I FIGLI CRESCONO....
All'inizio era la coppettina del lunedi, quella che mettevi in cartella per "farla vedere alla maestra"; un pò per chiarire il concetto che in casa non si stava stravaccati sul divano a guardare i cartoni animati, un pò perchè lo facevano tutti e un pò anche per esorcizzare quell'eventuale compito fatto di fretta scritto magari seduti di traverso sulle gradinate del pattinodromo (della serie: -"guarda, maestra, che io ero fuori per le gare ma avevo con me i compiti per casa")
Comunque è stata una fase di brevissima durata; tante e ravvicinate erano le coppe e le medaglie che alla fine sarebbe diventata una storia monotona e anche magari una specie di " voler-mettersi- in- mostra-davanti-a-tutti"e poi magari al primo cedimento scolastico diventare un ottimo capro espiatorio , meglio glissare e arrivare alla mitica risposta della figlia grande, che interpellata a suo tempo dall'insegnante "MA TU NON FARAI ANCORA ATTIVITA' AGONISTICA, VERO?' rispose prontamente: "IOOOO? MHMM ...PATTINICCHIO!"
Il chè decretò la fine del rapporto interscambio scuola-casa, tutto quel che succedeva a scuola, era scuola, ma come trascorrevamo il resto della giornata erano affari esclusivamente e solo nostri.
Poi ci fu l'esperienza del campionato europeo di sincronizzato e relativo articolino sul quotidiano locale (abbiamo un pò la sindrome del parente povero, visto l'incombere della Romagna, e se qualcuno dei nostri abitanti di confine eccelle in qualunque cosa, che sia la sfilettatura della sogliola in cinque secondi o il record di donazioni Avis o tanto meglio qualcosa di sportivo, c'è sempre il reporter locale che non si fa sfuggire l'occasione), peccato che si era già alle medie e bisognava tenere i voti ben alti per evitare di incorrere in qualunque dubbio dei professori riguardo l'assenza durante il perido scolastico.
In effetti gli elaborati per l'esame di terza media ancora li conserviamo a casa perchè sono stati delle piccole tesi in tutto e per tutto, unica differenza, la tecnologia che è avanzata, infatti siamo passati dal papiello della figlia numero uno che trattava della questione palestinese comprendendo non solo la storia, ma anche la cultura, la letteratura, le arti e la gastronomia, alla tesina-su-pennetta della figlia numero quattro (comodissima da archiviare).
La soddisfazione maggiore poi se non altro, è stata (parlo per noi genitori) quella di averli visti tutti e quattro affaccendati per le loro faccende scolastiche senza l'apporto del nostro aiutino per fare i compiti, questo proprio MAI, unica concessione, io che ho colorato per anni le fotocopie, perchè mi sembrava indegno alle soglie del terzo millennio vedere perdere tempo a colorare come ai tempi miei...(la più spettacolare fu la fotocopia del bassorilievo, scurissima di suo, mamma mia cosa ci devi fare? -"La maestra ha detto che dobbiamo fare tutte le faccine ROSA" -"Oddio, no, dimmi almeno che è un compito di punizione!")
Poi arrivò la grande soddisfazione per le pargole più grandi di entrare a far parte del mitico gruppo dei pattinatori che avrebbero partecipato alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Invernali a Torino 2006. Ancora Facebook non era così in auge,che al limite avrei fatto un post, tutti lo leggono e ciao,e quindi è toccato spiegare ripetutamente che si, erano a Torino per le prove, si pattinavano, ma NON SUL GHIACCIO, era pur sempre un'esibizione sui pattini a rotelle. E anche quel magnifico periodo, con tutto l'intrecciarsi di prove nella massima segretezza, compiti in classe, voti alti, invidie, gelosie, ripicche (invidiegelosieripicche SCOLASTICHE, NATURALMENTE), e qui ci fu anche il servizio sul Tiggì regionale, sempre per la sindrome del parente povero, e quel giorno ce lo ricordiamo in famiglia TUTTI come un incubo. L'intervista sarebbe stata registrata il giorno in cui la fiaccola olimpica passava per Gabicce Mare. Perfetto, coreografico. Purtroppo però, la viabilità era stata un disastro e arrivammo al punto stabilito troupe e noi per vie traverse (attraversando anche un cantiere aperto con la Pandina in puro stile James Bond e gli ultimi cento metri di corsa a piedi!) proprio in extremis, le ragazze sfiatatissime, il cronista coincitato, sullo sfondo il passaggio della fiaccola.
