Col mio nuovo amore, nel sottopassaggio della stazione!
...innamorata persa.
Da rischiare le figuracce.
Un paio di volte pure a rischio di perdere il treno.
Perché mi incanto col mio nuovo amore e non ce n'è più per nessuno.
Presumo sia un percorso monitorato dalle videocamere e mi chiedo cosa possa pensare chi osserva una vecchia deficiente trafelata che scende le scale di corsa, per recuperare minuti preziosi da trascorrere in beata compagnia col carrettiere che transita su un ponte ancora imbrecciato, con le signore eleganti in centro e con il mio preferito, il signore con la bombetta e una lunga sciarpa bianca.
Da rischiare le figuracce.
Un paio di volte pure a rischio di perdere il treno.
Perché mi incanto col mio nuovo amore e non ce n'è più per nessuno.
Dopo un anno di disagi, finalmente ad aprile è stato inaugurato il nuovo sottopassaggio della stazione ferroviaria di Ancona, ma per un paio di settimane ed oltre ho continuato nel vecchio percorso, perchè ormai correre dal bus al binario lo si fa di riflesso, senza pensare.
Poi qualche collega mi ha detto : "Ma l'hai visto il nuovo sottopassaggio? Una figata" "Woo, andiamolo a vedere, allora"
Ed è stata la mia fine.
Perché è stato amore a prima vista, nel vero senso della parola; tralasciamo pure l'illuminazione a LED, la pavimentazione in materiale antisdrucciolo e i percorsi tattili per ipovedenti (che un domani, per me, non si sa mai); il guaio è che ad abbellire le pareti del corridoio ci sono riproduzioni fotografiche della stazione di Ancona nonché edifici pubblici e scorci della città, il tutto rigorosamente anni '30.
E io amo le foto in bianco e nero.
Se poi sono d'epoca pure meglio.
Il massimo è trovare scorci di vita, paesaggi e persone.
Esattamente come quelle che hanno sistemato nel mio tragitto quotidiano.
Mi incantano a dismisura questi momenti di vita fissati in una foto, tanto più mi invecchio, quanto più mi ci appassiono e ogni giorno trovo in queste riproduzioni un particolare che mi era sfuggito: qui un decoro dell'abito lungo, qua un panno steso alla finestra, da quest'altra parte ragazzini che giocano, una donna alla finestra, e che starà facendo? Chiamerà il pescivendolo per comprare "moscioli" e "panocchie" per il sugo?
E intanto io sono qui, innamorata persa di questa umanità sconosciuta, che ha riso e ha pianto, sognato e sperato in un periodo dove anche i miei genitori erano solo bambini appena nati...
Oggi, seiluglioduemilaediciassette per carità, va benissimo whatsapp, le chat, le foto che fai (e cancelli) per non intasare la memoria dello smartphone, ma a lungo termine mi chiedo cosa resterà dei nostri ricordi quando non ci saremo più.
LASCEREMO qualcosa?


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