DEL PERCHE' LA RADIO SI E LA TIVVU' NO !
Questa mia ultima presa d'ingegno qualcuno potrebbe definirlo un "fioretto", ma il fioretto in se, al di là del poetico nome, implica una privazione, qualcosa che piace e che volontariamente eliminiamo per qualche tempo e offriamo a maggior gloria Celeste.
Nel mio caso però, sarebbe totalmente sbagliato, perché non c'è termine a questa decisione, è solo un modo un poco più attivo di trascorrere le serate, invece che cenare e piazzarsi sul divano davanti la tivvù, da sei mesi ormai, non guardo la televisione, non mi faccio ruminare il cervello ma in maniera più pratica, leggo libri, stiro, rammendo, mi rilasso e ascolto la radio. Non è una privazione, anzi un'arricchimento.
Amo le radio. Da piccola ho sempre amato girare i canali ed ascoltare voci straniere, canzoni con ritmi inusuali, immaginandomi mondi lontani; da ragazza ho vissuto la stagione delle radio libere, le trasmissioni autogestite, il fascino di telefonare in diretta e parlare di cose del proprio quartiere.
Roma, Milano, il terrorismo e i gambizzati erano vicende che guardavi la sera al telegiornale delle venti sul primo canale a tavola con i genitori che commentavano amaramente; intanto i pomeriggi erano pieni di notizie locali, inframmezzati a brani musicali, e al calduccio della camera dell'alloggio di servizio ascoltavo i Boney M e le notizie del derby calcistico "Gabicce contro Gradara" mentre declinavo "der, die, das" ...
Una cosa che mi irrita prepotentemente è tornare a casa e trovare la televisione accesa perché i ragazzi sono collegati su MTV per ascoltare la musica. Ho chiesto loro se non fosse stato meglio ascoltare musica da una radio, mi è stato risposto che poi si perdevano i video e poiché è una battaglia persa in partenza, non me la prendo più, anche se li vedo con i movimenti molto più rallentati e la testa un po' torta per non perdersi manco mezzo fotogramma. E se la canzone non è di loro gradimento, ecco che attaccano a fare lo zapping selvaggio fra i videocanali musicali, in attesa della canzone perfetta.
La radio invece è più paziente. Certo, anche lì puoi girare i canali, ma sarà che ho un'età, sarà che ho l'abitudine, io lascio fare al caso e la canzone perfetta mi deve arrivare "da sola"...ci mancherebbe altro che accendo la radio, sintonizzo un canale mi metto a fare le mie attività e fra cinque minuti sono già lì ad armeggiare alla ricerca del non-so-che.
Poi arriva il terzo millennio e al computer da tempo seguo in streaming quello che mi interessa. La televisione diventa sempre più lontana, al massimo è un chimera che mi attira a se, solo se trasmette la decimillesima replica dei film di "Don Camillo e Peppone" o "Pane, Amore e Fantasia" (declinato anche in Pane, Amore e Gelosia... mentre gli altri due successivi non mi sono mai andati giù).
Ma la radio torna nel mio cammino, per caso (ma le cose succedono mai per caso?) e scopro una marea di web radio e anche qui la mia scelta cade su vecchi amori come RadioMosaique dalla Tunisia e Radio Capodistria per affetto... poi un bel giorno incrocio una radio che diventa prepotentemente la mia radio, compagna assoluta delle serate tranquille dopo una giornata di lavoro, una radio che diverte e ti fa pensare, ridere e arrabbiarsi, commuoversi e al tempo stesso indignarsi. Eh si... è proprio la radio che ospito qui nel mio blog.
Voci, che ti portano lontano e ti riaccompagnano in camera, sul tuo divanetto con la luce soffusa, il tappeto, le piante sul davanzale della finestra, sono qui e non sono qui. A volte vado a letto serena, a volte il mio sonno è turbato da quel che la televisione non dice, ma che dalla radio ho appreso. Ci vuol pazienza, ad ascoltare la radio, è un'amica discreta che ti accompagna e che ti parla sottovoce, ma ti entra nell'animo e induce ad usare uno dei muscoli più messi a repentaglio da questo nostro stile di vita moderna.
