Una data che nasconde una storia.....

Diciamo la verità, studiare la storia non piace a tutti, ma credo che se cambiassimo l'approccio alla materia, difficilmente ci sarebbe qualcuno che avrebbe ancora voglia di affermare : "storia? oddio che strazio tutte quelle date".
E invece questo post parte proprio da una data, scritta a mano con l'inchiostro, in bella calligrafia " Ovidio e Luisa Genga, 28 ottobre 1929, ma andiamo per ordine.
Questa è stata la prima estate con i figli grandi e che si autogestiscono, nel senso che dopo anni di militanza accompagnandoli in giro per l'Italia (e anche un pò più in là) per tutti i vari appuntamenti e campionati italiani di pattinaggio artistico a rotelle e arco storico, quest'anno ci siamo voluti liberare da una miriade di cariche e d'impegni ed avendone preso uno molto grosso con noi stessi (la ristrutturazione della casa di Sestino), tutto il tempo libero al di fuori dal lavoro l'abbiamo trascorso, Claudio ed io, a ripristinare, lavare, scartavetrare e ridipingere la casa di famiglia di mia madre, lasciata nell'incuria negli ultimi anni.
Così, sono saltati fuori tesori inestimabili come la pagella di mia madre, una "Domenica del Corriere" del 1947, una collezione di miniassegni, scatole di latta della "Mellin" una fattura della Buitoni d'inizio 1900, insomma tutte cose databili e riconducibili a situazioni, e poi, sperduto nel fondo del secondo cassetto della specchiera in camera, ecco un piccolissimo libriccino - souvenir, di quelli a fisarmonica con le foto della località. Ed una scritta a penna, appunto: 28 ottobre 1929.
Mi chiedo chi l'avrà scritto, è la calligrafia di mio nonno, quel nonno burbero che però mi regalava sempre le caramelle "Rossana" o i cioccolatini "Grifo" della Perugina o della nonna che non ho mai conosciuto, morta giovanissima dopo il secondo parto?
A questo punto decido di andare a rompere le scatole all'anagrafe e chiedo se si può' sapere qualcosa di più. Il bellissimo registrone, con quelle incredibili calligrafie, rivela che è la data di matrimonio dei miei nonni, che, udite udite, pur essendo entrambi di Sestino, convolarono a giuste nozze a SAN MARINO!
Resto un attimo interdetta, all'estero? Saprò mai il perchè?
Piccole storie. E poi pensi che il 1929 è stato l'anno della Grande Depressione e che a marzo in Italia c'erano state le elezioni in forma plebiscitaria, o si o no, la lista era già fatta per approvare la lista del "Gran Consiglio del Fascismo" . Ma mio nonno aveva 25 anni ed era bellissimo e sicuramente l'ultimo dei suoi pensieri era proprio la depressione mondiale. Un pò come quando io, adolescente, vivevo gli anni di piombo, si, ma i miei problemi primari erano l'interrogazione di tedesco e le uscite nel fine settimana. Non ti rendi conto di essere una persona straordinaria che vive un momento straordinario della Storia con la esse maiuscola, il tuo quotidiano ti circonda ed è più pressante.
Così la storia cambia il suo aspetto, "scende dal piedistallo" e non è più un paragrafo di un freddo libro, ma gente vera, che magari approfittava dell'uscita del "sabato fascista" per scambiare bigliettini con la fidanzata. Intanto scopro che il secondo nome di mio nonno era Filemone e la sua etimologia me lo definisce "nome che deriva dal greco Philena e significa bacio".
Ma adesso voglio scoprire se era cosi semplice per due italiani sposarsi a San Marino, poi voglio risalire almeno se riesco al trisnonno. Chi era il babbo di Angiolo Genga? Che non era registrato all'anagrafe di Sestino, allora dov'era nato? E poi datare una foto di mia nonna. Sul libro pubblicato quest'anno per il centenario della posa della croce al Sasso di Simone c'è una foto con la dicitura "Festa al Sasso 1930", la gigantografia in camera invece riporta una data posteriore. Prossima settimana continua la ricerca!
PS. NOTATE LA FOTO? STESSA VIA DELLA FOTO IN B/N MA NON C'E' PIU' IL PONTE, BENSI UNA PIAZZETTA E IL PALAZZO E' STATO RISTRUTTURATO RIPORTANDOLO ALLE PIETRE ORIGINALI SENZA INTONACATURA!


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