SPETTATORI IMPOTENTI O CRITICI?


Eccoci qua di nuovo, a cercare nei blog, nelle televisioni satellitari, nei notiziari nostrani, notizie sulla Libia in fiamme. E l'onda lunga della rivoluzione arriva anche nel mio mondo piccolino, al banco dei freschi del supermercato, nelle chiacchiere al bar fra un frettoloso cappuccino, un morso rabbioso alla brioche e un'occhiata alle prime pagine dei quotidiani.
Al momento, penso che i figli mi stiano odiando cordialmente, perchè son lì ad armeggiare fra internet e parabolica, il frigo langue, gli stomaci di casa brontolano, ma io imperterrita nutro il cervello a modo mio, che poi è il modo di tutto quelli che conosco, cioè gente che non si ferma ai titoli di "Studio Aperto" e ingozza tutto quel che passa, ma ascolta e legge tutto ed il contrario di tutto, in italiano ed in lingua, per ricavarsi poi una personalissima opinione dei fatti.
Cosa dire?
Ai suoi tempi (fine anni 70, secolo scorso!) la sottoscritta leggeva il libro, fresco di stampa "Gheddafi, messaggero del deserto" scritto da Mirella Bianco, altri ne seguirono,e se devo dire la verità,di tutti i trattati e le biografie, la cosa che mi colpì di più fu il fatto che nessuno in Occidente sapeva come translitterare il suo nome. Gheddafi? Qadhafi? Al-Gaddafi?
(E come tutte le cose che non si conoscono c'e' chi plaude alla novità e chi le scarta a priori).
Adesso siamo qua, davanti ad uno schermo strano, dove la televisione di stato libica trasmette immagini di paesaggi verdeggianti con recitazioni del Corano in sottofondo, alternati a 25 baldi giovanotti(li ho contati, 26 con quello nella jeep che alza la maglia e mostra i pettorali) che inneggiano al Colonnello, un occhio alla telecamera, un occhio a sventolar bandiere, oppure il messaggio di Seif al Islam,improbabile Delfino, data la situazione. Basta cambiare canale, non dico la "solita" Al-Jazeera, ma anche tutti gli altri canali dell'area mediorientale trasmettono immagini e notizie in netto contrasto con quello che dalla Libia si affannano a propinare.
Però stavolta vedo una certa, come dire, ritrosia a prendere le parti del popolo da parte della gente con cui parlo tutti i giorni. "Oh dì, bella, quelli c'hanno il petrolio, se vogliono ci mettono tutti col culo per terra".
Te lo dice uno, poi, due poi tre, in maniera più o meno colorita e penso all'ultima visita di Gheddafi in Italia e quante persone comuni che popolano il mio mondo piccolino, facevano commenti da bar sul personaggio esibizionista privo del benché minimo senso di misura, tatto ed eleganza (tutto questo concetto viene riassunto qui da me, ma non solo nella mia zona, con la parola "sboronate", si fa molto prima, con un'esclamazione riassumi un poema!)e allora pensi: qualche mese fa lo criticavate e adesso va tutto bene per via del nostro interesse, ma allora? Stiamo qui a guardare un genocidio senza prendere posizione, giusto quelle due o tre frasi di convenienza, così oltre al danno pure la beffa?
Ma cosa vuoi,al momento le nostre italiche quotazioni sono al ribasso, anche se un fremito d'orgoglio me l'ha fatto provare Benigni con l'esegesi dell'Inno di Mameli, è stato un pò come il recupero che fa un malato prima di morire, non so se mi spiego, siamo per tutti quelli del Bunga-Bunga,figuriamoci se abbiamo la statura e l'autorevolezza di prendere in mano le situazioni e dire la nostra.
Si saltella da una notizia all'altra, vedo che tutti sono terrorizzati da un'eventuale, mostruoso, epico, biblico, sbarco di clandestini che rosicherebebro il nostro Stivale come topi sul formaggio, e allora?
Triste pensare che fondamentalmente siamo tutti dispiaciuti per i morti e i feriti, ma, se casca Gheddafi per l'Occidente andrà anche peggio, dei due mali, si scelga il minore.
E invece no! Io stamattina pensavo a cosa potrebbe diventare allora la nostra vita senza 'sto benedetto petrolio. Disagi, sicuramente, in ogni campo, dalle mura di casa fredde, alle industrie che si fermerebbero,alle merci che non potrebebro essere più trasportate su strada...insomma potrei scrivere ancora di tanti e tanti danni, una svolta veramente epocale, altro che l'austerity del 1973.
Volete sapere una cosa? Oggi veramente mi faccio un pò schifo. Personalmente farei volentieri a meno del riscaldamento e mi cucinerei una zuppa sul caminetto pur di vedere anche in Libia un risultato epocale pari a quello dell'Egitto, ma sono solo una piccola persona, chiusa in un mondo piccolino...

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