Intanto i due più piccoli stavano crescendo e anche a loro, il mondo dello sport ha dato tante belle soddisfazioni, peccato però che molte cose successe nei tre anni delle scuole medie al figlio maschio io le abbia sapute direttamente dall'interessato a triennio ampiamente terminato, o forse è stato un bene, anche perchè probabilmente col carattere fumino che mi ritrovo sarei finita in galera e non sarei qui a dissertare amabilmente sul blog; comunque prima o poi, a bocce fermissime, qualcuno mi dovrà spiegare i comportamenti dei propri figli e del perchè se sei bravo a scuola e ogni tanto finisci pure sul giornale (ci dovrebbero dare un premio solo perchè abbiamo rilanciato l'autostima del confine,ihihi) devi essere preso di mira in maniera così subdola e bastarda.
E poi è arrivato Facebook, comodissimo, lo adoro in ogni occasione, due click e via, un post, risparmi di telefono, di fiato e di voglia, e allora vai di foto, podio, gara, backstage, stage di singolo, di coppia, di obbligatori e di libero, viaggio in Slovenia, divertimento puro (dopo la gara), sono aggiornati gli amici e i parenti e per i nonni si filma ogni cosa.
Ma crescere vuol dire avere ognuno una sua propria pagina Facebook e cominciare ad affermare la propria personalità, le proprie scelte, a guardarsi intorno anche alla luce delle vite che se ne vanno e di quelle che cambiano....
E così adesso mi ritrovo eventualmente a condividere qualche foto dei figli, se e come mi danno esplicito permesso, perchè decidono loro se vogliono o non vogliono inserire sulla pagina le loro attività, in un certo senso sono cresciuta anche io, e ogni gradino di questa nuova consapevolezza equivale ad una caricata di coppe che tolgo dal soggiorno e porto in soffitta. Un armadio è già pieno, ma ancora non si intravede il vuoto degli scaffali, Si, perchè quelli che noi da piccoli sognavamo tennisti (io) e ciclisti (Claudio, che già si vedeva con il suo drappello ordinato di figli a due ruote a seguito), ora sono autonomi e ci ritroviamo in casa nell'ordine : un'artista della giocoleria col fuoco nonchè sbandieratrice, una maga della cucina con spiccata passione per le torte, un hockeista, una arciera - pattinatrice.
Insomma, quattro teste autonome che adoro e rispetto e ripensando al passato, ripensando agli scudetti di campione regionale cuciti sulle tute, alle notti in bianco per decorare i body di gara, alla pianificazione delle ferie per le trasferte sento di non ripiangere assolutamente nulla. Abbiamo avuto tanto, abbiamo dato tanto, Ora ci sono altri traguardi che aspettano me, Claudio e i ragazzi, senza rimpianti, senza paura, con un pizzico di temerarietà, come è sempre stato per noi, e sarà bellissimo sentirsi (ancora) dire : "MA VOI SIETE DAVVERO MATTI!" Perchè bene o male, questi "matti" ce l'hanno sempre fatta! Avanti così!
Comunque è stata una fase di brevissima durata; tante e ravvicinate erano le coppe e le medaglie che alla fine sarebbe diventata una storia monotona e anche magari una specie di " voler-mettersi- in- mostra-davanti-a-tutti"e poi magari al primo cedimento scolastico diventare un ottimo capro espiatorio , meglio glissare e arrivare alla mitica risposta della figlia grande, che interpellata a suo tempo dall'insegnante "MA TU NON FARAI ANCORA ATTIVITA' AGONISTICA, VERO?' rispose prontamente: "IOOOO? MHMM ...PATTINICCHIO!"
Il chè decretò la fine del rapporto interscambio scuola-casa, tutto quel che succedeva a scuola, era scuola, ma come trascorrevamo il resto della giornata erano affari esclusivamente e solo nostri.
Poi ci fu l'esperienza del campionato europeo di sincronizzato e relativo articolino sul quotidiano locale (abbiamo un pò la sindrome del parente povero, visto l'incombere della Romagna, e se qualcuno dei nostri abitanti di confine eccelle in qualunque cosa, che sia la sfilettatura della sogliola in cinque secondi o il record di donazioni Avis o tanto meglio qualcosa di sportivo, c'è sempre il reporter locale che non si fa sfuggire l'occasione), peccato che si era già alle medie e bisognava tenere i voti ben alti per evitare di incorrere in qualunque dubbio dei professori riguardo l'assenza durante il perido scolastico.
In effetti gli elaborati per l'esame di terza media ancora li conserviamo a casa perchè sono stati delle piccole tesi in tutto e per tutto, unica differenza, la tecnologia che è avanzata, infatti siamo passati dal papiello della figlia numero uno che trattava della questione palestinese comprendendo non solo la storia, ma anche la cultura, la letteratura, le arti e la gastronomia, alla tesina-su-pennetta della figlia numero quattro (comodissima da archiviare).
