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RIFLESSIONE ALLA FERMATA DEL BUS...
...Questa me la devo appuntare sul blog, perchè nella vita non si sa mai e poiché la percezione delle cose varia da persona a persona, meglio che fermo sulla carta questo momento. Scritto il 13 maggio su Facebook :
"Stamattina riflettevo a quanto cerchiamo di essere profondi pur nostra superficialità.... Ero alla fermata del bus, e già che c'ero, visto che avevo appena finito di pulire la cucina, ho tolto la crema dalla borsa e mi sono massaggiata le mani per dar loro una parvenza di morbidezza. M'è sembrato strano che le macchine rallentassero, stavo solo strofinandomi le mani e non avevo un aspetto preoccupato o nervoso, ma molti, passando in auto hanno rallentato e dandomi un'occhiata avranno riportato l'impressione di una persona tesa che continuava a stringersi le mani. Allora m'è venuto da ridere al pensiero che se, per disgrazia, oggi mi dovesse succedere qualcosa di letale, ci sarebbero almeno 10 testimoni pronti a dichiarare il mio turbamento, la mia emotività."
Comico ma vero. Perché ormai la realtà non ci basta più, dobbiamo aggettivarla in ogni caso.
Ho smesso di guardare la televisione, nauseata alla vista dei "vampiri" col microfono in mano che "bevono" avidamente le lacrime di disperazione dei parenti delle vittime di un incidente stradale, oppure noncuranti del momento drammatico davanti a che so, un omicidio, o lo scoppio accidentale di una bombola del gas, incalzano con il loro tremendo "Come si sente, in questo momento?"
Se potessi paragonare un fatto di cronaca ad un animale, lo paragonerei ad un vitello morto, con i visceri a penzoloni e le mosche tutt'intorno, e sopra queste povere carni, esperti o presunti tali che disquisiscono a torto o a ragione, con lo stesso metodo dei tre dottori di Pinocchio.
E poi trasmissioni di mattina, di pomeriggio, approfondimenti serali; "m'ha detto, m'ha fatto, si intuiva, comunque era/non era prevedibile..."
Ho chiuso i miei rapporti con la tivvù "del dolore" perché stanca di sentire parlare per mesi del tale fatto, analizzato al microscopio dalle parti in causa, dal vicino, dal cognato del cugino dello zio di terzo grado, ognuno che si mette in mostra e dice la sua versione. LA SUA, APPUNTO.
Allora io mi chiedo, se nel pomeriggio di quel disgraziato 13 maggio, mettiamo il caso, io avessi dovuto avere una visita medica improcrastinabile e magari, essendo in ritardo, mi fossi messa a correre e avessi attraversato la strada senza guardare e una macchina a forte velocità mi avesse stirato "piadina style", scommettiamo che qualche giornalista curioso avrebbe trovato le prove del mio nervosismo "già di primo mattino", tradito dalle mani sfregate in modo convulso? Vedi come avrebbero zittito l'eventuale testimone che mi avesse visto armeggiare con la crema mani "rigenerante e lenitiva" !
La verità bisogna riportarla nuda e cruda. Gli orpelli non portano a nulla. Invece non ce ne rendiamo conto e continuiamo a sproloquiare nelle situazioni più disparate.
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