Io, perchè!

Non scrivo molto questo mese. Non perchè non abbia molto da dire, anzi ne avrei talmente tante di riflessioni da fissare su uno scritto, che sinceramente non saprei a quale dare la precedenza, se potessi automaticamente scaricare il cervello esattamente come faccio con la memory card delle foto, ci sarebbe tanto di quel materiale da leggere per un secolo. Però oggi più che mai devo dare la priorità a delle spiegazioni. Lo farò una volta per tutte e poi non ci torno più su questo argomento, e lo faccio non tanto per convincere chissà chi, ma solo perchè sono pigra e se in futuro mi capiterà di dovermi trovare in situazioni che prevadano lunghe spiegazioni, non farò altro che indirizzare il malcapitato su questo link e basta (della serie: leggitelo da solo, trai le conclusioni che vuoi e..arrangiati!)
Allora. Io non mangio carne, non bevo latte, non mangio formaggi. Da più di un anno. Dapprima con titubanza, poi con sempre maggiore consapevolezza fisica e mentale. Perchè?
Tutto è partito tanto tempo fa con dei forti mal di stomaco e altri disturbi che mi hanno portato a fare un test delle allergie, e invecchiando, tra le altre cose, a questo punto è venuta fuori tutta questa allergia alla caseina e ad un mucchio di altre sostanze che non elencherò perchè già ognuno ha i guai suoi, figurati che gusto leggere un blog pieno di guai di un'altra persona!
Comunque è andata così. Ci sono rimasta malissimo all'inizio e poi pian pianino ho iniziato a seguire il regime alimentare consigliato (attenzione, scrivo "consigliato" e non "imposto", perchè volendo, prendendo dei medicinali avrei potuto non abolire del tutto il vecchio regime alimentare).
Diciamo che il panico iniziale ha lasciato il posto a una incredibile serenità che si alimentava da tutto quello che ho letto di cartaceo e su internet riguardo alla carne, ai derivati animali e alla loro produzione.
Diciamo che mi sono sentita, in questa fase un pò come una persona che entra in una casa piena di stanze, e ogni stanza ti conduce ad un'altra ancora più bella, ancora più ricca e dopo averla visitata, ti viene ancora più la voglia di aprire la porta e proseguire oltre, scoprire cosa c'è ancora che non si conosceva e coltivare questa fame di notizie passando dalla biologia alla chimica (nel piatto) alla produzione intensiva alla permacultura.
Diciamo, tra l'altro ti tornano in mente dei ricordi d'infanzia, quando c'era la vecchietta che ci portava a casa le uova fresche e consigliava come conservarle (sotto calce, diceva) perchè bisognava organizzarsi per "la muta", il periodo in cui ogni anno le galline non producevano le uova.
Adesso vai in un qualunque negozio d'alimentari e le uova ci sono tutto l'anno. SEMPRE.
Una frase ad un certo punto mi fatto scattare la molla, una pubblicità di un allevamento che allevava con le migliori farine, quali il mais, l'orzo e le fave i suoi animali da macello. A quel punto avevo già letto tutto quello che mi poteva essere utile per reperire proteine vegetali proprio dal miglio, dall'orzo, dal farro, dai ceci, dall'incredibile soia e il pensiero è stato: "MA SE IO DEVO SPENDERE TEMPO, ENERGIE, ACQUA E MANGIMI VEGETALI PER OTTENERE LA CARNE CHE COMUNQUE VERRA' MANGIATA QUANDO DIVERRA' CADAVERE, NON SARA' MEGLIO CHE CI DIVIDIAMO FRATERNAMENTE ORZO, FARRO ED OGNI BEN DI DIO E POI IO E L'ANIMALE CI FACCIAMO UNA BELLA SGAMBATA SUL SAN BARTOLO CON TANTO GUADAGNO FISICO E MENTALE PER ENTRAMBI?"
E mi ritorna in mente il coniglio tanto amato da piccola (che poi mi son ritrovato cucinato nel piatto)e la chiusura che ciò ha comportato nella fragile psiche di una bambinetta delle elementari, tanto che non ho mai cucinato carne di coniglio nella mia vita.
Poi cominci a pensare che gli animali d'affezione e di allevamento sono in fondo la stessa cosa, che sono essere senzienti, e le prove scientifiche ci sono, e che tutto quel castello mentale che ti fa piangere di tenerezza per l'agnellino, ma scarnifichi tranquillamente le sue ossa nel piatto per Pasqua perchè questa è la nostra tradizione, lo butti giù in un minuto se solo ci ragioni.
Allora cominciano a dirti: "Se il mondo andasse come dici tu, metteresti in mezzo ad una strada macellai, allevatori, pescatori, fabbriche dell'indotto, tutta gente che ha famiglia da mantenere"
Non c'e' manco bisogno di pensare più di tanto, perchè basta ricordare quanti e quali lavori sono nati in un certo modo e sostituiti nel corso dei secoli proprio perchè c'e' stata un'evoluzione (o un'involuzione) del pensiero. Non ce l'ho con nessuno, per carità, ma sono fermamente convinta che si puo' cambiare, che si puo' vivere benissimo producendo latti vegetali, mangiando legumi e cereali e tornando ad un regime alimentare che preveda la stagionalità delle verdure e della frutta e che gli allevatori di bestiame si potrebbero riciclare perfettamente in coltivatori, abbattendo in ogni caso i costi di certi cibi che al momento complice moda e consumismo trovi a carissimo prezzo in negozi che si professano "bio" ma che a ben guardare di biologico han solo il nome!
Ma la gente ha bisogno di sentirsi tranquilla nel suo caldo bozzolo e ha bisogno di darsi una spiegazione che metta te nel mondo nei "matti" e lei in quello dei "benpensanti" allora ti chiedono: "Ma non mangi carne perchè fai parte di qualche religione particolare?"
Allora sorridi e ti annoti mentalmente di andare a stressare l'anima delle addette della biblioteca-mediateca-centro culturale che la sottoscritta frequenta da tempo immemorabile, perchè devo senza meno andarmi a leggere qualcosa un pò più "corposo" di quanto trovato su internet fino a quel momento.
Penso che in questo anno mi sono sentita dire di tutto ed il contrario di tutto. Io raccolgo e vado avanti per la mia strada. In fondo la mia farmacia è diventata la cucina di casa,e che adesso dopo 365 giorni passati senza carne, ho acquisito una consapevolezza e una con-passione (lo scrivo così perchè il senso è quello dell'empatia verso il mondo animale) che se improvvisamente potessi tornare a mangiare da onnivora, rifiuterei di farlo nella maniera più assoluta.
Ho scoperto nelle mie letture, che in certi angoli del mondo, gli animali, quelli che per noi sono considerati "i migliori amici dell'uomo" sono una delicata e prelibata leccornia, e che è solo una questione di educazione e di latitudine a farci considerare determinati animali cibo e altri, più fortunati "da compagnia".
Mangio magnifiche torte fatte senza latte o uova, mangio di più e più variato, ho delle analisi da Guiness per l'età che ho, e sento che comunque, la mia è stata una scelta, dapprima medica, poi morale, e che anche se volessi non posso pretendere di cambiare il mondo imponendo le mie idee. Posso solo sperare che per qualche incredibile motivo, le persone che mi circondano arrivino con il ragionamento e la conoscenza a percorrere la stessa strada che ho percorso io... MAGARI SENZA L'IMPUT DI UNA ALLERGIA, sarebbe meglio, no?


Commenti
Posta un commento