Il MIO mare !

D'estate scrivo poco, vivo intensamente e magari potessi avere un microchip per riversare nel blog AUTOMATICAMENTE tutti i miei pensieri!
Di necessità virtù, bisogna comunque accontentarsi e sinceramente nei miei progetti pensavo di mettere mano al blog a fine stagione con l'aggiornamento dello "stupidario 2012", però è successa una cosa per cui DOVEVO METTERMI PER FORZA ALLA TASTIERA E SCRIVERE.
Avete presente quando nei fumetti i personaggi sono arrabbiatissimi ed invece delle parole, nel fumetto mettono tutti quei simbolini tipo nuvoletta nera-teschio-lampi&tuoni, tanto per rendere visivamente l'impatto del nervosismo? Beh, io in questi giorni dovrei girare con un fumettone sopra la testa strapieno, anzi grondante di tuoni, fulmini e saette, impiccati stilizzati, ghigliottine, spade, lance, cannoni, insomma, mi trattengo, mi trattengo MA MI SCAPPA DA RISPONDERE....e rischio di diventare maleducatissima al front office.
Il fatto. Ti arrivano con quelle faccette un pò così, che ancora manco hanno aperto bocca e già scuotono la testa aspettando la conferma al loro disgusto. La domanda è : "Ma...meno male che avete i divertimenti perchè comunque..questo VOSTRO mare, mamma se è sporco, una pozza..."
E io mi mordo la lingua, una, due, tre volte, ma da troppi anni ho da fare con gente che crede che il castello di Gradara sia FINTO e batte con le nocche sui camminamenti di ronda per capire se le mura son  fatte di vetroresina  confondendo parchi tematici con salvaguardia e costante manutenzione dell'antico, quindi non ammetto nella maniera più assoluta che si venga a Gabicce Mare, sede del Parco naturale del S.Bartolo, e si denigri questo mare, questo MERAVIGLIOSO MARE che sa farsi scoprire solo a chi ha occhi e anima per capirlo. Non ammetto che si venga qui e decanti il mare della Sardegna, le immersioni a Sharm el Sheik, le discoteche di Ibiza. E' come se tu venissi a mangiare a casa mia e mentre io ti ospito  a piade e squaquerone tu mi rimpiangi che so, un esotico piatto tipico mangiato nel tuo ultimo (e unico) soggiorno all'estero.
Qui non si tratta di  fare come gli struzzi essere ciechi e sordi a quanto di meglio l'universo turistico puo' proporre, io faccio un discorso di VIVERE E COMPRENDERE LA REALTA' NELLA QUALE BENE O MALE, CHE SIA PER UN GIORNO O DA QUARANT'ANNI SEI TUO MALGRADO FRUITORE.
Non avremo un mare roccioso, cristallino, con pesci rossi, gialli e blu, ma fai almeno lo sforzo di comprendere che un fondale basso e sabbioso come il nostro, ferocemente difeso dalle scogliere, se lo pesticci in allegria con altre mille persone alle  11 del mattino o alle 5 del pomeriggio ore canoniche dell'italianissimo rito del bagno in mare, è logico che la sabbia si alzi, intorbidendo l'acqua.
Vuoi un consiglio? Fai uno sforzo e alzati all'alba, sarai ripagato da una visione meravigliosa. Appuntamento al faro vecchio sul lato del canale di Gabicce. Entra in acqua e goditi questo fondale incredibilmente pulito, dove i pesci ti guizzano fra le gambe senza timore, i granchi avanzano e i paguri si nascondono. Alza gli occhi e guarda sugli scogli... i gabbiani, come ciarliere comari son li che emettono i loro versi, tutti vicini, tutti in fila che ci osservano senza timore ed anzi qualcuno svolazza cosi basso che gli puoi vedere i particolari delle penne e del becco.
Guarda davanti a te il promontorio di Gabicce Monte, cammina senza timore nell'acqua, le "buche" sono tutte ottimamente segnalate e nel momento di bassa marea puoi andarti a sedere pure sugli scogli, i gabbiani si scanseranno quel tanto che basta per accoglierti.
Rientra in acqua e prendi con le mani la sabbia del fondale, vedi come subito si riformano quelle meravigliose increspature tanto che più che sabbia sembra un tessuto plissettato sotto i tuoi piedi. Agita le mani, apri i pugni pieni di sabbia e lasciala cadere di nuovo sul fondale, in controluce vedrai tanti piccoli luccichii invitanti. Impara a conoscere le alghe, quelle buone anche da seccare e mangiare ... cammina se vuoi dal porto, risalendo lentamente verso il torrente Tavollo. Se non sarai distratto dalla danza dei gabbiani che a frotte accolgono le barche che rientrano con il pescato del giorno, lascerai il porto canale e dopo la darsena, troverai un gruppettino di persone che danno la colazione alla colonia di paperelle. Ti sembra che se il nostro fosse il mare "da pozza di fango" avremmo potuto avere le papere sul fiume?
Sono le otto e mezzo, ormai, la spiaggia si sta popolando dei turisti e il mare, democratico nel vero senso della parole, non fa storie, i suoi abitanti spariscono, i pesci si inquattano, i granchi si infilano nella sabbia e tutti, pacificamente, aspettano  che noi umani, dopo esserci serviti abbondantemente e grossolanamente  di tanta meraviglia (e spesso ne fanno le spese i granchietti più giovani che vengono tirati su dall'acqua e mostrati a riva e se va bene, confusi e storditi vengono rigettati in acqua oppure muoiono miseramente seppelliti dalla sabbia calda..) se ne vanno verso le 19 e allora, lentamente, l'acqua del mare si riappropria della battigia, i gabbiani riappaiono, i pesci ricominciano le loro danze....Lo capisci che sei tu, con i tuoi occhi e il tuo cuore che puoi rendere belli i luoghi che visiti?

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