PENSIERINO DELLA SERA (in libertà)
http://www.youtube.com/watch?v=xZbKHDPPrrc
Piove. E io sono sul mio divanetto in camera al calduccio. Intorno a me le cose che amo di più, i miei libri italiani e stranieri, le foto della mia famiglia e quelle dei miei genitori, paesaggi di posti che ho visitato, un kilim sotto i tavolini e tre cuscinoni rossi sul divanetto, un pò di riviste (anche queste italiane e straniere) e la pubblicità di una controcopertina attira la mia attenzione. Eccole qua, sintetizzate nella stessa pagina sotto il brand "TOP 87" i loghi delle federazioni di due passioni predominanti in casa: pattinaggio ed arco.
Eh si, ci pensavo ieri sera quando guardavo lo sceneggiato "Volare", Modugno vorrebbe fare l'attore e finisce a fare il cantante...fatte le debite proporzioni, in fondo è quello che sta succedendo in casa mia.
Come andrà a finire? Per ora al primo posto c'è la scuola, amatissima e intrapresa con grande impegno; poi al secondo gradino del podio c'è la lite per le preferenze, entrambe le discipline occupano un ruolo importante se si potesse fare un duathlon tutto particolare avremmo risolto i nostri "problemi".
Avendo avuto fino a due anni fa esperienza solo di pattinaggio, dove in un certo senso, la frase "Rien ne va plus, les jeux sont faits" si applica in già in giovanissima età, leggo con piacere a pagina 33 dell'ultimo numero della rivista Arcieri (che arriva a casa direttamente, non me la vado a comprare io) "La disciplina va allenata. A 14 anni si inizia a tirare, tra i 18 e i 19 anni si iniziano a fare le prime gare internazionali, poi però ci vogliono almeno altri 3 o 4 anni per arrivare al massimo dei livelli" e qui mi viene in mente la frase che mi venne detta all'inizio di un percorso che doveva durare al massimo dieci lezioni di un agosto un pò troppo tranquillo : "l'arco ti aspetta, non bisogna avere fretta di bruciare i tempi, è un amico discreto che si apprezza col tempo", mi accorgo che in effetti è così.
Per fortuna ho sempre vissuto lo sport dei miei figli con molta partecipazione ma anche con quella buona dose d'ironia che mi ha tenuto lontano da situazioni sgradevoli che conosco solo per sentito dire (magari proprio dai diretti interessati, ma mai, dico mai ci sono finita in mezzo), dopo 18 anni di "militanza attiva" non credo cambierò proprio ora. Mi piace rendermi utile ma so anche tirare i remi in barca senza rimpianti perchè per nostra fortuna, tutto quello che ci eravamo prefissati a livello educativo con lo sport l'abbiamo ampiamente ottenuto, anzi di più!
Intanto? Per ora ci si rende utili e diponibili come sempre, su tutti i fronti, volo basso, sto tranquilla e mi diverto a trovare i punti in comune che possono avere due discipline cosi diverse quali il pattinaggio artistico a rotelle ed il tiro con l'arco. Ho il vantaggio di essere circondata da persone capaci ed intelligenti e questo non è poco!
Piove. E io sono sul mio divanetto in camera al calduccio. Intorno a me le cose che amo di più, i miei libri italiani e stranieri, le foto della mia famiglia e quelle dei miei genitori, paesaggi di posti che ho visitato, un kilim sotto i tavolini e tre cuscinoni rossi sul divanetto, un pò di riviste (anche queste italiane e straniere) e la pubblicità di una controcopertina attira la mia attenzione. Eccole qua, sintetizzate nella stessa pagina sotto il brand "TOP 87" i loghi delle federazioni di due passioni predominanti in casa: pattinaggio ed arco.
Eh si, ci pensavo ieri sera quando guardavo lo sceneggiato "Volare", Modugno vorrebbe fare l'attore e finisce a fare il cantante...fatte le debite proporzioni, in fondo è quello che sta succedendo in casa mia.
Come andrà a finire? Per ora al primo posto c'è la scuola, amatissima e intrapresa con grande impegno; poi al secondo gradino del podio c'è la lite per le preferenze, entrambe le discipline occupano un ruolo importante se si potesse fare un duathlon tutto particolare avremmo risolto i nostri "problemi".
Avendo avuto fino a due anni fa esperienza solo di pattinaggio, dove in un certo senso, la frase "Rien ne va plus, les jeux sont faits" si applica in già in giovanissima età, leggo con piacere a pagina 33 dell'ultimo numero della rivista Arcieri (che arriva a casa direttamente, non me la vado a comprare io) "La disciplina va allenata. A 14 anni si inizia a tirare, tra i 18 e i 19 anni si iniziano a fare le prime gare internazionali, poi però ci vogliono almeno altri 3 o 4 anni per arrivare al massimo dei livelli" e qui mi viene in mente la frase che mi venne detta all'inizio di un percorso che doveva durare al massimo dieci lezioni di un agosto un pò troppo tranquillo : "l'arco ti aspetta, non bisogna avere fretta di bruciare i tempi, è un amico discreto che si apprezza col tempo", mi accorgo che in effetti è così.
Per fortuna ho sempre vissuto lo sport dei miei figli con molta partecipazione ma anche con quella buona dose d'ironia che mi ha tenuto lontano da situazioni sgradevoli che conosco solo per sentito dire (magari proprio dai diretti interessati, ma mai, dico mai ci sono finita in mezzo), dopo 18 anni di "militanza attiva" non credo cambierò proprio ora. Mi piace rendermi utile ma so anche tirare i remi in barca senza rimpianti perchè per nostra fortuna, tutto quello che ci eravamo prefissati a livello educativo con lo sport l'abbiamo ampiamente ottenuto, anzi di più!
Intanto? Per ora ci si rende utili e diponibili come sempre, su tutti i fronti, volo basso, sto tranquilla e mi diverto a trovare i punti in comune che possono avere due discipline cosi diverse quali il pattinaggio artistico a rotelle ed il tiro con l'arco. Ho il vantaggio di essere circondata da persone capaci ed intelligenti e questo non è poco!


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