La radio? E' la migliore ginnastica. PER IL CERVELLO !
Nel mio caso però, sarebbe totalmente sbagliato, perché non c'è termine a questa decisione, è solo un modo un poco più attivo di trascorrere le serate, invece che cenare e piazzarsi sul divano davanti la tivvù, da sei mesi ormai, non guardo la televisione, non mi faccio ruminare il cervello ma in maniera più pratica, leggo libri, stiro, rammendo, mi rilasso e ascolto la radio. Non è una privazione, anzi un'arricchimento.
Amo le radio. Da piccola ho sempre amato girare i canali ed ascoltare voci straniere, canzoni con ritmi inusuali, immaginandomi mondi lontani; da ragazza ho vissuto la stagione delle radio libere, le trasmissioni autogestite, il fascino di telefonare in diretta e parlare di cose del proprio quartiere.
Roma, Milano, il terrorismo e i gambizzati erano vicende che guardavi la sera al telegiornale delle venti sul primo canale a tavola con i genitori che commentavano amaramente; intanto i pomeriggi erano pieni di notizie locali, inframmezzati a brani musicali, e al calduccio della camera dell'alloggio di servizio ascoltavo i Boney M e le notizie del derby calcistico "Gabicce contro Gradara" mentre declinavo "der, die, das" ...
Una cosa che mi irrita prepotentemente è tornare a casa e trovare la televisione accesa perché i ragazzi sono collegati su MTV per ascoltare la musica. Ho chiesto loro se non fosse stato meglio ascoltare musica da una radio, mi è stato risposto che poi si perdevano i video e poiché è una battaglia persa in partenza, non me la prendo più, anche se li vedo con i movimenti molto più rallentati e la testa un po' torta per non perdersi manco mezzo fotogramma. E se la canzone non è di loro gradimento, ecco che attaccano a fare lo zapping selvaggio fra i videocanali musicali, in attesa della canzone perfetta.
La radio invece è più paziente. Certo, anche lì puoi girare i canali, ma sarà che ho un'età, sarà che ho l'abitudine, io lascio fare al caso e la canzone perfetta mi deve arrivare "da sola"...ci mancherebbe altro che accendo la radio, sintonizzo un canale mi metto a fare le mie attività e fra cinque minuti sono già lì ad armeggiare alla ricerca del non-so-che.
Poi arriva il terzo millennio e al computer da tempo seguo in streaming quello che mi interessa. La televisione diventa sempre più lontana, al massimo è un chimera che mi attira a se, solo se trasmette la decimillesima replica dei film di "Don Camillo e Peppone" o "Pane, Amore e Fantasia" (declinato anche in Pane, Amore e Gelosia... mentre gli altri due successivi non mi sono mai andati giù).
Ma la radio torna nel mio cammino, per caso (ma le cose succedono mai per caso?) e scopro una marea di web radio e anche qui la mia scelta cade su vecchi amori come RadioMosaique dalla Tunisia e Radio Capodistria per affetto... poi un bel giorno incrocio una radio che diventa prepotentemente la mia radio, compagna assoluta delle serate tranquille dopo una giornata di lavoro, una radio che diverte e ti fa pensare, ridere e arrabbiarsi, commuoversi e al tempo stesso indignarsi. Eh si... è proprio la radio che ospito qui nel mio blog.
Voci, che ti portano lontano e ti riaccompagnano in camera, sul tuo divanetto con la luce soffusa, il tappeto, le piante sul davanzale della finestra, sono qui e non sono qui. A volte vado a letto serena, a volte il mio sonno è turbato da quel che la televisione non dice, ma che dalla radio ho appreso. Ci vuol pazienza, ad ascoltare la radio, è un'amica discreta che ti accompagna e che ti parla sottovoce, ma ti entra nell'animo e induce ad usare uno dei muscoli più messi a repentaglio da questo nostro stile di vita moderna.
La radio? E' la migliore ginnastica. PER IL CERVELLO !
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