La soddisfazione maggiore poi se non altro, è stata (parlo per noi genitori) quella di averli visti tutti e quattro affaccendati per le loro faccende scolastiche senza l'apporto del nostro aiutino per fare i compiti, questo proprio MAI, unica concessione, io che ho colorato per anni le fotocopie, perchè mi sembrava indegno alle soglie del terzo millennio vedere perdere tempo a colorare come ai tempi miei...(la più spettacolare fu la fotocopia del bassorilievo, scurissima di suo, mamma mia cosa ci devi fare? -"La maestra ha detto che dobbiamo fare tutte le faccine ROSA" -"Oddio, no, dimmi almeno che è un compito di punizione!")
Poi arrivò la grande soddisfazione per le pargole più grandi di entrare a far parte del mitico gruppo dei pattinatori che avrebbero partecipato alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Invernali a Torino 2006. Ancora Facebook non era così in auge,che al limite avrei fatto un post, tutti lo leggono e ciao,e quindi è toccato spiegare ripetutamente che si, erano a Torino per le prove, si pattinavano, ma NON SUL GHIACCIO, era pur sempre un'esibizione sui pattini a rotelle. E anche quel magnifico periodo, con tutto l'intrecciarsi di prove nella massima segretezza, compiti in classe, voti alti, invidie, gelosie, ripicche (invidiegelosieripicche SCOLASTICHE, NATURALMENTE), e qui ci fu anche il servizio sul Tiggì regionale, sempre per la sindrome del parente povero, e quel giorno ce lo ricordiamo in famiglia TUTTI come un incubo. L'intervista sarebbe stata registrata il giorno in cui la fiaccola olimpica passava per Gabicce Mare. Perfetto, coreografico. Purtroppo però, la viabilità era stata un disastro e arrivammo al punto stabilito troupe e noi per vie traverse (attraversando anche un cantiere aperto con la Pandina in puro stile James Bond e gli ultimi cento metri di corsa a piedi!) proprio in extremis, le ragazze sfiatatissime, il cronista coincitato, sullo sfondo il passaggio della fiaccola.
Intanto i due più piccoli stavano crescendo e anche a loro, il mondo dello sport ha dato tante belle soddisfazioni, peccato però che molte cose successe nei tre anni delle scuole medie al figlio maschio io le abbia sapute direttamente dall'interessato a triennio ampiamente terminato, o forse è stato un bene, anche perchè probabilmente col carattere fumino che mi ritrovo sarei finita in galera e non sarei qui a dissertare amabilmente sul blog; comunque prima o poi, a bocce fermissime, qualcuno mi dovrà spiegare i comportamenti dei propri figli e del perchè se sei bravo a scuola e ogni tanto finisci pure sul giornale (ci dovrebbero dare un premio solo perchè abbiamo rilanciato l'autostima del confine,ihihi) devi essere preso di mira in maniera così subdola e bastarda.
E poi è arrivato Facebook, comodissimo, lo adoro in ogni occasione, due click e via, un post, risparmi di telefono, di fiato e di voglia, e allora vai di foto, podio, gara, backstage, stage di singolo, di coppia, di obbligatori e di libero, viaggio in Slovenia, divertimento puro (dopo la gara), sono aggiornati gli amici e i parenti e per i nonni si filma ogni cosa.
Ma crescere vuol dire avere ognuno una sua propria pagina Facebook e cominciare ad affermare la propria personalità, le proprie scelte, a guardarsi intorno anche alla luce delle vite che se ne vanno e di quelle che cambiano....
E così adesso mi ritrovo eventualmente a condividere qualche foto dei figli, se e come mi danno esplicito permesso, perchè decidono loro se vogliono o non vogliono inserire sulla pagina le loro attività, in un certo senso sono cresciuta anche io, e ogni gradino di questa nuova consapevolezza equivale ad una caricata di coppe che tolgo dal soggiorno e porto in soffitta. Un armadio è già pieno, ma ancora non si intravede il vuoto degli scaffali, Si, perchè quelli che noi da piccoli sognavamo tennisti (io) e ciclisti (Claudio, che già si vedeva con il suo drappello ordinato di figli a due ruote a seguito), ora sono autonomi e ci ritroviamo in casa nell'ordine : un'artista della giocoleria col fuoco nonchè sbandieratrice, una maga della cucina con spiccata passione per le torte, un hockeista, una arciera - pattinatrice.
Insomma, quattro teste autonome che adoro e rispetto e ripensando al passato, ripensando agli scudetti di campione regionale cuciti sulle tute, alle notti in bianco per decorare i body di gara, alla pianificazione delle ferie per le trasferte sento di non ripiangere assolutamente nulla. Abbiamo avuto tanto, abbiamo dato tanto, Ora ci sono altri traguardi che aspettano me, Claudio e i ragazzi, senza rimpianti, senza paura, con un pizzico di temerarietà, come è sempre stato per noi, e sarà bellissimo sentirsi (ancora) dire : "MA VOI SIETE DAVVERO MATTI!" Perchè bene o male, questi "matti" ce l'hanno sempre fatta! Avanti così!


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