Stretta la foglia, larga è la via, dite la vostra che ho detto la mia
Poi succede che il sogno diventa realtà, appunto e si aprono
nuovi (DIVERTENTI) scenari.
In effetti, nessuno ci racconta cosa è successo il giorno
dopo il matrimonio di Cenerentola e il Principe, tantomeno non ci sono
testimonianze sugli eventuali sbadigli mattutini di Biancaneve e la guerra del
suo amato per impossessarsi del bagno, quindi che dire? La quotidianità
ammazza?
Beh, diciamo che una volta completato lo svuotamento dell’appartamento
di Gabicce Mare e l’accatastamento di tutti gli scatoloni nella casa di Potenza
Picena, a cancello chiuso, la prima impressione è un’euforia selvaggia mista ad
incredulità per tutta questa libertà conquistata: nessun regolamento
condominiale da rispettare, fine dei sorrisi di convenienza e del quieto
vivere, azzeramento salivare fantozziano guardando il panorama che ci circonda.
La lacrima è in agguato ed esce a tradimento, nel silenzio
della campagna, quando il rintocco dell’orologio della Torre Civica batte un
concerto di suoni: mezzogiorno e tre quarti, vale a dire ben quindici
rintocchi.
Il pomeriggio vola via sistemando l’essenziale, poi ci si
addormenta in camper (o, per meglio dire, si sviene dalla stanchezza) e il
primo stupore è scoprire la mattina dopo di essere ancora lì, non è stato un
sogno, anzi, dobbiamo muoverci perché dobbiamo andare in Comune a richiedere il
cambio di residenza.
Siamo ancora a livello “felici e contenti”, usciti dal
camper, toelettati e colazionati, e via che si parte per espletare la parte burocratica di questa nuova vita... fino a quando ci resteremo?


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