni religione ( o meglio, come mi piace dire, ogni ESTENSIONE che codifica la spiritualità ) risponde a regole ben precise, molte che saltano agli occhi, altre, più nascoste ma non per questo meno importanti.
Io sono per il rispetto di tutti, soprattutto gli atei, anche perché  a meno che non ti chiami Margherita Hack e la tua fama ti difende, puntualmente vengono bistrattati, quindi mi fanno tenerezza a prescindere.
E' dura conservare le proprie idee, tentando di vivere assieme come se fossimo tutti parte dello stesso immenso  puzzle, senza cercare sia pur larvatamente di prevaricare il credo (o il non-credo) dell'altro; io  mi sforzo moltissimo perché in ogni frase il "si, però" è sempre in agguato ma devo dire che  trovo i migliori argomenti proprio nei testi religiosi delle varie confessioni.
Così, mentre c'è chi agita il dito contro questo o quello : " le donne col burqa! Non mangiano carne cotta nel latte! (e divertitevi a scoprire chi e perché ). Hanno l'anno diviso in mesi di 19 giorni! Rifuggono dalle comodità del XXI secolo!", io sono qui  che leggo, con l'entusiasmo di un bambino, rifuggo dai luoghi comuni e ridacchio sotto i baffi.

Ridacchio sotto i baffi  dal giorno in cui scoprii nel Corano  dei versetti (ayat) nella Sura (Capitolo) V  che recitano così: Se Iddio avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità. Vi ha voluto però provare con quel che vi ha dati. Gareggiate in opere buone: tutti tornerete a Dio ed Egli vi informerà a proposito delle cose sulle quali siete discordi.
  
Gareggiamo bene, poi a fine gara il Giudice ci spiegherà tutti i vari passaggi e lasciamo che ognuno trovi a modo suo un "codice" a cui rapportarsi.
In fondo, tutto quello che tutti vogliamo è vivere sereni e in pace.
Ma per vivere in pace ci vuole molto impegno.
E sforzo.
E studio.
E un pizzico di curiosità.
Poi ci pensa il Giudice.

Commenti

Post più popolari